Certificato malattia Covid: permette di aggirare l’obbligo di Green pass?

Pubblicato il 23 Ottobre 2021 alle 08:00 Autore: Guglielmo Sano
Certificato malattia Covid: permette di aggirare l’obbligo di Green pass? I dati

Certificato malattia Covid: permette di aggirare l’obbligo di Green pass?

Certificato malattia Covid: dalla scorsa settimana si registra un sensibile aumento delle notifiche all’Inps. Fino a che punto la presentazione del documento permette di aggirare l’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori entrato in vigore il 15 ottobre?

Certificato malattia Covid: sensibile aumento delle notifiche all’Inps

Certificato malattia Covid: da venerdì 15 ottobre 2021 in vigore l’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori. Chi non ha il documento non può accedere al luogo di lavoro e verrà considerato assente ingiustificato, quindi, scatterà la sospensione della retribuzione (tra l’altro i periodi di assenza ingiustificata non vengono considerati ai fini contributivi) finché non ci si metterà in regola rispetto alla normativa anti-contagio.

Dunque, per evitare le pesanti sanzioni bisogna per forza farsi rilasciare il pass: vaccinandosi naturalmente oppure sottoponendosi a test del tampone (la validità del documento in questo caso però non va oltre le 48 ore). L’aumento considerevole delle prenotazioni di test presso le farmacie riferisce di come molti lavoratori sguarniti di Green pass abbiano scelto di percorrere quest’ultima strada. La crescita consistente delle notifiche di malattia all’Inps, invece, potrebbe fotografare un altro fenomeno che, se emergesse con certezza, sarebbe decisamente “negativo”.

Un modo per aggirare l’obbligo di Green Pass?

Certificato malattia Covid: il 15 ottobre, giorno dell’introduzione dell’obbligo di Green pass, all’Inps sono stati notificati ben 93.322 attestazioni di malattia. Nella settimana precedente, le richieste si erano fermate a quota 76.836. A inizio settimana le notifiche sono cresciute fino a sfiorare le 153mila. Anche l’Ordine dei medici sospetta che dietro questo consistente aumento si nasconda quantomeno una verifica poco puntale delle condizioni di salute del lavoratore da parte di alcuni camici bianchi (se non una vera e propria “connivenza”).

Detto questo, non ci sono prove che dimostrino l’effettivo collegamento tra aumento delle richieste di malattia e obbligo di Green pass, inoltre, bisogna ricordare che l’Inps dispone di strumenti di controllo ben collaudati per quanto riguarda il riscontro di eventuali irregolarità, si pensi anche solo alla visita fiscale. Dalle associazioni di categoria, al momento, si può solo ricordare ai medici di applicare la deontologia professionale: basterebbe, per esempio, visitare il lavoratore che intende mettersi in malattia di presenza e non al telefono.   

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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