Terza dose per tutti già a gennaio? Da chi si potrebbe cominciare

Pubblicato il 27 Ottobre 2021 alle 11:09 Autore: Guglielmo Sano
Terza dose per tutti già a gennaio? Da chi si potrebbe cominciare

Terza dose per tutti già a gennaio? Da chi si potrebbe cominciare

Terza dose per tutti già a gennaio? Il sottosegretario alla Salute Sileri conferma quanto anticipato nelle ultime settimane da Iss, Cts e dal suo stesso ministero. La nuova fase della campagna vaccinale potrebbe partire già a inizio anno nuovo: si ipotizzare di cominciare da chi ha avuto somministrato il composto Johnson&Johnson.  

Terza dose: necessaria per tutti a gennaio?

“Verosimilmente la terza dose sarà necessaria per tutti”, ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo SIleri nel corso di un’intervista rilasciata a Radio Capital. Sileri ha poi fornito altre precisazioni rispetto alle tempistiche della nuova fase della campagna vaccinale: entro l’anno si dovrebbe completare la somministrazione del secondo richiamo alle categorie prioritarie per cui è già prevista (over 80, immunocompromessi, personale sanitario), a partire da gennaio 2022, quindi, dovrebbe essere prevista per il resto della popolazione (basandosi sulla data di somministrazione della seconda dose) ma dando la priorità a chi ha ricevuto il monodose Johnson&Johnson.

Le parole del sottosegretario hanno incontrato il favore dei Governatori ma da sottolineare che il dibattito sul richiamo del richiamo è tuttora acceso tra gli studiosi: in pratica, se c’è sostanzialmente accordo sulla sua necessità per fragili e over 60, non tutti gli scienziati ritengono necessario prevederla per la generalità della popolazione (alcuni propongono, in alternativa, di prevederla ma riducendo la dose).  

Epidemia in ripresa ma sotto controllo

Sembra destinato a continuare ancora per un po’ il dibattito sulla necessità di prevedere la somministrazione della terza dose per tutti. La ripresa sostenuta dei contagi in alcuni paesi europei, di questi alcuni sono stati costretti a imporre nuovi lockdown, chiaramente pesa sulla discussione. D’altra parte, la situazione epidemiologica in Italia sembra essere sotto controllo: in effetti, i contagi risultano in aumento, bisogna considerare però la parallela crescita del numero dei tamponi, soprattutto rapidi. Da sottolineare, d’altro canto, che si riscontra un aumento del tasso di contagiosità stringendo lo sguardo agli esiti dei tamponi molecolari (più precisi).

Dunque, la diffusione del coronavirus è in ripresa: anche le ospedalizzazioni sono in crescita, tuttavia, calano le terapie intensive. Aggiungendo a questi dati che oltre l’85% della popolazione over 12 ha ricevuto il vaccino e che le somministrazioni della terza dose sono cominciate (seppur lentamente) l’Italia dovrebbe essere al sicuro, almeno dal punto di vista della tenuta del sistema sanitario (nonché dei decessi).

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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