Tagliola Ddl Zan: provvedimento accantonato. Cosa è successo?

Pubblicato il 28 Ottobre 2021 alle 15:01 Autore: Guglielmo Sano
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Tagliola Ddl Zan: provvedimento accantonato. Cosa è successo?

Tagliola Ddl Zan: il disegno di legge contro le discriminazioni bloccato dopo l’approvazione da parte del Senato di una proposta presentata da Lega e Fratelli d’Italia. Sul provvedimento ha pesato un procedimento parlamentare comunemente noto come “tagliola”. In cosa consiste?

Tagliola Ddl Zan: provvedimento accantonato dal Senato

Tagliola Ddl Zan: il Senato ha accantonato il disegno di legge contro le discriminazioni in seguito all’approvazione di una mozione presentata da Lega e Fratelli d’Italia. Nello specifico, il provvedimento è stato bloccato da un particolare procedimento parlamentare cioè il “non passaggio all’esame degli articoli”, più comunemente noto come “tagliola”, con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti.

Nei giorni immediatamente precedenti al voto il promotore del disegno di legge, il Senatore Zan, si era detto fiducioso sul fatto che alla fine la “tagliola” sarebbe stata bocciata (nonostante lo scrutinio segreto). Tuttavia, sembra essersi spaccato il fronte dei partiti che – a bocce ferme almeno – sosteneva il Ddl: infatti, oltre che dal gruppo misto, molti No “inaspettati” pare siano arrivati dagli scranni di Italia Viva (ma anche del Pd, lo stesso partito di Zan, e del Movimento 5 Stelle). Visto che la votazione era anonima difficilmente si saprà mai con certezza chi ha “tradito” la maggioranza che sosteneva il Ddl Zan: l’unico dato sicuro è che i conti dei sostenitori erano sbagliati di almeno una decina di senatori.

Non passaggio all’esame: di cosa si tratta?

Tagliola Ddl Zan: l’istituto del “non passaggio all’esame degli articoli” è previsto dall’articolo 96 del Regolamento del Senato. Quest’ultimo è formato da due articoli: il primo dispone che “prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un Senatore per ciascun Gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame”, il secondo quindi prevede che “La votazione della proposta ha la precedenza su quella degli ordini del giorno”.

Una formulazione semplice che, tra le righe, offre a una o più forze parlamentari uno strumento di vero e proprio ostruzionismo: questo può servire a bloccare definitivamente o quasi una proposta di legge (può essere riesaminata dal Senato ma non prima di 6 mesi) o a forzare delle trattative in merito al suo contenuto (anche se eventuali modifiche dovranno essere nuovamente esaminate dalla Camera).

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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