Variante Omicron ed efficacia vaccini: cosa si sa al momento

Pubblicato il 24 Dicembre 2021 alle 08:30 Autore: Guglielmo Sano
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Variante Omicron ed efficacia vaccini: cosa si sa al momento

La Variante Omicron si è diffusa, dopo solo poche settimane dalla prima individuazione, in circa 70 paesi. Pare ormai certo che sia principalmente la mutazione a trainare la cosiddetta quarta ondata di contagi a livello più o meno globale. I vaccini funzionano anche contro questa versione del coronavirus?

Variante Omicron ed efficacia vaccini: cosa si sa al momento

Variante Omicron ed efficacia vaccini: cosa si sa al momento? La mutazione del Sars Cov 2 è stata avvistata per la prima volta solo un mese fa: gli studi sulle sue caratteristiche sono ancora in una fase preliminare. D’altra parte, si cominciano a sommare le evidenze scientifiche che suggeriscono una sua maggiore capacità di trasmissione (forse è doppiamente più veloce della variante Delta). Difficile dire, invece, se sia più pericolosa, ovvero se sia in grado di causare forme più severe di Covid.

Le prime ricerche collegavano l’infezione allo sviluppo di sintomatologia piuttosto lieve, approfondendo sembra che sia pericolosa come e quanto gli altri ceppi del coronavirus. Allo stesso modo servirà ancora tempo per capire se la Variante Omicron sia in grado di eludere la copertura fornita dai vaccini al momento disponibili: detto ciò, i primi riscontri indicano effettivamente un’efficacia ridotta, molta ridotta dei composti in uso contro l’infezione provocata dalla mutazione.

Cosa succede dopo la somministrazione della terza dose?

Per parlare in termini percentuali, secondo alcuni studi condotti nel Regno Unito e in Sudafrica, dove la diffusione della Variante Omicron ha impattato in modo particolare, due dosi di vaccino Pfizer offrono una copertura di poco più del 30% contro l’infezione (anche se la vaccinazione continua a escludere lo sviluppo di forme gravi della malattia almeno nella misura del 70%). Contro le altre varianti del Sars Cov 2 completare il ciclo vaccinale offriva una copertura dell’80% contro l’infezione e di oltre il 90% contro le forme gravi del Covid.

Allo stesso modo non sembra offrire una copertura ottimale neanche la guarigione: le ricerche più recenti su questo versante riferiscono di una probabilità 5 volte maggiore di contrarre nuovamente l’infezione da variante Omicron dopo essere guariti dal Covid in seguito all’infezione da altre varianti. La terza dose potrebbe risolvere il problema? Ancora non sono stati diffusi degli studi approfonditi in merito, d’altro canto, i primi dati sembrano indicare un aumento considerevole delle percentuali di protezione dopo la somministrazione del secondo richiamo. Detto ciò, è molto probabile che i composti attualmente disponibili dovranno essere “aggiornati” per contrastare efficacemente anche la variante omicron.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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