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pubblicato: sabato, 2 giugno, 2012

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Sulla scommessa del nostro default

È confortante avere interrotto dallo scorso novembre il circo di rivelazioni mediatiche sulla vita discinta e rimbaudiana del presidente del consiglio italiano. Il cambio di guardia ha fatto sicuramente bene all’immagine dell’Italia nelle cancellerie di mezzo mondo, sui mercati e nelle opinioni pubbliche. Mario Monti ha imposto sacrifici prevalentemente fiscali agli italiani per centrare nel 2013 l’obiettivo del pareggio e avvicinare i parametri ancor più stringenti del fiscal compact.

[ad]Nonostante ciò lo spread fra i nostri Btp e i bund tedeschi sta tornando attorno ai 500 punti, una soglia indubbiamente di criticità e i Credit Default Swap (vedi il grafico: http://www.bloomberg.com/quote/CITLY1U5:IND) fruttano agli investitori persino un guadagno del 258% su base annua e sono tornati sui livelli di novembre, quando l’Italia sfiorò per la seconda volta in vent’anni il default.

Cos’è successo nel frattempo? Riprendiamo una recente sortita del leader del Pdl, che pur non essendo più capo del governo resta un ottimo termometro della febbre italiana.

mario monti

Silvio Berlusconi ha interrotto un periodo di relativa calma comunicativa lanciando uno dei suoi tipici messaggi per sparigliare le carte. “Usiamo la nostra zecca per stampare banconote al posto della Bce” è stata la sua prolusione davanti al gruppo parlamentare del Pdl. Non potendo riorganizzare la sua offerta politica né mantenere la promessa di mettere in pista la “più grossa novità” in Italia – che è bene ricordarlo non c’entra con la riproposizione del semipresidenzialismo – l’ex premier ha visto giusto di lanciare una provocazione di carattere economico. Poco di male diranno in molti. Alle uscite di Berlusconi in ogni settore toccato dallo Stato abbiamo fatto il callo in questi 18 anni della sua parabola politica. E ha gioco facile un economista come Giacomo Vaciago a ironizzare sulla preparazione culturale di Berlusconi: “Pensa che le banconote che dava normalmente alle escort rappresentino tutta la moneta in circolazione”. Tanto che a poche ore dal lancio della notizia sulla rete ha cominciato a tenere banco l’accostamento fra l’ex premier e Totò De Curtiis, anche lui impegnato a stampare banconote in proprio nel film “La banda degli onesti”.

Ironia a parte nel Pdl sta diventando un chiodo fisso l’idea che la Banca Centrale Europea debba prendere ad esempio Ben Barnanke della Fed e utilizzare una politica monetaria di grande stimolo, magari mettendo sul mercato svariati miliardi di euro in numerose tranche di quei quantitative easing, che in America hanno inondato i mercati di liquidità. E l’uscita di Berlusconi è stata così poco estemporanea da essere stata preceduta lunedì pomeriggio a Prato dal segretario del Pdl Angelino Alfano nella sede di Confindustria. “Vanno ridefiniti i compiti della Bce per permetterle di fare come la Fed, che in tempi di crisi ha stampato banconote” sono state le parole usate dal segretario, che al contempo ha ribadito la sua adesione ad una ricetta liberale per tornare alla crescita.

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