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pubblicato: venerdì, 30 agosto, 2013

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Alex Zanardi è campione del Mondo

L’Italia sportiva e non lo ama per le sue imprese e per quello che è, un Eroe.

Alex Zanardi non è solo un Campione nello sport, con le sue incredibili vittorie, ma lo è anche, e soprattutto, nella vita. Una forza d’animo sovrannaturale per l’atleta ed ex pilota bolognese, che lo rende unico.

Mito, Eroe o Leggenda?  La sua è una storia che colpisce dritta al cuore e che dà, a chi come lui è disabile e lotta quotidianamente per una vita normale, una carica pazzesca per andare avanti. Nessuno lo fermerà nella sua dichiarata guerra al Mondo intero per affermare che essere disabile non deve significare vivere nascosti, non poter fare ciò che si vuole.

Lausitzring, 15 Settembre 2001. Zanardi corre il campionato Cart, dopo i quasi dieci anni passati in Formula 1 tra Jordan, Minardi, Lotus e Williams. E’ a bordo di una Reynold-Honda, che pare aver recuperato dalle difficoltà avute durante tutta la stagione. A pochi giri dal termine il pilota italiano perde il controllo della propria vettura, sbanda, carambola in mezzo alla pista. Intanto sopraggiunge la vettura di Alex Tagliani che colpisce in pieno la Reynold-Honda di Zanardi, spezzandola in due. Istanti agghiaccianti, terribili. Nell’impatto subisce l’amputazione degli arti inferiori, il pilota italiano è gravissimo, lo danno per morto. Portato d’urgenza all’ospedale di Berlino in condizioni disperate, rimane per diversi giorni in coma farmacologico, subisce numerosi interventi, quindi dopo due mesi fa ritorno a casa.

L’inizio di una nuova vita. Per Zanardi l’amputazione degli arti inferiori rappresenta l’inizio di una nuova sfida, più affascinante di tutte quelle che ha finora intrapreso. La riabilitazione procede alla grandissima, grazie alle protesi ritorna a camminare, e, ben presto, a correre. Nel 2003 torna nella sua pista maledetta, per ultimare simbolicamente quella gara che non aveva terminato: una decina di giri, tempi incredibili e lacrime di emozione.

metà si

I motori sono la sua malattia. Nel 2005 ritorna ufficialmente in pista, a bordo di una Bmw, ovviamente preparata apposta per lui, e corre il Campionato Italiano Superturismo: un successo incredibile dato che lo vince subito, guai a definirlo lento. Prosegue la sua marcia inarrestabile pure nel Campionato Mondiale Turismo, dove vince il Gp di Turchia. E nel 2008 torna pure in una monoposto di Formula 1 per delle prove. Pazzesco.

Zanardi non si ferma alle corse. E’ infatti presente in diverse trasmissioni televisive, sia come ospite che, addirittura, come conduttore. Il suo libro, in cui racconta la sua storia, le sue vittorie, l’incidente e il recupero, va ben oltre le più rosee aspettative. Premi, riconoscimenti ed onorificenze non lo allontanano, però, dai suoi progetti.

La sua nuova sfida sportiva, infatti, si chiama handbike, particolare tipo di bicicletta che si muove grazie al movimento delle braccia. Il suo esordio da ciclista su strada lo fa alla Maratona di New York nel 2007, dove conquista il quarto posto.

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