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pubblicato: martedì, 9 gennaio, 2018

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Movimento 5 Stelle: reddito di cittadinanza, l’ennesima ricetta liberale – DAL BLOG

Movimento 5 Stelle

Movimento 5 Stelle: reddito di cittadinanza, l’ennesima ricetta liberale – DAL BLOG

La campagna elettorale entra nel vivo. Nelle ultime settimane, Di Maio rivela alcuni punti del programma dei 5 stelle. In breve: meno tasse, spending review ed investimenti in deficit. Tra i punti salienti:
1. Un piano di riconversione ecologica dell’energia che non pesi sulle bollette;
2. Investimenti sulle grandi infrastrutture strategiche;
3. Lotta all’evasione fiscale;
4. Modifica della riforma Fornero;
5. Reddito di cittadinanza;

Movimento 5 Stelle: Un programma non anti-sistema (che potrebbe urtare i mercati)

In generale il programma dei 5 stelle è quello di una normale forza di governo europea di ispirazione liberale. Al netto di qualche promessa esagerata e scontando l’ottimismo per i margini di spesa, non dissimile da quello del PD o di Forza Italia.

Lo shock fiscale previsto è chiaramente poco in sintonia con regole comunitarie come il fiscal compact. Se implementato completamente e in tempi brevi potrebbe aggravare la posizione fiscale netta con l’estero dell’Italia. Segnale che, unito a quello sul deficit pubblico, solitamente non rende i mercati benevoli. Se a ciò si aggiunge il progressivo abbandono del Quantitative Easing, i titoli pubblici in futuro potrebbero non essere al sicuro come adesso.

Il reddito di cittadinanza condizionato è la flexicurity

Ma soffermiamoci sull’ultima delle misure elencate. In primo luogo, il reddito di cittadinanza ideato dai 5 stelle ammonterebbe a 780 euro e necessita di 17 miliardi di investimenti da trovare attraverso tagli e sforamento degli obiettivi di deficit. Sembrerebbe destinato ai soli disoccupati, inoccupati ed ai lavoratori e pensionati con redditi sotto 780 euro. Il tutto condizionato alla prestazione di lavori socialmente utili, alla ricerca attiva di lavoro, alla partecipazione a corsi di formazione per otto ore settimanali. Una volta trovato un lavoro compatibile su scala nazionale, se non verrà accettato, il beneficiario perderà il diritto al reddito di cittadinanza.

Movimento 5 Stelle: proposte confuse

In pratica, i beneficiari devono svolgere lavori (socialmente utili) al posto di lavoratori che andrebbero remunerati per farli. Le aziende possono continuare ad offrire part-time sotto i 780 euro mensili o posti di lavoro ad 800 euro. In questo modo non si pongono argini alla competizione salariale al ribasso. In più l’obiettivo dichiarato è quello di abolire gli attuali ammortizzatori sociali, facendo del reddito di cittadinanza l’unica misura di sostegno al reddito.

Insomma, una proposta di riduzione dei costi del welfare a cui non a caso strizza l’occhio anche la coalizione di centro-destra. Che segue la logica liberista per cui la disoccupazione rimane principalmente un problema di offerta e non invece il risultato di un livello d’investimenti insufficiente. L’ennesima misura liberale di un mix confuso di proposte “a 5 stelle” da cui si evince, più che il superamento di destra e sinistra, la pesante mancanza di culture politiche del panorama italiano.

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