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pubblicato: domenica, 23 marzo, 2014

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Referendum Veneto, Puppato: “Servono risposte”

laura puppato candidata alle primarie del pd

Il referendum per l’indipendenza del Veneto non va sottovalutato, perchè se si fa così, se non si cambia la fiscalità dell’Italia, si lascia spazio alla disaffezione, alla repulsione, anche all’odio”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica Laura Puppato, ex sindaco di Montebelluna e consigliere regionale veneto (Pd). “Negli ultimi vent’anni abbiamo visto le sparate della Lega che predicava il federalismo e praticava il centralismo. Però sei anni di pesante crisi hanno riportato alla luce quegli elementi sopiti”, spiega. “C’è un sentimento per cui si sente l’ingiustizia anche di carattere economico e si vuole dare una scossa alle istituzioni centrali.

laura puppato candidata alle primarie del pd

Laura Puppato

 

Il pericolo è che si sta insinuando l’idea della secessione anche in chi ne è stato finora lontano, eppure comincia a considerarla una ipotesi plausibile dal momento che c’è sordità e silenzio delle istituzioni centrali”. “Io chiedo di sondare veramente l’opinione pubblica veneta dove serpeggia il malcontento e un risentimento che pretendono una risposta. Chiedo di chiarire se non si ritenga ad alto rischio questa situazione; se non si ritenga di trasformare nella sostanza in tempi rapidi la fiscalità e la materia dei trasferimenti da Stato a Regioni e Comuni lavorando per ridurre, fino a fare scomparire, le enormi e ingiustificate differenze esistenti tra le aree territoriali”.

Nasce il partito “Veneto sì” – “Il soggetto politico che si muoverà dopo la vittoria dei sì al referendum per l’indipendenza si chiamerà Veneto Sì, che si trasforma da comitato per il Sì all’indipendenza, ad organizzazione politica che difenderà i risultati ottenuti con la proclamazione di indipendenza”. Lo annuncia il promotore della consultazione On line “Plebiscito.eu”, Gianluca Busato.

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16 Commenti

  1. Francesco D'Angelo ha scritto:

    che risposte? poteva votare pure mia nonna che e’ morta 30 anni fa !

  2. Massimo Siliato ha scritto:

    Bevete di meno .

  3. Andrea Mascitti ha scritto:

    Referendum pagliacciata…

  4. Gianni Gavin ha scritto:

    ci sono le elezioni l’anno prossimo , si preparano per prendere per i fondelli altri 5 anni, sta a noi capire se parlano sul serio o per dare aria alla bocca

  5. Stefano Rincicotti ha scritto:

    La demagogia dei referendum fai da te contagia tutti, internet incontrollabile cabina elettorale piace anche a sinistra………………….se poi hai 1000 giovani “volontari” disoccupati li organizzi e risolvi i tuoi problemi!

  6. Guido Zaccaro ha scritto:

    Direi che è una riflessione responsabile. .che meglio percepisce la “disaffezione”..nei popoli di regioni italiche laddove 80/100..di tasse tra le più alte al mondo..non rimangono nel territorio che le ha erogate…ma convogliare allo stato centralista…a titolo di cronaca..nessuna regione..departement. o Land. .che sia in Europa subisce un simile trattamento. …

  7. Franco Ramassotto ha scritto:

    Tutto il nostro paese ha dato lavoro e terra ai veneti nei loro momenti difficili,in provincia di Latina il dialetto più parlato è il veneto. Facciamo votare anche questi veneti!

  8. Alf Manc ha scritto:

    bravi…vista la vostra intelligenzia…potete fare stato con i bergamaschi….che neanche i romani…

  9. Fabio Bianchi ha scritto:

    Non servono risposte , ma domande serie.

  10. Marco Giurgola ha scritto:

    ecco i voti che hanno preso alle ultime politiche alla Camera….vabbè rispettare tutti ma con sti numeri (o,96 o 1,36%) non mi sembra che siano percentuali bulgare….

  11. alfag01 ha scritto:

    Quando un popolo è oppresso dalla burocrazia, dalla discriminazione, dalla corruzione, dal controllo dell’informazione, della stampa e della storiografia, dall’iniquità sociale e fiscale, dall’impossibilità di avere una rappresentanza democratica reale e costituzionale, dalla sordità delle Istituzioni alle proprie istanze, non parliamo certamente di un popolo libero.
    Le persone non libere, per diritto naturale di ogni essere umano, prima o poi si ribellano.
    Si ribellano mettendo in atto rivoluzioni (resistenze o secessioni) ma ciò non costituisce certamente un rischio per loro, lo costituisce invece per l’oppressore.
    Il rischio che l’oppressore fascista determinasse la RESISTENZA del popolo, non era un rischio per il popolo, ma per il potere legittimamente costituito che opprimeva però i diritti naturali delle persone, togliendo loro la libertà.
    Io sono un suo estimatore, ma non condivido quando Lei afferma “Non ha valore giuridico e i dati non sono attendibili, ma rischia comunque di diventare un volano per rilanciare il sentimento secessionista in Veneto”
    E quale sarebbe il rischio ? La secessione ?
    La secessione non è un rischio ma un’opportunità per il popolo veneto.
    È invece un rischio per il potere legittimamente costituito oppressore della libertà.
    Penso che tali questioni si debbano risolvere attraverso il diritto internazionale e non con le guerre, ma mi rendo conto che ciò richiederebbe quel grado di civiltà che nella nostra penisola forse non c’è mai stato.
    Lei crede che il regime fascista si sarebbe messo da parte se qualcuno gli avesse detto guarda che hai torto, stai opprimendo i popoli della penisola italiana ?
    La secessione non è un rischio, ma un’opportunità.

  12. Gian Carlo Figliozzi ha scritto:

    io una pagina piu’ piddina di Termometro Politico non l ho mai vista

  13. Piero Nanni ha scritto:

    serve un referendum vero non certe pagliacciate senza alcun controllo …..

  14. Antonio Boso ha scritto:

    Giù le mani!!!!

  15. Antonio Congiu ha scritto:

    Fu il duce a salvare il Veneto, malsano e zeppo di sola fame,dalla tragedia: le terre della maremma laziale e della Sardegna oiù fertile vennero assegnate a migliaia di famiglie di quella regione. Coloro che rimasero ebbero i preti a loro sostegno; infatti i preti davano i permessi di ffabbricazione dei primi osceni capannoni, dove si consumòogni illegalità, compresa quella dei lavoratori a nero, I preti, poi,tramite DC, sanavano le schifezze e partecipavano agli utili. Si sono create cosi, ricchezze fondate su prodotti che , salvo rare eccezioni ,oggi fanno solo i cinesi. Coloro che , con quel sistema. hanno accumulato ricchezze, hanno delocalizzato le loro attività per andare a sfruttare altri popoli alla fame e baccarsi gli incentivi che quegli Stati hanno regalato loro. Insomma , certe abitudini allo sfruttamento non si perdono mai.

  16. Ignazio Paonita ha scritto:

    BRUTTI STRONZI VENETI CHE AVETE VOTATO PER L’INDIPENDENZA,MIO PADRE A 17 ANNI E MESI FU MANDATO IN PRIMA LINEA PER NON FARVI INVADERE DAGLI AUSTRIACI.LE TAsse anche noi sicialini LI PAGHIAMO.LA COLPA VOSTRA E’ CHE AVETE IMITATO ICARO.

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