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pubblicato: mercoledì, 1 ottobre, 2014

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Nell’Europa dell’antisemitismo

Antisemitismo

Le settimane di guerra a Gaza hanno messo a nudo un fenomeno che accomuna Parigi e Londra, Berlino e Stoccolma: dalle violenze verbali agli atti di vandalismo fino a vere e proprie aggressioni fisiche, l’Europa è attraversata da rigurgiti di antisemitismo.

In Germania, dove vivono circa 100.000 ebrei, le aggressioni antisemite sono in aumento. Solo a luglio, il governo di Berlino ha contato 131 episodi del genere. Le comunità ebraiche chiedono protezione. La guerra a Gaza ha alimentato i sentimenti antisemiti che serpeggiano in Germania, ma non li ha generati da zero. La BBC ha scritto che in molte comunità ebraiche c’è una paura che deriva soprattutto dal fatto di percepire l’antisemitismo come sentimento socialmente accettabile.

Solo un paio di settimane fa, durante una grande manifestazione contro l’antisemitismo a Berlino, Angela Merkel parlava così: “È dovere di ogni tedesco fare qualcosa” di fronte a questo fenomeno. “È legittimo criticare le azioni di un governo, sia esso il nostro o quello di Israele” ha proseguito Merkel, “ma se questo viene utilizzato come copertura per il proprio odio nei confronti di altre persone, nei confronti del popolo ebraico, allora si tratta di un uso sbagliato della nostra libertà di opinione”.

Si passa il confine e si arriva in Francia, dove vivono circa mezzo milione di ebrei. Lì la situazione ha molti punti in comune con quella tedesca. Secondo Haim Korsia, Gran Rabbino di Francia, il governo di Parigi ha reagito con forza all’aumento degli atti antisemiti nel paese, ma ciò che preoccupa è l’apparente indifferenza della società.

Antisemitismo 2

Photo by Emmanuel DYANCC BY 2.0

Nel corso dell’estate, durante le manifestazioni contro la guerra a Gaza, per le strade di Francia si potevano sentire slogan come ‘morte agli ebrei’. Nei primi mesi dell’anno le autorità transalpine hanno calcolato che gli atti antisemiti e le minacce contro gli ebrei sono praticamente raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2013.

A Londra a fine agosto c’è stata una manifestazione di protesta contro l’aumento degli episodi di antisemitismo. L’organizzazione ebraica Community Security Trust ha contato nel mese di luglio 240 episodi del genere, cinque volte la media mensile: dalle minacce verbali alle aggressioni. Nel primi sei mesi del 2014 c’è stata una crescita del 36 per cento rispetto allo spesso periodo dell’anno precedente.

In Svezia, in primavera l’aumento degli episodi di violenza antisemita ha spinto il Congresso ebraico mondiale (una federazione che riunisce organizzazioni e comunità ebraiche in tutto il mondo) a chiedere al governo di Stoccolma più sforzi per assicurare protezione ai siti ebraici. Scuole, moschee, centri culturali. A volte svastiche con lo spray, altre volte atti vandalici più gravi: nei mesi scorsi l’ Agenzia Ue per i diritti fondamentali ha calcolato che il 18 per cento degli ebrei in Svezia non si sente al sicuro.

In Europa, il 40 per cento degli ebrei confessa di tenere nascosta la propria fede, secondo una ricerca condotta dal Centro rabbinico europeo e dall’European Jewish Association. L’Anti-Defamation League (gruppo che combatte la diffamazione nei confronti degli ebrei, fondato nel 1913 negli Usa) ha condotto un’indagine secondo la quale il 24 per cento dei cittadini europei nutre sentimenti antisemiti.

Immagine in evidenza: photo by AmanjeevCC BY 2.0


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2 comments
Antonio XV
Antonio XV

Lei è “giornalista professionista”? Pagato da chi? Alcuni giorni fa si è appreso di un contratto da tre milioni e mezzo di dollari che lo stato di Israele avrebbe pagato a una società americana di PR per “la promozione dell’immagine di Israele in America”. Non posso no credere che “contratti” analoghi siano stati fattiin Europa. Sarebbe assai interessante sapere nel dettaglio come vengono spesi e a chi vengono pagati...


Quanto al merito dell’articolo "professionale” trasuda di propaganda, di promozione dell’immagine di Israele, ad ogni virgola...

Antisemitismo? Io non ne ho mai visto in giro: ne ho solo letto in articoli come questo. Forse che qualcuno l’antisemitismo lo vuole e le lo augura, per poi fare campagne vittimistica, cosa piuttosto compatibile con una certa definizione della psicopatia, dove l’aggressore pretende di essere la vittima.


Egregio Professionista, le risulta che sia successo qualcosa a Gaza? ah, si... Gaza ha aggredito Israele, procurando migliaia di morti e di feriti, senza contare di danni materiale... O meglio non è proprio così. Lo sarebbe stato se Israele non avesse avuto un costosissimo sistema antirazzo... Sono maligno: ma non è che Israele ha attaccato e "genocidato”, sapendo che andava sul sicuro, contro una vittima inerme?


E mentre i palestinesi morivano come mosche gli "ebrei” di cui lei parla da che parte stavano?

Rimproverare a questi ebrei una qualche connivenza e responsabilità morale, senza poi parlare delle sostaziose connessioni materiali, con lo stato di Israele sarebbe "antisemitismo”?


Ma chi vogliamo prendere in giro? Signor Professionista, visto che mi capita di leggere un suo testo pubblico, non certo una lettera private e riservata, quale giudizio pensa possa avere della sua "professionalità”? O non ho neppure il diritto di avere un giudizio critico su ciò che lei non io scrivo?

mah!

Danilo Mc Ustad Odisio
Danilo Mc Ustad Odisio

Loro. E gli Zingari. I bersagli degli strumentalizzatori dell'illetterato rimangono costanti attraverso le epoche...