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pubblicato: sabato, 8 novembre, 2014

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Dimissioni Napolitano, perché il Capo dello Stato lascerebbe a fine anno?

Dimissioni Napolitano

Dimissioni Napolitano: Il presidente della Repubblica potrebbe lasciare il Quirinale alla fine dell’anno.

A rendere noto questo nuovo scenario è Stefano Folli con un articolo pubblicato questa mattina su Repubblica. Il Capo dello Stato, eletto per la prima volta nel 2006 e riconfermato nel 2013, aveva già espresso più volte l’intenzione di non concludere il secondo settennato. Il termine ultimo fissato, però, avrebbe dovuto coincidere con l’approvazione delle riforme e della legge elettorale.

Dimissioni Napolitano, i tempi

Molto probabilmente, invece, Giorgio Napolitano non aspetterà il compimento delle une e dell’altra, perché stufo delle tempistiche derivanti dal dialogo tra i partiti. In effetti, sostiene Folli, ciò che il presidente aveva sottolineato nel corso del suo discorso alle Camere del 22 aprile 2013 era il raggiungimento della “corretta funzionalità delle istituzioni e una prospettiva politica capace di rendere salde le radici europee della dialettica interna”. Detto altrimenti, Napolitano chiedeva ai partiti stabilità politica e questi, in un certo senso, lo hanno accontentato.

dimissioni napolitano

Così, l’inquilino del Quirinale potrebbe rimettere il mandato già alla fine dell’anno, in concomitanza con la fine del semestre europeo, lasciando che la maggioranza cammini con le proprie gambe e che ogni eventuale nuova crisi politica venga risolta dal nuovo presidente eletto.

Dimissioni Napolitano: un Capo dello Stato sempre più stanco

Soddisfatto dal dinamismo e dalla determinazione del giovane premier Matteo Renzi, il presidente della Repubblica, ormai prossimo ai novant’anni, è stanco e provato dagli sforzi richiesti dall’incarico di capo dello Stato.

In particolar modo, sostiene Folli, Napolitano non vorrebbe più trovarsi a mediare in un clima di instabilità politica, che già è stato sperimentato per tutto il 2013. Inoltre, non vorrebbe firmare un nuovo decreto di scioglimento delle Camere.

Dimissioni Napolitano, corsa alla successione

L’articolo di Folli, che sta facendo il giro del web, apre, quindi, nuove ipotesi sulla successione a Giorgio Napolitano. Gli occhi sono, dunque, puntati su due questioni: lo scricchiolio del Patto del Nazareno e le aperture di questi giorni al Pd da parte del Movimento Cinque Stelle. La domanda, però, è una sola: con quale maggioranza verrebbe scelto il nuovo numero uno del Quirinale?

Per Dagospia, sito famoso per le sue anticipazioni, sono percorribili due strade. La prima segue il sentiero già battuto del Patto del Nazareno: Pd e Forza Italia potrebbero accordarsi su un nome gradito ad entrambi. La seconda, invece, prevede un inedita maggioranza targata Pd-Cinque Stelle che, potrebbe contare su 598 voti, compresi quelli di Sel e dei fuori usciti dal movimento grillino. In questo caso, il nome più probabile è quello dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, già candidato nel 2013 e inserito anche nella rosa dei papabili pentastellati.

Uno scenario che , secondo Dagospia,  è possibile alla luce dell’evoluzione della politica negli ultimi giorni. Non a caso, continuano le frizioni tra la minoranza forzista e il Pd, che hanno portato, poi, all’elezione di Silvana Sciarra per la Consulta e di Alessio Zaccaria per il Csm con i voti del Movimento Cinque Stelle.


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41 comments
Luigi Cristalli
Luigi Cristalli

Sicuramente qualcuno che piace a Berlusconi. Non è stato così anche con Napolitano?

Johnny Lee
Johnny Lee

Ha fatto 3 colpi di Stato. Ha dato il potere a tre non eletti. È ora che vada al diavoli

Raffaele Zullo
Raffaele Zullo

😄😃😀😊 tutti simpaticissimi, è per questa vostra simpatia che l'Italia è andata e và a rotoli. Beata ignoranza

Manfredi Emmanuele Pizzigallo
Manfredi Emmanuele Pizzigallo

il M5S non esiste..... esiste la sede distaccata della Casalercio Ass. in Parlamento.... sono solo dei dipendenti di Casalercio pagati da NOI....

A Mario Cavalli
A Mario Cavalli

perche' l'EUROPA, che tanto piace alla sx italiana e l'estrema sx .. tanto per intenderci quella dei LANDINI, VENDOLA RIZZO, E NAPOLITANO stesso... sta' per cadere, e quindi il suo ruolo non ha piu motivo di essere ;)

Augusto Raja
Augusto Raja

Con elementi simili 5stelle non potrá mai vincere le politiche in Italia, troppo cafoni all'interno.

Stefano Vitali
Stefano Vitali

Napolitano c'ha un bel guinzaglio che si chiama trattativa Stato-mafia, ecco perché è lì.... Il più ricattabile dei ricattabili

Stefano Vitali
Stefano Vitali

Veramente non c'è mai stato nessun accordo pd-5stelle su napolitano

Ivana Marni
Ivana Marni

Io intanto...metto in fresco lo spumante per festeggiare!!

Alberto Scaringi
Alberto Scaringi

Speriamo che questo squallido funzionario burocrate di partito si tolga dai cosiddetti.

Gaetano Fano
Gaetano Fano

Non si può nominare il nuovo capo dello stato.prima delle elezioni politiche perché sarebbe eletto da un parlamento prorogato senza elezioni e da un senato ormai cancellato.

Angelo Di Pietro
Angelo Di Pietro

Se arriverà Draghi è xké la battaglia sull' euro è persa!

Gianfranco Mancini
Gianfranco Mancini

Certi commenti sono veramente parto di fantasie malate, vorrei ricordare a questi plagiati dal grillo sparlante che Napolitano e' li' da otto anni perché era l'unica persona in grado di svolgere quel lavoro e secondo la maggioranza degli italiani lo ha svolto con giudizio. Il prossimo spero abbia la stessa intelligenza e onestà ma non so esprimere un nome.

Mimmo Nota
Mimmo Nota

Col cazzo che si dimette se come minimo non trovano in altro degno figlio di troika

Vito Zullo
Vito Zullo

era ora bravo hai fatto l'unica cosa intelligente che un vecchio rincoglionito potesse fare diamo spazio ad altri ladri

Pietro Domenico Salvi
Pietro Domenico Salvi

tra non molto toglierà il disturbo ai suoi detrattori auguro che chi lo sostituirà sia almeno alla sua altezza

Claudio Di Palo
Claudio Di Palo

Diciamo semplicemente che con una popolarità in caduta libera la sua posizione è più che mai instabile

Miky Isola
Miky Isola

Non sarebbe opportuno un parlamento eletto con una legge incostituzionale eleggerebbe una figura già deleggittimata in partenza. Si sciolgano le camere e si voti con l'ultima legge wlettorale costituzionale cosi avremo un parlamento eletto e legittimo che potrae votare un presidente garante della Costituzione. Napolitano dovrebbe prendere atto dei suoi gravissimi errori delle sue forzature ben poco democratiche e rimediare almeno alla fine del suo mandato ripristinando la democrazia in questo paese.

Paola Lorenzetti
Paola Lorenzetti

ma santo cielo, avrà pur diritto a godersi la sua età in santa pace...

Bigutta Stefania
Bigutta Stefania

perché non ne può più...gli rimprovero di non aver dato un incarico pieno a Bersani,ma dicerto se è lì non lo fa per piacer suo...e , che ci piaccia o no, dobbiamo essergli grati...

Alfredo Ferrara
Alfredo Ferrara

pare uno scenario molto complicato, questo parlamento non è riuscito ad andare oltre un napolitano bis, il m5s adesso pare aperto al dialogo (vedi di maio) ma subito dopo è in chiusura netta con offese annesse (vedi blog grillo), l'unico modo per uscirne sarebbe ancora una volta una intesa PD-FI, ma esporrebbe il nuovo presidente agli attacchi beceri del m5s e della lega certamente.

Trackbacks

  1. […] lanciata da Repubblica a proposito dell’eventualità di dimissioni di Giorgio Napolitano entro fine anno ha scatenato il dibattito politico. Tra i primi a commentare la notizia c’è il fondatore del […]

  2. […] economica del Paese non si sia stabilizzata, sembrano aver sortito alcun effetto. Napolitano, come annunciato ieri dal giornalista Stefano Folli, si dimetterà a fine dicembre. “Da quel momento – scrive Marzio Breda sul Corriere […]

  3. […] ormai date per (quasi) assodate le dimissioni a fine anno di Giorgio Napolitano, si sono aperte ufficialmente le grandi manovre per eleggerne il successore. E la girandola ha già […]

  4. […] Da giorni circola la notizia delle imminenti dimissioni di Giorgio Napolitano, il Quirinale non smentisce né conferma, la stampa si concentra sui possibili nomi per la successione. C’è chi invece si sbilancia, annunciando anche il giorno in cui il presidente della Repubblica porrà fine al suo mandato: Il Giornale avverte di segnare “con un cerchio rosso” il 20 gennaio 2015 sul calendario: quel giorno, secondo quanto riportato sul sito, Napolitano rassegnerà le sue dimissioni “dopo aver accettato, un anno fa, di succedere a se stesso, Giorgio I, nel tentativo (ahimè mancato) di rimettere ordine in quel reame della politica in cui sembrano saltate tutte le vecchie regole del gioco.” […]

  5. […] La notizia delle dimissioni imminenti di Giorgio Napolitano, fatta trapelare nei giorni scorsi da Marzio Breda e da Stefano Folli – rispettivamente sul Corriere della Sera e su la Repubblica (dove l’ex editorialista del Sole24Ore è approdato da pochi giorni) – ha immediatamente scatenato un dibattito contorniato, come è nell’ordinaria consuetudine italica, da una spirale di commenti, supposizioni, dietrologie. Il tutto mentre le pagine dei quotidiani del giorno dopo si riempivano già di toto-nomi e di ipotetici scenari futuri. Che l’indiscrezione palesata dai due notisti politici non sia del tutto priva di fondamento lo conferma il fatto che il Quirinale ha provveduto celermente a divulgare una nota che non smentisce né conferma le dimissioni di Napolitano, cercando quantomeno di mettere una toppa a quelle voci che, a quanto pare, non avrebbero dovuto uscire dai corridoi quirinalizi. […]