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pubblicato: martedì, 18 novembre, 2014

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Sondaggi elettorali IPSOS: Pd bene tra gli imprenditori, ai minimi tra gli operai

sondaggio elettorale IPSOS

Sondaggi elettorali IPSOS: il PD al 38,3%, in progresso la Lega Nord

IPSOS ha realizzato uno dei suoi sondaggi elettorali domenicali per verificare il consenso e lo stato di salute dei partiti politici, e se il trend riscontrabile in altre ricerche trova conferma.

Effettivamente viene confermato un piccolo calo del PD che va al 38,3%, 2,5% in meno rispetto alle europee, mentre il M5S rimane sopra il 20%, al 20,8%, perdendo poco rispetto a maggio. La crescita della Lega Nord c’è, al 8,1%, 1,9% in più sulle europee, ma è meno impetuosa di quella che altri istituti hanno registrato. Certamente è a spese di Forza Italia, in calo al 16,1%, comunque a un livello di consenso superiore a quello di altri sondaggi.

Bene la sinistra di SEL+PRC che insieme raggiungono il 5,1%, più della Lista Tsipras. E non vi sono dati negativi neanche per NCD-UDC al 4,9%, superano così il livello delle elezioni europee. Fermi al 3% i Fratelli d’Italia

sondaggio elettorale IPSOS

Sondaggi elettorali IPSOS: il M5S vince ancora tra i giovani

Oltre alle intenzioni di voto IPSOS ha voluto indagare il consenso dei partiti in diversi segmenti della società, prima di tutto per categorie di età, ma anche per professione.

La differenziazione è massima a livello di età: il PD va dal 27,4% tra i 25 e i 34 anni (la fascia più colpita dalla crisi economica?) a più del 50% tra gli ultra 65enni, in un modo speculare a quello del M5S, che  sfiora il 30% tra i 25 e i 44 anni, dove supera il Pd ed è primo partito, mentre prenderebbe solo il 7,7% tra gli ultra-65enni

Non vi sono simili grandi discrepanze tra gli altri partiti, con Forza Italia che raggiunge quasi il 20% tra i più anziani e la Lega Nord che come di consueto ha il proprio zoccolo duro tra i 35 e i 54 anni.

Interessanti poi le intenzioni di voto per categoria: per il PD la fascia di maggior consenso, sopra il 50%, è tra i pensionati, e questo non stupisce, ma si segnala anche il fatto che il consenso tra imprenditori e liberi professionisti, al 37,7% supera quello tra gli operai, al 31,2%, è un fatto nuovo e significativo per un partito di centrosinistra.

Tra gli stessi operai il M5S, sfiorando il 30%, rischia il sorpasso sul PD.

Forza Italia conferma i propri massimi tra le casalinghe, tra cui supera il 20%, mentre la Lega Nord tra gli operai

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7 comments
Vanni Mircoli
Vanni Mircoli

Forse gli operai di cui sopra sono quelli che votarono berlusconi ??? Oppure tutti gli operai sono bravi, seri, persone per bene che vanno difesi sempre e comunque ?

Mascalzone Mascalzonelatino Latino
Mascalzone Mascalzonelatino Latino

di F. Q. | 16 novembre 2014,La rilevazione Demos realizzata per Repubblica evidenzia il calo di consensi per il presidente del Consiglio e il suo partito. Complice il ritorno alla ribalta della crisi economica dopo la manifestazione della Cgil a fine ottobre. Continua a crescere invece la Lega Nord. E il suo leader è popolare anche nel Mezzogiorno.Matteo Renzi perde 10 punti nella classifica dei leader politici, e anche il Pd, nelle stime di voto, scivola dal 41% al 36,3%. E’ quanto emerge dal sondaggio Atlante Politico realizzato da Demos & Pi per La Repubblica (qui i dati) che confronta i numeri emersi dalle urne delle Europee con le stime di voto di novembre 2014. A crescere sensibilmente è invece la fiducia in Matteo Salvini (30%) seguito da Maurizio Landini (28%) e Giorgia Meloni (11,5%). Il calo per il Partito democratico si consuma in un mese solo. L’ultima rilevazione era stata effettuata prima dello sciopero della Cgil, in cui il sindacato guidato da Susanna Camusso era sceso in piazza a Roma per protestare contro il Jobs Act e ribadire le tutele da estendere a tutti i lavoratori, articolo 18 incluso. “Il calo di popolarità del premier e del governo, però, – scrive Ilvo Diamanti su Repubblica – appare particolarmente significativo perché, a differenza di quanto si era osservato settembre, stavolta si riflette anche sul piano elettorale. Il Pd, infatti, nelle stime di voto, scivola dal 41% al 36,3%. Sempre molto, visto che, alle politiche, aveva raggiunto, al massimo, il 33%, nel 2008. E nel 2013 si era fermato al 25%”. Si tratta, comunque, di quasi 5 punti in meno rispetto a un mese fa. Ma quali sono le ragioni del calo di fiducia degli elettori? Secondo il sondaggio, se in passato i democratici avevano agito come un “partito pigliatutto” in grado di attirare consenso tra fasce di elettorato fra loro eterogenee (da sinistra al centro, raccogliendo anche voti a destra), “oggi una quota importante di quanti avevano votato Pd alle europee (quasi 2 su 10) appare in stand-by. Non esprime alcuna scelta. In attesa. Di quel che avverrà”. Pubblicità Le ragioni del calo sono da ricercare anche nella ricomparsa all’orizzonte della crisi economica, portata “alla ribalta” dalla manifestazione della Cgil che ha contribuito significativamente a spezzare il consenso nei confronti del presidente del Consiglio. Dal suo insediamento a Palazzo Chigi, inoltre, il premier ha puntato sulla velocità della sua tabella di marcia, tra riforme, comunicazione social e promesse di cambiamento. “Oggi, però, – sottolinea ancora Diamanti – questo esercizio di stile fatica a funzionare come prima. Non tanto per colpa del sindacato e della Cgil”. In sostanza, “l’esercizio di stile” di Renzi, che intende complicare anche la verifica delle promesse “difficili da realizzare”, non si è rivelato tanto efficace come in passato. Ed è “come se la delusione avesse oscurato le qualità taumaturgiche attribuite al premier”. Dal corteo del sindacato – che paradossalmente “ha perfino peggiorato la propria immagine, dopo la manifestazione del 25 ottobre” – l’attenzione è tornata sulla crisi economica “che si fa sempre più pesante. Accentua le disuguaglianze sociali”. E “così – continua Diamanti – la fiducia nel governo cala al 30% fra quanti pensano che, nel prossimo anno, il reddito della loro famiglia e il livello della disoccupazione sono destinati a peggiorare. Ma si riduce ancor di più (27%) tra coloro che scommettono su un ulteriore deterioramento dell’economia italiana”. Il risultato è che si indebolisce il consenso nei confronti di Renzi e si contrae anche quello verso il partito. Nel panorama di calo del consenso per la sinistra democratica, però, si fanno spazio Matteo Salvini e la Lega, “che si avvicina all’11%” e che oggi rappresenta la vera “Destra Nazionale”. E “la ‘popolarità’ di Salvini appare elevata anche nel Mezzogiorno (intorno al 30%)”. Per quanto riguarda le altre formazioni politiche, “risalgono, invece, anche se di poco, Forza Italia, Sel, insieme alle formazioni della sinistra critica e i Centristi, mentre il M5S è stabile, intorno al 20%”.

Giommaria Derudas
Giommaria Derudas

Basta solo guardare lo stipendio, chi ancora l'ho ha a metà mese x capire quanto è basso l'indice di chi ci governa da troppo tempo.

Lello Petrone
Lello Petrone

Alto tra i milionari basso tra gli ultimi. E si professano di sinistra....

Lorenzo Gucciarelli
Lorenzo Gucciarelli

Voglio Della Valle in politica.. Imprenditore vero, serio e un uomo di grande cultura, elemento essenziale per governare...

Manoah Cammarano
Manoah Cammarano

Questo lo sapevamo già, chi si fa imboccare dalla TV crede al pd...chi invece si informa da solo su internet è veramente libero di scegliere...