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pubblicato: martedì, 25 novembre, 2014

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Elezioni regionali: il flop dei Cinque Stelle e l’autocritica che manca

analisi elezioni regionali emilia romagna calabria movimento 5 stelle

Le elezioni regionali dal punto di vista del MoVimento Cinque Stelle.

Tutto sommato sul fronte dell’elezione dei presidenti non ci sono state sorprese. Come da copione, Mario Oliverio ha trionfato in Calabria, superando il 60%. In Emilia Romagna una vittoria non molto convincente per Stefano Bonaccini, il quale non raggiunge il 50% dei voti che si era prefissato, risultando sostanzialmente legittimato da meno di un elettore su cinque.

Altrettanto prevedibile, come in ogni tornata elettorale, l’opinabilità di ogni risultato. Non ci sono mai sconfitti. E se il Pd, nonostante il notevole calo di consensi in termini assoluti (quasi settecentomila voti in meno rispetto alle ultime europee in Emilia Romagna, circa ottantamila in Calabria), può comunque mettere in secondo piano il dato dell’astensionismo (oscurato – come ha fatto Matteo Renzi – dall’elezione a governatore di due suoi uomini) gli altri principali partiti dovrebbero avere ben poco entusiasmo da simulare, se si esclude la Lega di Matteo Salvini, che in Emilia sfiora il 20%, raddoppiando il consenso complessivo di Forza Italia. Un risultato che conferma il trend di forte incremento per il Carroccio evidenziato dai sondaggi delle ultime settimane

Il crollo, è evidente, c’è anche per il Movimento Cinque Stelle. Alla débacle delle scorse europee hanno fatto seguito, domenica, altre due prestazioni decisamente inferiori alle (già magre) aspettative. In Emilia Romagna, una delle prime regioni dove conquistarono seggi (nel 2010 con Giovanni Favia candidato presidente, poi epurato), i grillini si fermano a poco più del 13%, eleggendo comunque cinque consiglieri. In Calabria, invece, è crisi nera. Pur non essendo mai stata una roccaforte del Movimento, il 4,9% ottenuto si attesta nettamente al di sotto del quorum per entrare in Consiglio regionale, un 8% in effetti spropositato per una regione, e in parte lesivo della rappresentanza politica.

beppe grillo Cinque Stelle

Obiettivamente, lo tsunami giallo sembra essersi arrestato. E siccome non si tratta di un episodico incidente di percorso ma di una tendenziale decrescita di consenso costante da mesi, i campanelli d’allarme e i malumori iniziano a farsi sempre più manifesti. Come già detto, in Calabria il verbo grillino non ha mai attecchito. Per questo le dichiarazioni si sono limitate ad una laconica accettazione del risultato da parte dello staff del candidato presidente Cantelmi, sconfitto perché “siamo stati accomunati ai partiti”. Con buona pace di Paola Taverna, che giorni fa a Tor Sapienza si sbracciava di fronte ai cittadini affermando che “il Movimento non è la politica”. “E che cos’è, la Caritas?”, ha prontamente ribattuto un residente.

I mal di pancia più evidenti, però, arrivano dall’Emilia Romagna, un tempo terra di successi per i pentastellati, che qui ottennero la storica conquista del primo capoluogo di provincia in assoluto. E proprio da Parma arrivano le prime recriminazioni.

Il sindaco Federico Pizzarotti, considerato ormai da tempo un “eretico” rispetto alla diarchia  Grillo-Casaleggio, adduce in parte la sconfitta a problemi organizzativi e logistici, dichiarando di aver saputo solo all’ultimo dell’arrivo a Bologna di Grillo, fatto parlare in una sala di 150 posti quasi senza pubblicizzare l’evento “Con il suo arrivo a sorpresa – ha detto il sindaco al Messaggero –  ha avuto l’effetto di convincere chi era già convinto”. In un’intervista al Corriere della Sera il sindaco di Parma chiede chiarimenti al leader: “Beppe Grillo dice che l’ astensionismo non ha colpito il Movimento? Dire che abbiamo preso gli stessi voti del 2010 o poco più vuole dire accontentarsi. Nel panorama complessivo, con tutte le attenuanti del caso, è evidente che siamo scesi al 13%: l’astensionismo ha penalizzato anche noi. È il caso di interrogarsi in modo serio una volta per tutte. Dopo le Europee avevamo detto di fare autocritica, ma poi non è stato così. Ora serve un percorso condiviso”.

Sempre da Parma, arriva un altro pesante affondo, per bocca di Marco Bosi, capogruppo M5S al Comune, che mette sul banco degli imputati proprio Beppe Grillo: “Come temevo di autocritica neanche l’ombra. E chi se ne importa se 6 mesi fa ci votavano 277.000 persone in più. Avanti così”.

Molto più dura la senatrice Serenella Fucsia che ne ha per tutti: su facebook parla di “arrampicata sugli specchi”, del “negazionismo” di “cerchi magici stellari”. E attacca lo staff comunicazione con tanto di foto segnaletiche, invitando ad inviare su un’isola il “Dott. Ing. Capo della Comunicazione M5S Rocco Casalino”.

pizzarotti sindaco m5s

Il segnale più forte, però, arriva dalla costa adriatica. Nella mattinata di ieri, infatti, il consigliere comunale di Rimini Luigi Camporesi si è dimesso per protestare contro la mancanza di autocritica da parte dei vertici, che a suo dire non hanno approfittato delle dimissioni anticipate della giunta Errani per poter intercettare il consenso in uscita dai delusi del Pd e non solo.

Il deputato M5S Walter Rizzetto arriva addirittura a sfidare Grillo.”Caro Beppe, vorrei capire chi scrive i post sul Blog e come mai non si firma, quasi mai. Dai feedback ricevuti mi pare evidente che il problema ora sia più tuo che mio… Fare sana autocritica è sintomo di maturità, non solo politica, e non sono l’unico a pensarlo. Se ritieni che Rizzetto parla a nome suo e non rappresenta il MoVimento è altrettanto evidente che io e te abbiamo un problema. Il dato elettorale dovrebbe far riflettere te: io non mollo e tu?”. Immediata arriva la scomunica via blog di Rizzetto.

E Beppe Grillo, di fronte a tutto ciò, cosa ha da dire? Instancabile, il comico genovese sembra voler negare l’evidenza, affidando come al solito la sua versione al seguitissimo blog. “In Emilia Romagna – si legge nel post – ha vinto l’astensionismo, il rigetto del cittadino per la politica (…) Ora c’è il solito gioco di chi ha vinto e di chi ha perso. Si può dire tranquillamente che con questo livello di astensionismo ha perso la democrazia. I cittadini non hanno più fiducia nei partiti, tanto, comunque fanno quello che vogliono”. Grillo ha poi tergiversato, affermando che l’astensionismo non colpisce il M5S, il quale rispetto alle scorse regionali ha più che raddoppiato percentuale e numero degli eletti in Emilia Romagna.

Tuttavia, viene da domandare spontaneamente come mai non vi sia stata una comparazione con i dati delle europee e delle politiche, dove il M5S oscillava tra il 19% e il 24%. Forse perché il confronto, in effetti, risulterebbe troppo impietoso? Nessun accenno, poi, alla Calabria, dove il flop è duplice: meno del 5% e zero eletti. Postulare un’assenza di correlazione fra il picco di astensionismo e il risultato del Movimento appare un po’ azzardato, soprattutto se si tiene conto che una buona fetta del consenso ottenuto nell’exploit del 2013 fu sottratto al partito del non voto. Sarebbe più corretto ammettere, invece, che il calo di voti sia stato determinato in parte dalla delusione di un elettorato (illusosi forse un po’ troppo) che con molta probabilità non ritiene l’esperienza politica grillina totalmente fallimentare, ma che per ora sembra essere tornato a riempire le fila degli astensionisti. Si tratta, sostanzialmente, di recuperare questi voti in uscita. In effetti, diversi parlamentari, tra i quali Alessandro Di Battista, hanno sottolineato la necessità di ripartire dalla piazza, per riavvicinarsi concretamente alle istanze popolari.

cinque stelle emilia romagna elezioni regionali emilia romagna calabria

In ultima analisi, è opportuno ricordare un altro aspetto. In casi come questo, si discute spesso sul fatto se consultazioni elettorali di tal genere possano costituire un test per il governo. Trattandosi di sole due polities, l’influenza delle questioni nazionali ha assunto sì una rilevanza, ma fino ad un dato livello. Nelle decisioni di voto per elezioni di second order, infatti, agiscono fattori e motivazioni differenti rispetto a quanto avviene quando si vota per elezioni politiche: l’interesse verso le concrete proposte di un progetto politico su determinati ambiti, la volontà di riconfermare un consigliere in carica che si ritiene aver svolto un buon lavoro, la conoscenza personale di uno o più candidati, l’intenzione di far eleggere un candidato della propria città o del proprio paese, a prescindere dall’affinità politica e ideologica. Ecco perché l’interpretazione di Grillo appare semplicistica e limitata. Non è un caso che ad insistere sulla questione dell’autocritica siano, per la maggior parte, degli amministratori locali, ovvero soggetti in diretto contatto con le problematiche comuni e quotidiane dei cittadini. Una minima dose di autocritica non guasterebbe, poiché oltre a ridimensionare un leader che tenta a tutti i costi di apparire infallibile (strategia, ad oggi, rivelatasi dannosa), aprirebbe finalmente dei varchi di dialogo interno, stemperando un clima teso che impedisce al partito di esprimersi adeguatamente sui temi concreti. Grillo, però, prosegue dritto per la sua strada. E c’è da scommettere che continuerà a farlo finché qualcuno, magari a lui vicino, non costringerà a fargli “cambiare verso”.


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29 comments
Matteo Shanty De Petrillo
Matteo Shanty De Petrillo

...si hai ragione... ormai riconoscere il sarcasmo dagli attacchi diventa davvero difficile e stressante... chissa perche la gente non segue la politica -.-

Mimmo Pappalardo
Mimmo Pappalardo

Matteo, scusa, ma credo che Arcuri difende il m5s, e mi riferivo a lui quando ho scritto che Grillo dice cose giuste. Di Renzi non mi fido, troppe tasse nascoste.

Piero Bisicchia
Piero Bisicchia

il mio discorso e' rivolto a grillo e ai ragazzi che sono in parlamento. A grillo perche non puo pretendere di controllare tutti.Ai ragazzi voglio dire che devono scendere in mezzo a noi e ascoltare le cose semplici che messe insieme diventano importanti.

Luisa Bacocchia
Luisa Bacocchia

se volete contare in parlamento mamdate a casa il comico

Mimmo Pappalardo
Mimmo Pappalardo

Ma vi rendete conto che non hanno fatto nulla.......Raffaele trol disonesto mentale ignorante lo dici a te stesso......ti fai prendere in giro da uno che sfrutta la tua rabbia. Se Grilo avesse voluto veramente cambiare qualcosa, ora stava al governo. Grillo DICE SOLO cose giuste, ma non le mette in pratica.

Arcuri Adriano
Arcuri Adriano

Siete o classici che si tagliano l uccello per fare dispetto alla moglie , grillo ha ragine grillo dice cose giuste peri urla , non fa niente ,ma andate a cagare non v informate a fondo di quello che fanno i ragazzi in parlamento , e vi lamentatw che vi bruxia il culo ma basta italidioti vi meritate si peggio alro che achiavi .

Raffaele Zullo
Raffaele Zullo

Mimmo Pappalardo, sei un troll disonesto mentalmente ed un ignorante. Solo una persona che ignora o da finta di ignorare scrive queste baggianate. Simpaticamente

Raffaele Zullo
Raffaele Zullo

Grillo ha fatto bene, oggi non abbiamo bisogno dei Rizzetto del momento, abbiamo bisogno di gente seria e di forte unità. Non ha tutti i torti, ma conosce bene le regole, le regole si rispettano e basta, almeno fino a quando non cambiano. I Rizzetto sono mine vaganti, in questo momento non ce li possiamo permettere. Sono con Grillo, dobbiamo soffrire un'altro po', verranno sicuramente tempi migliori, forza coraggio pazienza, capisco che per loro non è facile vivere in mezzo a quei criminali delinquenti ma devono resistere.

Piero Bisicchia
Piero Bisicchia

Ragazzi bisogna che ci fate vedere tra la gente a spiegare quello che fate e che volete fare .Bisogna che Grillo faccia un passetto indietro e cominci a capire che state crescendo.Tutto sommato ci crediamo ancora pero bisogna coinvolgerli.

Adriano Buoso
Adriano Buoso

Un vecchio affetto da demenza senile, che non vuole rinunciare ad essere protagonista negativo!

Mimmo Pappalardo
Mimmo Pappalardo

Ahahahaha ahahahhah.....ma tutte ste cose le ha fatte il m5s o il governo? Renzi dice che è roba sua....e le coperture finanziarie. Io non ho visto nulla di quello che dici. Dimmi quale scuola ha prodotto un libro di testo, o quale scuola ha i libri in on line. I disabili prima non si portavano a scuola?......all'8 per mille da anni accedano cani e porci. Dove sono le caserme affittate agli artisti (bella fregatura poi, lo stato si accolla tutti le manutenzioni in cambio di nulla), la lingua inglese alle scuole elementari si fa da anni......i docenti dovevano essere assunti per non incombere in una multa europea, (altro bel debito pubblico, non servivono, bastava fare le classi da 30)......dai non farmi continuare, solo ridicolità in quanti anni? Rai .....ho sentito un Renzi che bacchettava, quello di m5s stava zitto. Ma si accontentavi pure dello streming, con quello avete risolto tutto.

Matteo Shanty De Petrillo
Matteo Shanty De Petrillo

ed è comunque piu di quello che ho visto fare a tutti gli altri partiti messi insieme non trovi? e se leggi bene ti renderai conto che piu che inutili e faziosi, grillo e il movimento sono PERICOLOSI per l'attuale politica italiana su tutti i versanti.

Pierfrancesco Catapano
Pierfrancesco Catapano

mancando una legge sul conflitto di interessi... niente, tutto perfettamente legale: una s.n.r., così è registrata, che porta nelle casse di casalercio due milioni e mezzo di finanziamento pubblico per la comunicazione dei gruppi parlamentari. Poi c'è la miniera del blog, che da statuto è la sede del 5$ e dove gli iscritti sono costretti a passare per qualunque cosa (una volta la piattaforma per le votazioni era liquido feedback, poi airesis), tze tze, la cosa... non un solo centesimo finanzia il mov.

Matteo Shanty De Petrillo
Matteo Shanty De Petrillo

sei male informato, bersani ha vinto, ma il suo stesso partito lo ha declassato... quindi chi non voleva bersani?

Mimmo Pappalardo
Mimmo Pappalardo

Appunto Grillo non ha fatto nullo di concreto. Grillo non può sperare di avere il 51%.....quindi deve (meglio dire doveva) entrare a Palazzo Chigi ed imporre la sua linea la governo, o quanto meno condizionarla. Lui cavalca la protesta.....quando poi governa si comporta come gli altri. Il bluff è stato visto. Gli italiani sono stufi di parole vogliono concretezza, e Grillo da anni ormai ripete lo stesso copione teatrale. E poi, tutte queste "epurazioni", ma è rimasto un gruppo parlamentare del m5s?

Matteo Shanty De Petrillo
Matteo Shanty De Petrillo

almeno questo dicono i principali mezzi di informazione sovvenzionati e gestiti dai partiti... e in che modo, se posso chiederti, il m5s deruberebbe lo stato? cosa che tra l'altro gli altri partiti fanno da decenni!! ù

Matteo Shanty De Petrillo
Matteo Shanty De Petrillo

provato?? ma se ci stanno mettendo a 90° come ne hanno l'occasione... delle centinaia di possibili soluzioni ne avessero imbroccata una... manco una... non ci hanno provato, ma hanno volutamente fallito e sperperato il nostro denaro e la nostra sovranità per i loro interessi. se ne hai il coraggio negalo. nega che non è stato fatto niente di concreto mentre invece si sono inasprite leggi e tasse per i cittadini... (l'esatto contrario di quello che serviva) e comunque un paese dove i politici fanno quello che vogliono è GIA una camera del fascio... cosa che per ora non si puo attribuire al movimento in quanto i fascisti avevano ben altri principi.. ma mi sa che non eri ferrato a storia.... vero?

Mimmo Pappalardo
Mimmo Pappalardo

È semplice, gli altri ci hanno almeno provato a governare,..........i grillini, in parlamento si nascondono dietro la scusa di volere la "Camera del fascio" per governare, e dove governano si comportano come tutti gli altri politici.

Matteo Shanty De Petrillo
Matteo Shanty De Petrillo

non riesco a crede che IL MOVIMENTO 5 STELLE perda voti per via delle azioni deisciplinari e degli articoli di giornali mentre chi governa l'italia da 20-30 anni ancora goda di rispetto nonostante il tonfo socio-economico che ci ha fatto fare.... è come prendere a cazzotti qualcuno che ci dice di stare attento perche ci stanno rubando il portafoglio mentre alla fine ci si congratula con chi ci ha derubato per anni..... poi i qualunquisti sono i "gillini"......

Matteo Shanty De Petrillo
Matteo Shanty De Petrillo

come si fa a parlare di flop quando fanno il pienone ad ogni piazza che vanno mentre gli altri partiti hanno paura anche a farsi vedere in giro?? O___O è la politica che ha fatto "PLOF"

Moris Bonacini
Moris Bonacini

succede quanto di più ovvio per chi sa cos'è la politica. L'onanismo supponente e per di più semianalfabeta fa cadere le stelle

Pierfrancesco Catapano
Pierfrancesco Catapano

la realtà è che ''lagggggende'' si è finalmente resa conto che l'unico obbiettivo del m5$ s.n.r. è il profitto di casalercio associati.

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  1. […] Dopo la “scomunica” di Walter Rizzetto, colpevole di aver presenziato in studio alla trasmissione Omnibus di La7, ora le polemiche investiranno inevitabilmente anche Barbanti e Turco. I quali già durante il collegamento hanno sottolineato la necessità di andare in tv, in quanto secondo loro la gente si informa soprattutto attraverso il piccolo schermo. […]