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pubblicato: martedì, 6 maggio, 2014

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Arcigay, quali candidati pro diritti civili votare alle europee

Quale è il candidato alle elezioni europee più vicino ai diritti civili dei gay? A creare un vero e proprio barometro per misurare questo indice è l’Arcigay, attraverso il sito internet ‘cominciatu.eu’ .

L’iniziativa chiede “ai candidati alle elezioni Europee 2014 di sostenere i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali”. Come sostenerli? Semplice, sottoscrivendo i dieci punti sui diritti civili costituiti dall’Ilga Europe (federazione internazionale Lgbti. L’Arcigay vi aderisce). La piattaforma è stata lanciata, ormai, da qualche tempo e le adesioni sono arrivate quasi esclusivamente dal mondo del centro sinistra: 36 sì sono della lista “L’Altra Europa per Tsipras”, 21 del Movimento 5 stelle, 15 del Pd, 7 di Scelta Europea, 2 dei Verdi, 1 di Forza Italia.

gay diritti civili elezioni europee

Cominciatu.eu non si conclude così. Rispondendo ad alcune domande a mo’ di quiz si può capire addirittura per quale candidato interno al partito si può dare la preferenza. L’esempio è nel Pd: da una parte Alessandra Moretti: “matrimoni gay? Sono favorevole. Chi fa politica dovrebbe separare la propria vocazione spirituale dall’applicazione dei principi costituzionali”. Dall’altra l’ex Ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge: “i matrimoni gay non sono nel mio programma”.

Ecco, sul sito internet branca dell’Arcigay sono posti a confronto. Facile così farsi un’opinione sulla vicinanza di uno/a rispetto all’altro /a candidato/a sui diritti civili. I confronti che vanno per la maggiore sono quelli interni in casa Pd: per Andrea Zanoni “l’Europa dia un segnale di civiltà contro le assurde discriminazioni delle persone LGBT. In Italia non c’è più posto per bigotti e reazionari”. Gli è contrapposto il collega di partito Damiano Zoffoli che sostiene di aver “votato contro gli emendamenti a favore del diritto all’assegnazione degli alloggi anche ai conviventi dello stesso sesso e alle coppie gay sposate all’estero”.

Poi c’è Forza Italia. Qui il sito internet mette in risalto la contrarietà all’estensione di alcuni diritti, come il matrimonio per le coppie gay, nonostante abbia aderito alla piattaforma un candidato. Prendiamo Lara Comi: “la mia idea di famiglia? Quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”. Gli è contrapposta Licia Ronzulli che, dal canto suo, rivendica di aver “votato a favore del rapporto Lunacek, contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere”.

Flavio Romani, presidente dell’Arcigay, spiega l’iniziativa: “una sorta di miniprimarie, online e trasversali alle forze politiche”. Trovare una trasversalità non è semplice su questi temi. Non vi sono grandi partiti monoliticamente favorevoli. Anzi, se vi sono risultano contrari. Ecco perché si cerca di far breccia all’interno di tutti i movimenti e culture politiche. Tuttavia non si ha paura a valutare negativamente alcuni candidati: per ‘cominciatu.eu’ non vanno votati Magdi Cristiano Allam di Fratelli d’Italia e Silvia Costa (Pd).

Daniele Errera

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