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pubblicato: lunedì, 12 maggio, 2014

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Fini: “Nel centrodestra legalità assente”

gianfranco fini

Con i casi Expo, Berlusconi, Dell’Utri e Scajola “i nodi vengono al pettine, e i miei allarmi sulla legalità assente o calpestata, come si vede, non erano affatto fuor di luogo”. Intervistato dalla Stampa, Gianfranco Fini rivendica di essere stato “l’unico che osò sfidare l’allora premier addirittura in mondovisione e proprio sul tema della legalità”. Il paragone con Tangentopoli “non è azzeccato, perchè a differenza del ’92-’94 i protagonisti oggi sono personaggi del sottobosco politico”, dice Fini. “I partiti non esercitano la presa di vent’anni fa. Sono molto più deboli. Talmente in crisi che ormai si stanno ponendo problemi seri di partecipazione alla politica. E questo Grillo l’ha capito benissimo”.

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Per l’ex leader di An, “Berlusconi ha completamente smarrito il senso della realtà. Parla di cose che esistono soltanto nella sua mente. È appena stato capace di sostenere che Renzi è ostaggio della Cgil, nonostante tutta l’Italia sia testimone del contrario. Il giorno prima aveva detto, nientemeno: Meriterei il Nobel della pace per avere portato Putin nel G8. Non va preso troppo sul serio”. Alle elezioni Europee l’ipotesi di votare per Forza Italia “non va presa in considerazione”, afferma Fini, spiegando che non voterà nemmeno per la Lega e per Fratelli d’Italia, che “ha tradito la storia di An: la scelta contro l’euro è un clamoroso abbaglio”. “Nel campo moderato – prosegue – restano due sole scelte potabili. Una è la lista “Scelta Europea”. L’altra è “l’alleanza, timida e pallida, tra Alfano e Cesa”.

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