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pubblicato: venerdì, 16 maggio, 2014

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Matteo Renzi “nessuna manovra correttiva” Premier alla Cgil “non faccia politica”

renzi pd

Dopo giorni nei quali si pensava ad una ripresa della crescita del Prodotto Interno Lordo italiano, ieri l’Istat ha presentato i dati del primo trimestre 2014, quello appena trascorso: -0,1%. Dopo, quindi, un ultimo trimestre 2013 positivo, si torna indietro. Su base annuale si va anche peggio: -0,5%. Il che avrebbe fatto pensare ad una manovra correttiva da parte governativa che, tuttavia, attraverso il premier Matteo Renzi, risponde immediatamente fugando ipotetiche nuove tasse o tagli alla spesa.

A Radio24 il Presidente del Consiglio afferma come “escludo una manovra correttiva, di solito le manovre si fanno per mettere nuove tasse ed invece noi dando 80 euro a 10 milioni di italiani facciamo ridistribuzione, con una misura che anche alla luce dei dati Pil è anticiclica”. Al contrario Renzi rilancia sugli 80 euro, dal 2015 indirizzabili anche ad altre categorie: “il prossimo anno lo faremo. Mi dispiace molto che non siamo riusciti a metter dentro pensionati, partite iva e incapienti. Spero che riusciamo a farlo con la legge di stabilità, cioè con il documento che si fa nell’ottobre-novembre 2014”. Quindi, minimizza sui dati Istat: “abbiamo dati sostanzialmente uguali a quelli di Francia e Germania. Si deve accelerare sulle cose necessarie per il rilancio”.

Il discorso, infine, passa sui rapporti Palazzo Chigi – Cgil. Praticamente rottura tra Renzi e Camusso. Partendo da un orizzonte di vedute differenti (“Abbiamo idee diverse ma può essere un elemento incoraggiante per il Pd e per la Cgil”), attacca il sindacato di Corso Italia 25: “se volevo fare il segretario della Cgil mi candidavo lì, anzi no perché nella Cgil non ci sono le primarie. Sia chiaro che il 25 maggio chi vota Pd non vota per la Cgil”. Ed aggiunge: “noi non abbiamo paura di dire che il Pd non è il sindacato e chi vota il Pd il 25 maggio non vota il sindacato”, marcando bene la differenza tra le diverse istituzioni che ri evidenzia a fine intervista, affermando come il sua problema sia “quando il sindacato vuol fare politica o peggio ancora quando si occupa di formazione, di quei business”.

Daniele Errera


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4 comments
Paolo D'Eugenio
Paolo D'Eugenio

Qui non si parla di politica ... chi è che lo diceva?

MarcoOrsoGiannini1
MarcoOrsoGiannini1

Nel 2013 prima del voto i sondaggi davano M5S al 14%. Monti al 18% e il PD oltre il 35%. Se scrivete su google SFIDA AI SONDAGGISTI PARTE 3 vedrete che io a 2 giorni dal voto diedi i veri risultati. Adesso cercate SFIDA AI SONDAGGISTI 2014 e nei commenti (nei commenti!) vedete che di nuovo, alla fine, io sono mesi che do i veri valori mentre i sondaggisti si svegliano ora (e ancora in modo parziale continuano a sottostimare L'M5S CHE COL PD è appena sotto il 29%). PS: Se i media spiegassero che la vera differenza tra precaria e flessibilità (lo dice tutta la letteratura e l'esperienza) è il reddito minimo di cittadinanza (non a tempo sennò è un sussidio) al massimo vincolato all'accettazione di lavoro consono non avremmo questo boccalone a vantarsi di una ELEMOSINA fatta colpendo TASI, coniugi con coniuge a carico e benzina E IL PD SCOMPARIREBBE. Il decreto lavoro  (metodo anticostituzionale) con cui hanno provocato nel silenzio asservito (altro che finti litigi) di Landini e Camusso che UN LAVORATORE SIA PRECARIO A VITA (3 ANNI DI PROVA!!!) provocherà crollo dei consumi=crollo pmi, vantaggio per megamarket multinazionali = anticamera dei minijob alla tedesca cioè sfruttamento del lavoratore e lpaghe bassissime= deflazione salariale = debito esplode = scusa per privatizzare asset strategici, beni culturali e ambientali.