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pubblicato: domenica, 27 luglio, 2014

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Renzi e il ddl Senato: “Alla quarta votazione faremo mancare dei voti, risposta forte a chi accusa di autoritarismo”

renzi

“Non punto al voto anticipato per cambiare l’Italia, non si possono costantemente invocare le elezioni. L’Italia la cambieremo con le riforme e si voterà alla scadenza della legislatura”. Parola di Matteo Renzi, intervistato dal quotidiano ‘Avvenire’. Il premier affronta tanti argomenti, a partire dalle difficolta dell’iter del ddl Boschi per la riforma del Senato: “all’ostruzionismo si risponde con la calma e la perseveranza, togliendo, uno a uno, i sassi dai binari, sminando il campo dalle insidie”.

FRETTA? NO, DIGNITA’ DELLE ISTITUZIONI – Matteo Renzi spiega di non avere alcuna fretta sull’iter delle riforme, anche se “agosto o settembre non è questione di vita o morte, è però un mese perso”. Il punto, per il premier, è un altro: “la stragrande maggioranza di quegli ottomila emendamenti sono uno schiaffo alla dignità delle istituzioni”. E sul tema aggiunge, perentorio: “ogni giorno di ostruzionismo ci »regala« un punto di consenso”. Renzi spiega anche il modus operandi della maggioranza in Aula: “alla quarta votazione – dichiarandolo prima – alcuni dei nostri faranno mancare il voto: sarà una scelta di trasparenza e di rigore. È la risposta più forte a chi ci accusa di essere autoritari, ma nemmeno prova a discutere di riforma istituzionale”. In sostanza, sarà la maggioranza stessa a rendere necessario – in assenza di un’ampia condivisione – il referendum confermativo.

matteo renzi

ITALICUM – “Non sto facendo la mia riforma elettorale, sto cercando un punto di equilibrio che vada bene a tutti”. Questo il pensiero di Matteo Renzi a proposito della riforma elettorale. E aggiunge: “io non ho un problema nè sulle soglie, nè sulle preferenze nè sul premio di maggioranza. Voglio solo una legge che garantisca governabilità e che renda immediatamente chiaro che chi vince va a Palazzo Chigi”.

SITUAZIONE ECONOMICA – Matteo Renzi parla anche della situazione dei conti: “non nego i dati negativi. Sul Pil, il dato allo 0,8% che ora viene rivisto al ribasso da tutte le istituzioni che fanno previsioni non è una peculiarità italiana, ma di tutta l’eurozona. Se dico che non è lo ‘zero virgolà a cambiarci il destino, non sto sottostimando nulla”. E aggiunge, per semplificare: “non c’è un temporale, ma non c’è neanche il sole”. A proposito delle voci continue su una manovra correttiva, il premier si oppone categoricamente per l’ennesima volta: “nego in modo assoluto che ci possa essere una manovra correttiva sul 2014”. Non si sbilancia invece sul futuro: “per il 2015 vedremo a ottobre, ma per la prima volta avremo a che fare con un intervento che ridurrà le tasse perchè la Legge di stabilità confermerà il bonus degli 80 euro e casomai lo amplierà”. E rassicura l’Europa: “questo avverrà senza sforare il limite del 3% di deficit”.

CREDITO E LAVORO – Da Matteo Renzi un giudizio anche sulla proposta del governatore della BCE, Mario Draghi, di dare 200 miliardi alle banche italiane, anche se aggiunge: “ora ci vuole uno sforzo a tre: le banche devono dare credito se il progetto loro proposto è buono, anche chiudendo un occhio sul rating, gli imprenditori devono chiedere soldi per veri progetti d’investimento e la politica deve favorire questo processo”. Dal premier anche una parola sulle tematiche del lavoro, ed in particolar modo sulla querelle attorno all’articolo 18: “no all’ennesimo derby ideologico. Non rimettiamo a contarci gli uni contro gli altri”. A proposito di sindacati, da Renzi anche un pensiero su Alitalia: “è una prova decisiva. Ai sindacati dico: chi si assume la responsabilità di far fallire l’operazione dovrà gestire una crisi occupazionale da brividi”.

(foto tratte da galleria foto www.quirinale.it)


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9 comments
Enrico Ratti
Enrico Ratti

Ecco un modo per dichiarare la propria paura di non farcela. Ha capito che l'opposizione alle sue riforme liberticide non gli darà tregua. Viva il bicameralismo perfetto, viva la libertà!

Edgardo Favaloro
Edgardo Favaloro

Quanto è furbetto il ragazzo ... promette le condizioni per il referendum ... ma chi gli crede?

Paolo Serra
Paolo Serra

Qui affondiamo noi. Lui è l'iceberg.

Paolo Serra
Paolo Serra

Insomma ci chiede di seminare i nostri zecchini nel campo dei miracoli. Se fosse vero che non intende costituzionalizzare la sua dittatura prima di tutto non avrebbe fatto nessuna delle criminali proposte legislative costituzionali ed elettoarli che ha fatto, e poi, perché non farli mancare subito quei voti? gli basta non imporre la ghigliottina al senato.

Marco Corvi
Marco Corvi

Ma quanto è tonto questo ragazzo! Ride ride sembra l'orchestra del Titanic, suonava mentre la nave affondava......

FabrizioStier
FabrizioStier

Ha parlato l'ultimo premio nobel della fogna di Todi!