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pubblicato: sabato, 4 agosto, 2012

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Casini: “Non abbiamo paura a ricorrere da soli”

casini

Dopo l’apertura vendoliana alla grande “Coalizione della speranza”, dal Pd a Sel passando per l’Udc, è arrivata secca la risposta di Pier Ferdinando Casini, leader dei democristiani. Questa alleanza, per Casini, non sta e non potrebbe stare in piedi. Troppa distanza tra l’Udc e Sel, su tantissimi fronti. Il leader dello scudo crociato ha affermato di non avere eventualmente paura a ricorrere da solo con il suo partito alle prossime elezioni politiche. Dice Casini: “Non abbiamo avuto paura a correre da soli contro Berlusconi, figurarsi se potremmo averne oggi, con uno scenario politico decisamente cambiato e confuso”.

[ad]Tuttavia il massimo esponente dell’Udc non chiude a possibili alleanze con il Pd. E se da un lato “gioisce” per la rottura ormai definitiva tra Di Pietro e Bersani, dall’altro è convinto che Bersani, a suo parere leader responsabile, non si farà “ingabbiare” da Vendola, il quale, secondo Casini, cerca di strumentalizzare sui diritti civili: Da Vendola non accettiamo lezioni”.

Inoltre, Casini è chiaro: “Nessuna alleanza con chi non sostiene e non ha sostenuto il governo Monti”. Dello stesso avviso è il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale, non molti giorni fa, in buona sostanza, aveva già affermato quanto detto dal suo alleato. Casini dunque pensa ad un dopo Monti con Monti? Potrebbe anche essere. Occorre in primis però cambiare la legge elettorale vigente, e secondo Casini alla fine questo avverrà, magari proprio in extremis, perché, a suo modo di vedere, i partiti non possono non cambiare l’attuale legge elettorale. Non farlo, sarebbe il de profundis per la politica.

casini

La partita delle alleanze, dunque, è già iniziata. Da qui sino ad aprile, statene pur certi, ne vedremo e ne sentiremo delle belle.


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Decimo48
Decimo48

RESPONSABILITÀ COLLETTIVAPER LA CRISI DELLA SOCIETÀ“La crisi delle famiglie, il dramma occupazionale che colpisce i giovani, l’aumento del lavoro sommerso e la crescente sfiducia nelle istituzioni – sostiene Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc – rappresentano emergenze preoccupanti su cui tutti i partiti sono chiamati a fare la loro parte a fianco del governo Monti”. Si tratta per l’Udc di lavorare ed esercitare un ruolo di responsabilità per il bene dell’Italia, guardando avanti perché con le speculazioni internazionali il Paese ha bisogno del concorso di tutti.“Occorre una forte coesione sociale e nazionale – ha detto Giorgio Napolitano – di fronte alle prove che il Paese deve affrontare e di fronte alla crisi. Bisogna cambiare molte cose nella nostra vita, nel modo di vivere, di lavorare, di comportarsi da parte di tutti. Occorre spirito di sacrificio per aprire l’Italia alle prospettive di sviluppo. È nostro dovere e di tutti che le forze politiche, senza rinunciare ognuno alle proprie idee, trovino la strada della coesione”.La fragilità italiana è dovuta, per il Rapporto del Censis, ad una crisi che viene dal non governo della globalizzazione e dal problema del debito pubblico. Occorre reagire adattandosi alle sfide che vengono dall’esterno e autoregolando il welfare, i consumi e le strategie d'impresa. Si tratta di superare la crisi attuale, ripartendo dall’economia reale con “rigore, sviluppo ed equità”. La politica di bilancio del precedente governo, basata sui tagli di spesa orizzontali e lineari, non è riuscita né a ridurre il deficit né a contenere la crescita del debito pubblico.Si chiede di ritovare il primato dell'economia reale su quella finanziaria, mettendo a frutto la ricchezza familiare, riducendo la spesa pubblica corrente e la pressione fiscale. Si tratta di far crescere l'economia con più occupazione e con maggiore reddito disponibile per le famiglie. I maggiori consumi dei lavoratori creerebbero riduzione del deficit pubblico. I pilastri del popolo italiano rimangono “il senso della famiglia, il gusto per la qualità della vita, la tradizione religiosa e l’amore per il bello”.“Si può rigenerare l'economia – ha sostenuto Ignazio Visco, governatore di Bankitalia – innalzando la partecipazione al lavoro dei giovani e delle donne. Per innalzare il potenziale di crescita occorre stimolare l’attività d’impresa e l’inserimento durevole nel mondo del lavoro soprattutto delle donne e dei giovani”.“Sono convinto – ha sostenuto Pier Ferdinando Casini - che Monti darà risposte chiare e noi dobbiamo aiutarlo a trovare convergenze. Monti sa che il problema è la crescita e sa che è da affrontare in modo equilibrato. Il premier intende attuare la crescita in un quadro di equità sociale per “dare ai nostri figli un futuro concreto di dignità e speranza”.

@menta1948
@menta1948

Trent'anni di parlamento!! Ancora dai lezioni. Ma vai a casa

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