•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: lunedì, 11 marzo, 2013

articolo scritto da:

Quo vadis Italia? Crisi politica e scenari futuri

quo-vadis-Italia

Quo vadis Italia? Crisi politica e scenari futuri

[ad]Grande è la confusione sotto il cielo di Roma. E non è assolutamente vero che i grandi capitali avessero previsto questo o che sapessero come sarebbero andate a finire le cose, tanto è vero che la borsa italiana quel giorno, quando furono pubblicati gli instant poll (pesantemente sbagliati checché ne dica qualche analista di sondaggi), prese il volo mettendo un +5% in pochi minuti. Una volta noti i dati reali crollò fino a un pesante -4%.

Brancolavano nel buio tutti, anche noi, che ci siamo guardati bene dal fare sondaggi durante gli ultimi 15 giorni dal voto e dare numeri che ritenevamo a quel punto inattendibili. Si era arrivati ad un punto che bisognava fare delle ipotesi forti per stimare il M5S, perché quello che veniva fuori non aveva precedenti, e non ce la siamo sentita di continuare (la prossima volta ci saranno maggiori dati di fatto sui quali basarsi, e cercheremo di farli).

L’incertezza, come dicevamo, è l’unica cosa che i mercati non amano. Persino la certezza di una cattiva notizia, una volta scontata, non causa tanti danni come il non sapere come andrà a finire. Questa incertezza permane e pervaderà le prossime settimane in maniera anche peggiore, senza alcun dubbio. Siamo senza Governo, con un Presidente della Repubblica al quale restano pochi giorni di mandato, e senza sapere chi sarà il suo successore, ma soprattutto non sappiamo come uscire fuori da questa crisi.

In un bell’articolo pubblicato oggi Patané descrive gli scenari possibili. Non condivido del tutto le percentuali assegnate ma trovo l’elenco proposto esaustivo, pertanto non lo ripeto. Quello che invece voglio fare è cercare di fornire gli strumenti per capire come si evolverà la situazione nei prossimi giorni. C’è un calendario fitto di appuntamenti, ognuno di essi ci dirà moltissimo di quello che accadrà successivamente, ma andiamo con ordine.

Nei giorni che ci separano dal 15 marzo ci saranno inutili schermaglie sui media tra Bersani e Grillo, saranno ripetuti fino alla nausea gli 8 punti di Bersani. Come Ricolfi su La Stampa ha fatto notare questi 8 punti continuano a parlare politichese, evidentemente l’unica lingua che il buon Bersani conosce (sempre meglio di giaguari e tacchini, ma non aiuta molto). A parte la sequenza di intenti che non si capisce bene poi cosa dovrebbero produrre come “revisione degli emolumenti” (quanta gente sa cosa voglia dire davvero questa frase?!), “norme contro il consumo del suolo” (detta così mi fa pensare al consumo delle suole delle scarpe), “norme sull’acquisto della cittadinanza” (vendiamo la cittadinanza? Non male come business, quanto costa al chilo?), c’è da dire, come ha notato il sindaco di Padova (sempre del PD), che questi non sono 8 punti ma 50… (pare che siano in realtà 36)

Tutto questo rende chiaro, e concordo con Ricolfi, che questi sono assolutamente inadeguati al ruolo che vorrebbero ricoprire. Come non chiedersi perché non abbiano declamato questi 8 (o 36) punti prima del voto? Sulla base di questo trovo eccessive le critiche di Crozza e Gramellini verso i neo deputati grillini a proposito della loro incompetenza; gli altri – a parte rare eccezioni – che competenze hanno dimostrato finora?

No non voglio parlare di come ci si possa lamentare del nuovo che avanza quando il vecchio è quello che conosciamo, come dice Bracconi su Repubblica; troppo facile parlare di Razzi e Scilipoti (che competenze avevano?) o di quelli che hanno rovinato l’economia per anni apparendo chissà che geni come Tremonti (che per inciso è solo un avvocato tributarista e non un vero e proprio economista, ma nessuno ha fatto il casino che è stato, giustamente, fatto con Giannino).

Io voglio parlare di quelli che da molti sono ritenuti i migliori a sinistra. Voglio parlare di persone oneste, perbene, con ottime intenzioni e ideali, persone con esperienza politica, con competenza anche.

Dimentichiamo per un attimo gli inciuci legati a D’Alema e ai suoi (che pure ci sono e contano), dimentichiamo gli scandali come quelli di Penati, del MPS, di Consorte ecc… e ascoltiamo quelli bravi seri competenti e onesti di cui il PD è oggettivamente pieno, che sono genuinamente convinti che non ci vogliano proposte precise ma che quello che conta è solo una netta dichiarazione di intenti e di sensibilità, perché se uno facesse delle promesse precise dovrebbe poi scontrarsi con la realtà. E’ il parlamento poi, nella sua saggezza (secondo loro), che deve portare avanti le proposte tenendo conto di quello che è la realtà effettiva. Un parlamento che ha la funzione di elaborare gli intenti politici, adattarli alla realtà, valutare pesi e contrappesi, valutare le controindicazioni e dare come risultato un qualcosa che porti il benessere collettivo in una direzione che è anche solo vagamente verso gli ideali e le sensibilità votate.

Tutto molto bello ed ideale. Anzi è esattamente la ragione per la quale esiste la democrazia rappresentativa.

Peccato che non stia funzionando.

Quando Grillo attacca la classe politica perché autoreferenziale e dice che loro non servono i cittadini ma sé stessi, dice delle cose che sono sentite come vere da una parte enorme della popolazione, e non a torto evidentemente. Se ci pensate il dare questa centralità e soprattutto l’ultima parola al parlamento, con le sue lobby e le sue pastoie, significa proprio dargli il potere di continuare a fare delle dichiarazioni di intenti per poi nella realtà dei fatti fare tutt’altro scendendo a compromessi di ogni sorta, e creando delle scappatoie legali senza che il proprio elettorato, persino il più attento ed apparentemente idealista, se ne lamenti. Perché a molti di loro in fondo sta bene così, basta che si mantenga la parvenza di rispetto delle regole.

(Per continuare la lettura clicca su “2”)


Referendum, Sgarbi: “Ha vinto Renzi. Ecco perchè” – CLICCA IL VIDEO

Referendum, Sgarbi: "Ha vinto Renzi"

Sondaggio Referendum Costituzionale

sondaggio referendum costituzionale

La domanda del giorno

Dimissioni Renzi: Che cosa succederà ora?

Risultati

Loading ... Loading ...

Tutte le elezioni del 2016

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2016

Riforma Costituzionale: clicca sulla Costituzione e fai il quiz!

Quiz Riforma Costituzionale

Termometro delle Voluttà

DaSì o No?

DaSì o No?

articolo scritto da:

3 comments
mauro
mauro

...ma xche' e' sempre sbagliato sbilanciarsi in questo azz di Paese??! Se io la penso diversamente da te......cos'e'...un atto impuro? o ci sono tanti psico dittatori all'orizzonte? chiarezza e onesta'....................e RISOLVERE IL PROBLEMA DEGLI ITALIANI...SENZA CASA E SENZA LAVORO........SI E' PERSO IL SENSO DI FRATELLANZA E (quello che invece esiste in altri Paesi a noi vicini)...........la dignita' del popolo VA RISPETTATA!

Sergio
Sergio

Carissimo Borrelli ho letto il suo articolo e devo dire che lei mi sembra un pelino sbilanciato verso i 5Stelle. Non sono un'animella come definisce lei chi crede nel parlamento e nella nostra democrazia, e le garantisco che la sua analisi non fa i conti con un partito, il Pd che si basa sugli iscritti, e che mai farebbero passare una linea pro PDL. Quella ipotesi non solo è folle ma sarebbe la fine del Pd e Bersani e i vertici eletti democraticamente lo sanno bene. Le chiedo e spero in una risposta, non sarebbe più facile se Grillo scendesse dal supo trono e desse finalmente al paese l'unico governo possibile? Non sarebbe meglio per tutti? Un parlamento giovane e giusto, con una forte idea di nuovo e di giustizia sociale. La palla è in mano a Grillo e lei non lo ha quasi citato, cominciamo a dare le responsabilità a chi le ha davvero, solo così in Italia ci salveremo.

Gianluca Borrelli
Gianluca Borrelli

Non ho votato 5 stelle (nemmeno PD se è per questo) e anzi questo sito viene spesso insultato da alcuni tifosi del M5S in quanto troppo "piddino". Alcuni tifosi "piddini" ci dicono che siamo o "grillini o pidiellini" (per alcuni nostri sondaggi che vedevano bene il PDL in qualche circostanza, ma erano le nostre rilevazioni perché avremmo dovuto mentire?) insomma chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, ma una cosa è certa, a noi non interessa niente di nessun partito diciamo quello che pensiamo e basta. Non riceviamo finanziamenti da nessuno. Su quello che dovrebbe fare Grillo io che posso dire? Ha il pallino in mano, se si va alle elezioni può incrementare i voti e prendere il premio di maggioranza, se vuole può forzare le riforme che ha sempre sognato. Dopo i 20 anni di contrapposizione sterile tra centrodestra e centrosinistra sinceramente non me la sentivo di fare le pulci all'ultimo arrivato. Il bene della nazione sembra essere stato avulso o secondo ad interessi di parte in questi anni. Qualora Grillo cerchi l'interesse di parte (io spero per il bene dell'Italia di no) al massimo si potrebbe dire che è come i vecchi partiti, ma non certo peggio.