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pubblicato: martedì, 18 giugno, 2013

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Afghanistan, gli Usa aprono alla trattativa con i talebani ma Karzai non partecipa

Afghanistan, il governo tratta con i talebani

L’annuncio è arrivato a margine del G8: in questi saranno organizzati tavoli per le trattative tra il governo afgano e i talebani sotto la supervisione degli Stati Uniti d’America. La situazione in Afghanistan sembra essere arrivata ad una svolta.

[ad]Ad annunciarlo è il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama tra lo sgomento generale. A quanto pare una delegazione dei talebani ha aperto un ufficio diplomatico a Doha, capitale de Qatar, per avviare trattative diplomatiche per avviare un processo di pacificazione nel Paese asiatico. Dopo una lunghissima guerra civile, durata 30 anni, e l’occupazione decennale degli Stati Uniti all’indomani degli attentati dell’11 settembre, sembra finalmente arrivata la fine del conflitto in Afghanistan. L’annuncio arriva contemporaneamente alla decisione di passare la gestione della sicurezza del territorio dagli eserciti dell’ISAAF alla polizia afgana. Tuttavia sia Obama che i suoi funzionari si mostrano cauti nel dichiarare finita la guerra.

Ma il presidente afghano Karzai  ha affermato che il governo di Kabul non parteciperà ai negoziati con esponenti dei Talebani a Doha. “L’Alto consiglio di pace – si legge in una nota – non parteciperà ai colloqui fin quando non ci sara’ un processo totalmente guidato dagli afghani”.

Alla base delle trattative ci sono due condizioni accettate dai ribelli: l’impegno a non usare il territorio afgano come base per colpire altri Paesi, e il pieno appoggio alle trattative di pace che, come dice lo staff del Presidente Obama, di certo non saranno brevi.

Le trattative si baseranno soprattutto su tre obbiettivi che saranno perseguiti dalla delegazione afgana: in primo luogo la delegazione governativa vuole il riconoscimento della costituzione del 2004 da parte dei ribelli. In secundis la fine degli attacchi verso la popolazione e verso le forze americane e alleate. Ultimo, ma non meno importante, la cessazione di ogni legame e contatto con la cellula terroristica di Al Qaeda, che ha un forte ascendente sugli estremisti del Paese.

Nelle trattative gli americani non ricopriranno un ruolo attivo, ma si limiterà a supervisionare le stesse e trattare per l’eventuale rilascio di prigionieri.

E’ chiaro che, ad oggi, la delegazione talebana non accetterà sommessamente le condizioni del governo, e che tali punti saranno oggetto di lunghissime discussioni. Ma le trattative rappresentano comunque una svolta, un nuovo punto di partenza per il processo di pacificazione del Paese.

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