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pubblicato: venerdì, 27 settembre, 2013

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Napolitano, pieno consenso al piano di Letta

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Non è certo l’unica giornata delicata che Enrico Letta si è trovato ad affrontare da quando ha accettato di andare a Palazzo Chigi, ma certamente quella in corso si prospetta come una delle più determinanti, soprattutto per gli incontri che ha in programma.

A pranzo il premier ha visto il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano. Un incontro per capire le intenzioni dei ministri Pdl nell’esecutivo e soprattutto per sondare la credibilità dell’alleato e degli esponenti di governo vicini  a Berlusconi. Ma la scelta decisiva Letta la prenderà una volta finito il colloquio con Napolitano, iniziato poco prima delle ore 18.

Al centro, senza dubbio la difficile situazione del governo e dell’intera politica nazionale, dopo la scelta del Pdl di annunciare o preparare le dimissioni in massa dei suoi parlamentari. La gravità della situazione aveva già fatto intervenire ieri il Quirinale con una nota molto dura (decisamente non apprezzata dal Pdl), con cui si bollava l’iniziativa dei berlusconiani come “fatto politicamente inquietante” e il riferimento a operazioni eversive come “grave e assurdo”.

Al termine dell’incontro, il messaggio sembra chiaro: ci sarebbe il “pieno consenso di Giorgio Napolitano sul percorso che il presidente del Consiglio gli ha rappresentato intendendo seguirlo in sede di consiglio dei ministri questa sera e, successivamente, a breve, in sede di Parlamento”. Letta dal canto suo è stato abbastanza netto nei confronti del Pdl. “Serve un chiarimento” avrebbe detto il premier, “perché la situazione sta diventando insostenibile”. Ma dal Pdl fanno sapere che “nessun chiarimento è possibile se prima non viene affrontata la questione giustizia”. Il presidente del Consiglio dopo un’ora e mezza di colloquio, ha poi fatto ritorno a Palazzo Chigi.

Governo: dl sara’ esaminato dopo chiarimento – La fase di chiarimento politico di Governo e maggioranza che si e’ innescata travolge i provvedimenti economici che erano allo studio dell’esecutivo. Ora non si può dunque procedere con il decreto di correzione della manovra a cui si stava lavorando e se ne riparlerà dopo il chiarimento alle Camere, nell’eventuale fase di ripartenza dell’attività di Governo. E’ stata questa la valutazione condivisa dal Consiglio dei ministri nella riunione di questa sera.

Anche stamattina da Milano dove si trovava ad un convegno all’università Bocconi, il Capo dello Stato è intervenuto sulla questione. Ai cronisti non ha nascosto la sua preoccupazione sulle sorti del governo. Poi ha aggiunto “Sono ottimista ma non ingenuo. Lasciatemi tempo. Poi vedremo”.

Il premier Enrico Letta

Il premier Enrico Letta

Napolitano e poi Cdm – Letta parteciperà al Consiglio dei ministri, in un primo momento previsto alle 17 poi spostato alle 19.30, una riunione inevitabilmente condizionata dai fatti delle ultime 48 ore. Il premier prima del vertice ha incontrato lo zio Gianni Letta, stretto collaboratore e consigliere del Cavaliere. Il ministro Franceschini invece è stato a colloquio con i colleghi di governo in quota Pd prima del Cdm: l’incontro si è concluso con la certezza che è impossibile proseguire senza un chiarimento vero e soprattutto definitivo.

Dalla sua, Letta può contare su una carta importante di nome Mario Mauro: il ministro di Scelta civica, che per dieci anni è stato europarlamentare di Forza Italia e del Pdl, ora è ben deciso a non concludere in questo modo l’esperienza di governo. Se qualcuno cercherà di far saltare il governo – si legge oggi sul Corriere – io farò di tutto per trovare ancora una maggioranza: con quelle persone libere e consapevoli che la nostra Costituzione non prevede vincolo di mandato“. E sui suoi ex colleghi di partito: “Il Pdl si comporta più come una corte che come una forza desiderosa di contribuire alla salute del Paese”.

In questo pomeriggio di incontri, anche Palazzo Grazioli è stato una tappa obbligata: è da poco finito, infatti, il vertice (di quasi tre ore) tra Silvio Berlusconi e i maggiori esponenti del Pd, ossia i capigruppo Brunetta e Schifani, il segretario del partito Alfano, nonché il coordinatore Verdini e il presidente della commissione Esteri alla Camera Cicchitto. Nell’incontro si è parlato della linea da tenere in previsione della verifica parlamentare chiesta da Letta; al termine Berlusconi è ripartito per Milano. Cicchitto, nel frattempo, smentisce che possano arrivare dimissioni dai ministri Pdl in carica

(a.t. – g.m.)


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