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pubblicato: venerdì, 18 ottobre, 2013

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La deriva del centro tra Renzi e Berlusconi

Il progetto del grande Centro, sognato da Monti e anche da Montezemolo, è già finito. A dire il vero, il sogno di essere l’ago della bilancia tra destra e sinistra era già naufragato l’indomani delle elezioni quando risultò chiaro come la truppa di Scelta Civica guidata dal Professore fosse ininfluente ai fini della costruzione di un esecutivo di “cambiamento” tanto agognato dall’ex segretario dei democrats Pier Luigi Bersani. Da allora il centro, o centrino come amano chiamarlo i suoi detrattori, è andato pian piano svanendo a causa dei continui contrasti interni tra l’area cattolico liberale (Italia Futura) e quella del vecchio centro (Udc). Troppo diverse le vedute tra i due fronti. Da una parte i montiani che vogliono smarcarsi dall’abbraccio mortale di Berlusconi e spingono per trovare un’intesa con il Pd targato Matteo Renzi. Dall’altra i casiniani che vogliono invece avvicinarsi all’ala governativa del Pdl guidata da Angelino Alfano e affrancarsi al Ppe. Da qui lo strappo insanabile come ha ricordato ancora oggi il Professore, il giorno dopo le sue dimissioni. “Non mi interesso più di Scelta Civica” ha detto ai giornalisti che gli chiedevano se ci fosse spazio per un ripensamento. Ma l’ex premier potrebbe non essere l’unico a non interessarsi più del partito visto che i “i traditori che io ho acconsentito a candidare” (cit. Monti) stanno lavorando alla creazione di un nuovo gruppo, che potrebbe costituire l’embrione di una nuova formazione dei moderati e popolari italiani. Un soggetto che supererebbe Udc e Sc e avrebbe forza attrattiva, si ipotizza, sia verso i moderati del centrodestra che del centrosinistra. Del gruppo farebbero parte dodici senatori: Albertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D’Onghia, Marino, Mauro, Merloni, Olivero, Romano e Rossi. Una decina potrebbe fare la stessa mossa alla Camera, staccandosi da Sc.

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E’ in fermento l’area del centro. Lo si capisce dalle parole di Pier Ferdinando Casini sulla decadenza di Berlusconi. “Non ho ancora deciso. Non è vero che ho contrattato con Berlusconi, non ho parlato con lui e non gli parlerà. Sarà un voto che appartiene alla mia coscienza e basta. Al momento giusto lo dirò” ha spiegato. Un “vedrò” che sottintende in realtà un lavorio sotterraneo per ricercare un accordo in vista di probabili elezioni future. Elezioni che, scanso equivoci, vedranno nel centrodestra numerosi cambiamenti. Angelino Alfano conferma l’intenzione di costruire un “grande centrodestra italiano con Berlusconi” ma senza i falchi. Un movimento più ancorato al Ppe di cui il Pdl fa parte. E anche Corrado Passera è pronto a scendere in campo con un suo soggetto politico. Che non avrà nulla a che fare con il Centro. Perché la riedizione della Balena Bianca è morta prima ancora di nascere. Lo dicono i sondaggisti che già hanno suonato il de profundis di Scelta Civica. “Verrà fagocitata da Pd e Pdl”.

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