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pubblicato: mercoledì, 10 settembre, 2014

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Spending review, Fassina (PD) stronca Cottarelli: “Impossibile tagliare 20 miliardi”

fassina bersani minoranza pd

“Forse hanno trovato la formula per la moltiplicazione dei pani e dei pesci a Palazzo Chigi e quindi nella Legge di Stabilità avremo grandi sorprese. Ritengo che sia impossibile sul piano politico tagliare 15 o 20 miliardi di spesa”. Stefano Fassina (PD), ex sottosegretario all’Economia, stronca il piano di spending review approntato dal commissario Cottarelli.

TAGLI IMPOSSIBILI – Intervenendo alla trasmissione televisiva ‘Agorà Estate’, Fassina spiega che una tale spending review non solo è impossibile, ma metterebbe in seria difficoltà l’Italia: “Se si cercasse di farlo, si aggraverebbe la condizione economica del Paese, oltre a intervenire in modo molto negativo su Welfare, spesa sociale, spesa per la Sanità e per la Scuola”.

stefano fassina

STRATEGIA ALTERNATIVA – Per Fassina la strada da seguire è un’altra: “Dovremo andare a una manovra espansiva che per un periodo limitato dia ossigeno all’economia, anche estendendo il bonus Irpef degli 80 euro alle partite Iva che sono rimaste fuori e ai pensionati”. E aggiunge: “Sarebbe utile allentare il Patto di stabilità interno per i comuni per far ripartire i piccoli cantieri in un settore come quello dell’edilizia, che è in una situazione drammatica”.

L’AVVERTIMENTO – Per l’esponente PD la spending review da 20 miliardi ricorda l’esecutivo tecnico: “Se si va nella direzione dei 20 miliardi di tagli alle spese, e poi si fa la cancellazione dell’articolo 18 come il presidente Renzi ha annunciato a Il Sole 24 Ore, torniamo all’agenda Monti”. Ciò non va bene, perché “in questi anni abbiamo cambiato quattro governi in quattro anni e abbiamo tenuto sostanzialmente la stessa agenda. Se non la cambiamo, tra qualche mese ci troveremo in una situazione molto complicata”. La rotta va dunque cambiata: “Se le risposte rimangono di continuità con l’agenda della troika e con le posizioni di Berlino, non riusciamo a rianimare l’economia, l’occupazione, le imprese e anche il debito pubblico”.

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