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pubblicato: lunedì, 17 novembre, 2014

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Partito unico, Toti svela il sogno di Forza Italia: Predellino bis

Partito unico del centrodestra: è questa l’idea di Giovanni Toti. Renzi e il Pd, complice l’infelice momento economico, perdono punti nei sondaggi.

“Serve un predellino 2”, queste le parole di Giovanni Toti in piena campagna elettorale in Emilia-Romagna per le regionali di domenica prossima. Il predellino aveva annunciato la nascita del Popolo delle Libertà. Un nuovo predellino ora servirebbe, nell’intento di Toti, “A preparare il centrodestra alla sfida con il centrosinistra, che non appare più come una lotta impari come poteva sembrare solo qualche mese fa”.

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La chiamata al partito unico

Il Pd, secondo i sondaggi, sarebbe sceso al 36%. Sarebbe calato anche il consenso del premier Renzi, di 10 punti percentuali, dal 62% di ottobre all’attuale 52%. Nonostante Renzi, ma anche Berlusconi, abbiano confermato la tenuta del Patto del Nazareno e il conseguente intento di portare a termine legislatura l’attuale esecutivo, per Toti è questo il momento giusto per lanciare un segnale all’interno delle proprie file: chiamare tutti in un  partito unico.

Un intento giustificato, per il consigliere politico di Berlusconi, dal fatto che “Il quadro politico sta subendo dei rapidi mutamenti, basti guardare a quanto fotografano i sondaggi: Matteo Renzi cala perché non riesce a dare risposte alla crisi, perché ha fatto troppe promesse e le sta disattendendo, perché è entrato sulla scena a rappresentare il sogno e rischia di simbolizzare l’incubo. Viceversa, dopo un periodo durissimo, il centrodestra sta riprendendo a crescere, e unito riesce ad essere competitivo”.

Bozza Italicum, i dubbi sulla legge elettorale

È un chiaro messaggio alla Lega di Salvini e al Ncd di Alfano. Proprio a loro, dal predellino, dovrebbe rivolgersi il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Una coalizione che l’attuale legge elettorale non premierebbe: è infatti previsto il premio di maggioranza alla lista con più voti. E in merito Toti esprime tutte quelle che sono le sue perplessità: “Noi non siamo per il premio di lista, ma se la legge elettorale alla fine dovesse prevederlo, è un motivo in più per attrezzarci”.

Il sogno è il partito unico. Centro gravitazionale del quale non potrebbe non essere Forza Italia con il suo leader Berlusconi. Proprio Berlusconi nei giorni scorsi, aveva lanciato un monito agli amici ormai lontani, il Nuovo Centro destra su tutti: superare per il bene dei propri elettori le divergenze che hanno portato all’attuale rottura.

Conformazione del partito unico

Di qui la definizione del partito unico secondo Toti: “Oggi dobbiamo guardare al futuro e considerare la nostra area quella che, a sinistra di Forza Italia vede Ncd, Udc, i popolari di Mauro, a destra Fratelli d’Italia e Storace, e la Lega nostro alleato da sempre. Credo che i tempi siano maturi per riflettere insieme sul superamento di vecchi schemi e sulla costruzione di un’alternativa vera ed elettorale al centrosinistra”.

È una strada lunga e tortuosa quella che potrebbe portare al partito unico, ma Toti è fiducioso “La via è obbligata se vogliamo dar voce al grande popolo del centrodestra che vuole credere in un’alternativa”.

Convincere la Lega Nord

Tra i più difficili da convincere c’è senz’altro Matteo Salvini. La sua Lega Nord, oggi al 10% secondo i sondaggi, continua a crescere e potrebbe addirittura superare Forza Italia nei consensi.

Toti ammette “Io sono contento se la Lega cresce, e raccoglie voti da portare nella nostra metà campo. Ma nella costruzione di un’alleanza non si può partire dagli estremi, né tanto meno prescindere dal ruolo centrale di un partito come Forza Itali che, con il rientro a pieno titolo di Berlusconi sulla scena politica, tornerà almeno ai livelli delle scorse Politiche. Forza Italia il centro dello schieramento, ed è Berlusconi che, ancora una volta può accendere il motore per ripartire”.

Berlusconi leader indiscusso

Berlusconi che rientrerebbe a pieno titolo nei connotati del vecchio politico ormai messo in disparte dalla rottamazione messa in atto da Renzi e Salvini. È sulla scena da 20 anni ed ha il doppio degli anni dei due rottamatori. Ma per Toti questo non è un problema: “Per esperienza, forza, leadership, non vedo da chi altri si potrebbe partire. Nessuno dei giovani leader scalpitanti di destra ha l’eredità politica e la visione del futuro che ha Berlusconi, il suo quantum di credibilità e capacità che sono essenziali per ritrovare la sintesi di un centrodestra che si è perso ma che oggi ha davanti a sé una straordinaria occasione”.

Tutti uniti intorno all’ex Cav

Insomma, nessuno è come Berlusconi nel centrodestra. La necessità di trovare un nuovo leader proprio non si pone. È lui il capo indiscusso. Toti conferma: “Siamo un partito con un leader e tantissimi numeri due, che talvolta si divide e talvolta ritrova unità sulla base di una linea politica”.

Tutti uniti intorno a Berlusconi: “Sono certo che né io, né Fitto né nessuno faccia ragionamenti legati a proprie aspettative personali o a poltrone… Fi lavora e c’è, con una sua struttura: se un giorno decideremo di darcene un’altra, non sarà certo per la pressione di gruppi o gruppetti”. Un partito unico intorno alla leadership indiscussa dell’ex Cavaliere. È questo il sogno di Toti e di tutta Forza Italia. La strada tortuosa, ma forse l’unica, per rimescolare le carte in tavola in vista delle prossime elezioni.

 

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