04/10/2016

Perché la sinistra sta svanendo in America Latina?

autore: Guglielmo Sano
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Perché la sinistra sta svanendo in America Latina?

La bocciatura del referendum sulla pace con le FARC è solo l’ultimo tassello dello spostamento ideologico del continente sudamericano? Se la Colombia è tradizionalmente uno dei paesi più “conservatori” della regione (d’altronde, il Presidente Santos non è di certo un “socialista”), è pur vero che, prima della “sconfitta” del trattato di pace con i guerriglieri marxisti-leninisti, in meno di un anno, la sinistra ha perso le elezioni in Argentina e Perù (la cui situazione è tradizionalmente molto simile a quella colombiana), in Brasile e Cile è stata travolta da gravi casi di corruzione, mentre in Venezuela si trova a governare un paese in fortissima difficoltà con un parlamento in mano all’opposizione di destra.

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Perché la sinistra sta svanendo in America Latina?

Tra i fattori che hanno portato a tale perdita di appeal, forse, il calo dei prezzi delle materie prime, con conseguente erosione della crescita economica, è quello fondamentale: gran parte del supporto accordato ai governi di sinistra era alimentato proprio da tali risorse. Prosciugate le casse erariali, anche l’insofferenza per lo status quo è andata crescendo, dove non era già forte. L’insoddisfazione, però, si sfrutta in campagna elettorale, una volta al governo, si lascia ciò che funziona e che serve.

Temer e Macrì si sono guardati bene dal rifiutare “in blocco” le politiche di contrasto alla povertà ereditate da Roussef e Kirchner. L’attuale Presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski non avrebbe potuto vincere contro Keiko Fujimori, figlia dell’ex dittatore Alberto, senza l’apporto dei voti di sinistra. Diametralmente, la Bachelet in Cile deve fare i conti con un evidente rallentamento dell’economia nazionale, dopo anni di crescita impressionante, mentre, in un Venezuela sempre più al collasso, un referendum che potrebbe togliergli l’incarico pende sulla testa di Maduro, referendum che finora l’erede di Chavez è riuscito a posticipare, aspettando una ripresa che appare sempre meno probabile. E così si arriva alla Colombia, dove la destra dell’ex Presidente Uribe esulta, anche se il referendum non è passato per una manciata di voti: semplicemente troppi morti nei decenni di conflitto armato perché i colombiani optassero per un “colpo di spugna”.

Un ciclo sulla via del tramonto quello della sinistra sudamericana: la disillusione per le politiche sociali ed economiche è tangibile, finora i maggiori beneficiari sono stati i partiti di destra, un po’ come accaduto con Trump negli Usa e le varie forze anti-sistema in Europa. Una perdita considerevole di influenza ma che non scalfisce il feeling con l’intero continente. A testimoniarlo la piccola Bolivia. Anche il FMI si è complimentato con i risultati economici di Evo Morales: secondo le previsioni, il PIL del paese si espanderà del 5% quest’anno, una delle percentuali di crescita più alte dell’intera America Latina.

Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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