Pubblicato il 27/12/2016

Sondaggi elettorali Francia: la crisi dei socialisti

autore: Emanuele Vena
L'ex premier socialista Manuel Valls

Sondaggi elettorali Francia: la crisi dei socialisti

Nonostante manchi ancora un mesetto alle primarie del Partito Socialista (PS), l’evento rischia di essere già privo di particolari significati. Almeno stando allo scenario presentato dai sondaggi elettorali condotti dai vari istituti demoscopici di Francia a dicembre, che sembrano non riservare alcuna chance a qualsiasi possibile candidato socialista.

I favoriti nella corsa alla nomination socialista sono l’ex primo ministro Manuel Valls ed Arnaud Montebourg, ministro dell’Economia durante la prima fase del mandato del presidente uscente François Hollande. Secondo le rilevazioni condotte da Ifop ed Harris Interactive, si profila un testa a testa tra i 2, con un leggero vantaggio per Valls.

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Se Valls è considerato la prima scelta da 2 elettori socialisti su 3, a riequilibrare la partita potrebbero essere 2 fattori: l’incognita Hamon e l’elettorato non socialista. Stando ad Ifop, la sinistra esterna al PS preferirebbe infatti Montebourg, con un consenso che supera il 72% tra i simpatizzanti del Front de Gauche. Di simile orientamento è anche l’elettorato di Benoît Hamon, deputato e ministro tra il 2012 ed il 2014, nonché terzo incomodo delle primarie del centrosinistra. Secondo Harris, 4 elettori di Hamon su 5 al secondo turno appoggerebbero Montebourg.

Tuttavia, come già anticipato, l’esito delle primarie potrebbe essere ininfluente. Infatti, l’appeal dei socialisti sembra essere molto basso nell’elettorato. Stando ai sondaggi, la rinuncia di Hollande alla candidatura per un secondo mandato non sembra aver affatto rinvigorito il PS, spalancando la strada ad un ballottaggio tutto interno alla destra. François Fillonvincitore delle primarie golliste – e Marine Le Pen, candidata del Front National (FN), sono infatti ampiamente favoriti per l’accesso al secondo turno, previsto il 7 maggio.

Secondo BVA, anche il miglior scenario possibile per Valls – cioè una sua vittoria alle primarie e una non candidatura dei centristi François Bayrou ed Emmanuel Macron – non sarebbe sufficiente per accedere al secondo turno. L’ex premier si spingerebbe sino al 21%, fermandosi però rispettivamente a 5 ed 8 punti da Le Pen e Fillon.

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Tutto sembra prefigurare quindi un nuovo 2002, con la sorprendente sconfitta dell’ex premier socialista Lionel Jospin al primo turno ed un conseguente ballottaggio tra gollisti e FN. E come allora, buona parte dell’elettorato non conservatore potrebbe recarsi alle urne per stoppare l’avanzata dell’estrema destra.

Tuttavia, se Jacques Chirac all’epoca si riconfermò presidente con l’82% dei consensi, Marine Le Pen potrebbe fare molto meglio del padre Jean-Marie. Pur se in calo rispetto a qualche mese fa, l’attuale leader del FN è accreditata del 33-35%, il doppio rispetto al 17% registrato dal padre quasi 15 anni fa. Un risultato che, pur riconsegnando la presidenza ai gollisti dopo 5 anni di guida socialista, confermerebbe una volta di più il trend crescente delle destre populiste in Europa e nel mondo.

Autore: Emanuele Vena

Lucano, classe ’84, laureato in Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna e specializzato in Politica Internazionale e Diplomazia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova. Appassionato di storia, politica e giornalismo, trascorre il tempo libero percuotendo amabilmente la sua batteria. Collabora con il Termometro Politico dal 2013. Durante il 2015 è stato anche redattore di politica estera presso IBTimes Italia. Su Twitter è @EmanueleVena
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