14/01/2017

La Buona Scuola, parte seconda: ci vorrà una laurea per insegnare all’asilo

autore: Alessandro Faggiano
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La Buona Scuola, parte seconda. Ministro Valeria Fedeli assicura innovazione

La tanto vituperata riforma denominata ‘Buona Scuola’, portata avanti da Renzi e Stefania Giannini, si accinge ad entrare nella sua seconda fase. Sia il segretario del PD che la Giannini non sono più nel governo, ma il progetto prosegue. L’attuale ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli (attaccata da tutti i fronti per non possedere né una laurea, né aver mai sostenuto l’esame di stato) assicura che ci saranno grosse novità. la seconda parte della Buona Scuola sarà anche quella più innovativa, promette la Fedeli.

Buona scuola, Fedeli: “necessaria laurea per asili e materne”

A partire dalla necessità di una laurea per insegnare all’asilo. Proprio questo punto della buona scuola è stato appoggiato fortemente dalla Fedeli, già maestra d’asilo in passato ma, tuttavia, senza laurea. Un provvedimento che, in altri tempi, le avrebbe impedito l’accesso alla professione. Posteriormente, il ministro dell’istruzione promette 200 milioni di euro per asili nido e scuole materne, da ripartire direttamente ai comuni. Inoltre, si pretende rafforzare la capacità di sostegno a bambini diversamente abili.

La Fedeli rivoluziona la maturità

Il ministro che non ha mai sostenuto la maturità sarà probabilmente la persona che la rivoluzionerà. Dalle tre prove scritte (italiano, specifica e “quizzone”) si elimina l’ultima. Al suo posto entra la prova invalsi (una prova stabilita dal ministero, già vigente per le scuole medie), da sostenere prima della prova d’italiano e senza un risultato vincolante ai fini della votazione finale.  Le commissioni d’esame rimarranno invariate, così come la valutazione – che continuerà a fondarsi sui 5 anni del ciclo delle scuole superiori. Infine, verrà abolito l’esame invalsi per la terza media e cambierà il metodo valutativo nella scuola elementare (dalla scala da 1 a 10, si passa alle lettere. ‘A’ il voto più alto, ‘E’ il più basso).

Buona Scuola, parte seconda: previsto il riordino delle scuole italiane all’estero e metodo di assegnazione

Dovrà essere rielaborato anche il metodo di assegnazione delle cattedre. Il ‘cervellone’ ha provocato l’esodo di una moltitudine di professori, specialmente da sud verso nord. Tuttavia, molte cattedre rimangono scoperte per settimane, se non mesi. Una situazione difficile a cui metter mano il prima possibile.

Anche il riordino delle scuole italiane all’estero diventa un elemento centrale della seconda parte della ‘buona scuola’. Per questo, il MIUR chiede la collaborazione della Farnesina – guidata attualmente da Angelino Alfano – e una maggior sinergia tra i due ministeri. L’obiettivo è un modello di “formazione italiana nel mondo”.

Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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