Elezioni politiche 2018: seggi e candidati, giovani Pd fuori?

Pubblicato il 23 Gennaio 2018 alle 11:38 Autore: Daniele Sforza
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Elezioni politiche 2018: seggi e candidati, giovani Pd fuori?

Dalla rottamazione al rinnovamento allo status quo. In vista delle elezioni politiche 2018 c’è bisogno di nomi altisonanti e cavalli vincenti. I giovanissimo possono ancora aspettare. Ma i giovani dem non ci stanno e alzano la voce. Anche perché la produttività delle nuove generazioni del Partito Democratico si è fatta vedere e premiare durante l’ultima legislatura. Dunque perché non tentare la carta (vincente) dell’età per ribaltare l’attuale situazione e dare una speranza agli scoraggiati elettori del PD? Magari strizzando l’occhio ai giovani. Perché sono proprio questi ultimi (under 25) i più indecisi e i sicuri astenuti.

Colpa dei partiti, per i quali provano sfiducia e disillusione. E anche del fatto che la politica non incide più tanto nella vita reale. Sono questi i dati rilevati dall’ultimo Barometro Politico Demopolis. Che hanno segnalato anche un calo di partecipazione politica dei giovani del 16,5% rispetto a dieci anni fa.

Elezioni politiche 2018: la sfida dei giovani PD

Ecco a cosa hanno portato questi ultimi anni di politica. Sia nelle vecchie sia nelle nuove generazioni. Il non voto è uno spauracchio che tende sempre di più a concretizzarsi. E l’Italia che vota è spaccata in tre. E allora dal PD ci pensano i giovani ad alzare la voce e a chiedere un posto. Come riporta Affaritaliani.it, i Millennials dem sono rimasti delusi dalla direzione nazionale del partito. Delusi di non avere quella priorità che forse un tempo Renzi aveva loro promesso. “Crediamo sia decisivo dare un forte segnale di rinnovamento. Soprattutto nelle liste che il PD presenterà alla Camera. Al fine di proseguire nel percorso di cambiamento positivo portato avanti anche con lo spazio di rappresentanza dato ai giovani in direzione nazionale PD”. Più che una constatazione, quella della nuova generazione dem è un’esortazione a essere notati.

La produttività dei giovani eletti nella legislatura appena trascorsa è stata molto elevata. Sappiamo che il lavoro di parlamentare richiede serietà, preparazione, affidabilità, competenze, spirito di squadra e senso dello Stato”. Da qui la necessità di un “ricambio generazionale”, che permetta a quei giovani attualmente disinteressati e disillusi dalla politica di riavvicinarsi e riappassionarsi.

Elezioni politiche 2018: giovani PD esclusi da seggi e candidature?

Meglio puntare su cavalli (più o meno) vincenti o su nomi nuovi? Matteo Renzi ha fatto della rottamazione il suo ritornello ricorrente, facendo innamorare molti giovani che poi hanno deciso di intraprendere la carriera politiche nelle file del Partito Democratico. Oggi quella rottamazione è stata rottamata, se scusate il gioco di parole. E nelle liste e nelle candidature quel rinnovamento un tempo tanto auspicato non ci sarà. I giovani del PD alzano la voce e chiedono fortemente un posto di primo piano per portare avanti la causa dem.

Da segnalare la voce di Katia Tripodo, Segretario Metropolitano dei Giovani Democratici di Reggio Calabria. Le sue parole, riportate da La Riviera Online, vanno proprio nella direzione di cui sopra. “A Reggio Calabria c’è materiale umano di alto spesso e rilievo. Non servono persone che vengono da fuori regione, anche se ministri o sottosegretari. Come non servono persone che con il Partito Democratico non hanno mai avuto a che fare, né si sono mai visti. Diamo la disponibilità a dare una mano per contribuire al partito in cui crediamo”. Ma ai giovani dem chi ci crede?

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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