pubblicato: sabato, 27 Gen, 2018

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Elezioni politiche 2018: candidati Liberi e Uguali è caos liste

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Elezioni politiche 2018: candidati Liberi e Uguali è caos liste

Le liste con i nomi dei candidati di Liberi e Uguali verranno presentate domani mattina al teatro Santa Cecilia di Palermo. Tutto sarà tranne che un’occasione di festa. Per esempio, da più parti si riferisce del malumore sorto in seno a Possibile. “Se le liste sono queste, allora tanti saluti, ci rivediamo al 5 marzo”. Queste sarebbero le parole pronunciate da Pippo Civati secondo diversi quotidiani. Il problema che ha investito anche lo stesso Civati risiederebbe nella rigida applicazione della “Legge del Paracadute”.

Bisogna assicurare un posto “blindato” ai maggiori esponenti del partito: di un centinaio di parlamentari in seno all’asse Mdp-Si-Possibile, alla fine, massimo una trentina potrebbero essere confermati. Spostando le tessere del mosaico per garantire l’elezione ai leader, però, i vertici LeU sembrano aver scontentato un po’ tutti; tra l’altro, è evidente la scollatura che si sta venendo a creare tra candidato e “territorio”.

Un caso esemplare in questo senso il dirottamento proprio di Civati nella leghista, dunque “rischiosa”, Brescia. Nella sua Milano, infatti, si è fatto spazio a Laura Boldrini (in teoria dovrebbe candidarsi nelle Marche) che vuole sfidare a duello Salvini.

Elezioni politiche 2018: candidati Liberi e Uguali è caos liste

Casi simili dovrebbero essere quelli di Guglielmo Epifani verso la candidatura in Sicilia; dell’emiliano Claudio Grassi in Sardegna; della calabrese Celeste Costantino e del molisano Danilo Leva spostati in Abruzzo; della calabrese Anna Falcone candidata in Friuli. La lista potrebbe continuare a lungo.

“I territori sono in rivolta in tutto il Paese e le liste sono deboli, contrastate, escludenti; nonostante gli appelli si procede con l’imposizione di candidature estranee e non condivise dai territori; si esercitano irricevibili e sgradevoli veti su tantissimi deputati e senatori uscenti; si sta abusando ovunque dello strumento delle pluricandidature” la critica del deputato Michele Piras aiuta a fare il punto sul caos al momento imperante nel partito.

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