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pubblicato: venerdì, 2 febbraio, 2018

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Poste Italiane: buoni fruttiferi, rimborso anticipato o errato. Cosa fare

Poste Italiane: buoni fruttiferi postali, rimborso anticipato

Poste Italiane: buoni fruttiferi, rimborso anticipato o errato. Cosa fare.

Tra le domande frequenti relative ai buoni fruttiferi di Poste Italiane, spiccano quelle riguardanti il rimborso anticipato o errato. E su cosa bisogna fare in determinate condizioni. In merito a ciò, Poste Italiane risulta molto chiara nella sua guida sui Bfp, dando vita a una serie di situazioni possibili e associando a esse una risposta in merito. Ecco tutte le spiegazioni a riguardo.

Poste Italiane: rimborso anticipato Bfp, cosa si riceve?

Nel caso di rimborso anticipato di un buono fruttifero postale rispetto alla scadenza naturale, Poste Italiane spiega che il capitale viene rimborsato sempre al 100%; togliendo ovviamente gli oneri fiscali. Di contro, gli interessi non vengono corrisposti qualora il rimborso avvenga prima di un certo numero mesi dalla sottoscrizione. Il periodo ha durata variabile e dipende prevalentemente dal tipo di buono.

  • 2 mesi: Buoni Impresa;
  • 6 mesi: Buoni a 18 mesi;
  • 12 mesi: Buoni Ordinari; Buoni a 3 anni Fedeltà; A 3 anni; A 3 anni EXTRA; Buoni Renditalia; Buoni Europa; RisparmiNuovi; Buoni EreditàSicura;
  • 18 mesi: Buoni Indicizzati all’inflazione; Buoni indicizzati all’inflazione Extra; Indicizzati a Scadenza; Buoni dedicati ai minori; Buoni DiciottomesiPlus;
  • 24 mesi: Buoni Premia; Buoni a 2 anni Plus;
  • 36 mesi: Buoni 3,50; Buoni 3 anni Plus; Buoni Fedeltà;
  • 7 anni: Buoni 7insieme.

Infine, per quanto riguarda i Buoni 3×4, 3x4Fedeltà e 3x4RisparmiNuovi gli interessi maturati durante il primo triennio non verranno corrisposti prima di 3 anni dalla sottoscrizione; stesso discorso vale per gli interessi del secondo triennio, che saranno corrisposti solo dopo 6 anni dalla sottoscrizione, e così via.

Stesso meccanismo, ma ovviamente con una logica matematica differente, investe i Buoni 4×4, 4x4Fedeltà e 4x4RisparmiNuovi. Infatti, qui si va di quadriennio in quadriennio.

Poste Italiane, buoni fruttiferi: rimborso anticipato, perdite in conto capitale?

Se si acquista un buono fruttifero postale che si vorrebbe rimborsare in anticipo rispetto alla sua scadenza naturale, si potrebbero verificare perdite in conto capitale? Questa è un’altra delle frequently asked questions a cui Poste Italiane fornisce una risposta completa. Ribadendo peraltro come tutti i tipi di Bfp assicurano il rimborso del 100% del capitale sottoscritto. Questo fa sì che non vi sia la possibilità che “il valore di rimborso del Buono risulti inferiore al valore nominale del Buono stesso in qualunque momento venga richiesto il rimborso”.

A poter causare in alcune circostanze un valore di rimborso netto più basso rispetto al valore nominale sottoscritto, potrebbe essere l’applicazione dell’imposta di bollo. Inoltre Poste Italiane informa che in certi casi, nell’eventualità di rimborso anticipato, “non sarà addebitato l’importo pari alla porzione dell’imposta di bollo applicata che abbia determinato un valore netto di rimborso inferiore al capitale investito”.

Poste Italiane: Bfp dematerializzati, come funziona il rimborso anticipato

Nel caso di sottoscrizione di un Buono dematerializzato, è possibile rimborsare anticipatamente soltanto una parte del capitale, a patto che sia per multipli di 50,00 euro. Fanno eccezione i Buoni 7Insieme, i cui importi arrivano a 1.000 euro e multipli. E per quanto riguarda i Buoni Impresa? Da Poste Italiane spiegano che “possono essere rimborsati anticipatamente anche per una frazione del valore nominale del Buono sottoscritto purché sia per multipli di 50,00 euro; e solo per la parte di valore nominale eccedente il taglio minimo iniziale di 5.000,00 euro”.

Poste Italiane, Bfp: rimborso errato, cosa fare

Che succede nel momento in cui si sia chiesto il rimborso di un buono fruttifero postale emesso negli anni Ottanta, e si abbia ricevuto un importo inferiore rispetto a quanto indicato sul retro del Bfp medesimo? Sulla questione è intervenuta più volte la Legge e dunque esistono determinate risposte in merito. Brevemente, va detto che per i Buoni postali emessi tra il 1974 e il 1986, il rendimento deve essere quello indicato sul retro del Buono stesso. Almeno questo ha decretato la sentenza 6430/2016 emessa dalla IV Sez. Civ. del tribunale di Catania. E un’ulteriore conferma è arrivata da una sentenza del 19 maggio 2017 del Tribunale di Bologna.

Per i buoni fruttiferi post-1986, invece, è possibile ricevere interessi più bassi rispetto a quelli indicati sul retro del Buoni postali, perché in base a quanto riporta la normativa in merito, gli interessi sono variabili al ribasso. Ribadiamo: questo concetto vale solo per i Buoni emessi dopo il 1986. In quest’ultimo caso, dunque, non ci sarebbe nessun errore di calcolo, come invece ci sarebbe nei Buoni emessi dal 1974 al 1986, per i quali il rendimento resta quello vigente all’epoca della sottoscrizione del Buono.

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