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pubblicato: martedì, 20 febbraio, 2018

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Rinnovo contratto scuola: Fedeli ‘solo l’inizio’, cosa cambia

Rinnovo contratto scuola: per Fedeli è solo l'inizio

Rinnovo contratto scuola: Fedeli ‘solo l’inizio’, cosa cambia.

Ancora una volta il rinnovo contratto scuola è considerato solo l’inizio, un punto di svolta per i contratti futuri. Ma certamente una conquista dopo anni e anni di blocco contrattuale. Almeno così la pensa il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che ha espresso anche il proprio dispiacere per il dissenso di Gilda e Snals. Intanto i docenti si preparano a ricevere i primi aumenti di stipendio, non certo eclatanti, senza essere “puniti” dalle norme del nuovo contratto che “scadrà” il 31 dicembre 2018. I sindacati firmatari, infine, fanno il punto su quanto ottenuto lo scorso 9 febbraio.

Rinnovo contratto scuola: le parole della Fedeli

Al Videoforum di Repubblica, il ministro Fedeli si è soffermata sul rinnovo contratto scuola, respingendo con forze le accuse di aver prodotto una “mancetta elettorale” in vista delle prossime elezioni politiche. Piuttosto, “85 euro di rinnovo rappresentano una conquista”. Anche perché il rinnovo contrattuale era fermo da oltre 9 anni. “Per fare questo rinnovo abbiamo dovuto impiegare risorse in due leggi finanziarie”. La Fedeli rivendica l’impegno del suo governo sul comparto dell’istruzione e della ricerca, ma fa capire anche che non bisogna accontentarsi. “Non bisogna fermarsi adesso, è solo l’inizio”.

Il ministro della Pubblica Istruzione ha smentito anche a chi considera “poco dignitoso” il nuovo contratto, e in particolar modo l’aumento stipendio. Uno dei motivi per cui Gilda e Snals non hanno firmato. “Mi dispiace, ma gli altri sindacati maggiormente rappresentati hanno sottoscritto il nuovo contratto”. Infine un commento sul documento di autovalutazione interna delle scuole, che non può essere usato per sponsorizzare il proprio istituto mostrandolo all’esterno, e quindi alle famiglie.

Rinnovo contratto scuola: aumento stipendio e altri cambiamenti

Quello di cui si era temuto in un primo momento, alla fine non è avvenuto. E gli orari di lavoro resteranno tali, senza ore extra non retribuite. Gli aumenti stipendio ci saranno, ma non sono certamente oltre le aspettative. E qualcuno li considera anche “poco dignitosi”. Tuttavia l’importo non sarà inferiore rispetto a quanto sottoscritto nell’accordo del 30 novembre 2016. Si va da un minimo di 80 euro a un massimo di 110 euro per i docenti. I cambiamenti hanno investito anche il bonus produttività, che non sarà più elargito totalmente ai dirigenti scolastici, con il compito di distribuirlo agli insegnanti più meritevoli. La maggioranza di questo premio confluirà invece nell’aumento dello stipendio, mentre la minoranza farà parte del Fondo e sarà oggetto di contrattazione.

Mantenuto il bonus formazione, i sindacati sono rimasti soddisfatti per aver ritoccato la Legge 107. Ad esempio attraverso il ritocco sulla mobilità o il già citato lavoro sul bonus produttività per gli insegnanti. La FLC Cgil ha diffuso una scheda informativa per spiegare i punti cruciali del nuovo contratto. Tra questi non potevano mancare le relazioni sindacali, che si svolgeranno a livello nazionale, regionale e di singola scuola. Ma l’aspetto più importante resta quello informativo su molte materie che diventano oggetto di confronto e di contrattazione.

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