Elezioni politiche italiane 2018: consultazioni, le opzioni di Mattarella

Elezioni politiche italiane 2018: consultazioni, le opzioni di Mattarella.

I risultati delle elezioni politiche italiane 2018 sono sotto gli occhi di tutti. Il quadro è delineato, con due vincitori, chi per un motivo chi per un altro; ma di fatto, con nessun vincitore. Perché con questa legge elettorale, nessuno ha raggiunto i numeri sufficienti per formare un governo in autonomia. Spetterà così al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella scegliere tra le varie opzioni che si troverà davanti. Il compito non sarà certo facile; e i tempi potrebbero allungarsi ulteriormente, nell’ipotesi di un nuovo ritorno alle urne che potrebbe cadere a settembre nel caso quella maggioranza auspicata non si trovi. Una soluzione non ben vista da Bruxelles, ma neppure dal nostro Paese, visto che il prossimo autunno sarà già tempo di una nuova Legge di Bilancio.

Elezioni politiche italiane 2018: il dilemma di Sergio Mattarella

Mattarella non si è ancora espresso sulle elezioni politiche italiane. Forse potrebbe farlo tra un paio di giorni, in occasione della Festa della Donna. Un evento ufficiale nel quale un commento su quanto emerso dalle urne il 4 marzo sarà quasi obbligatorio. Ci si attendono parole di circostanza, ma soprattutto un richiamo alle responsabilità. L’Europa ha già fatto sapere che Mattarella saprà trovare la migliore soluzione per la costruzione di un governo affidabile. Ma tra gli “eletti”, Di Maio e Salvini hanno già invitato il Presidente “a guardare i numeri reali”, per dirla con il leader della Lega. E “a guidare questo momento con autorevolezza e sensibilità”, per dirla con il leader M5S.

Elezioni politiche italiane 2018: il calendario

L’agenda ora prevede un momento di fermo prima del 23 marzo, giorno nel quale si riuniranno le nuove Camere. Un momento di fermo apparente, visto che le forze politiche useranno questi giorni per trovare gli accordi e le soluzioni migliori finalizzate all’elezione dei nuovi presidenti di Camera e Senato. Seguirà poi la formazione dei gruppi parlamentari e quindi cominceranno le consultazioni. Obiettivo: capire quale e se una maggioranza sia possibile.

Si arriverà così a fine marzo. Entro il 25 marzo i parlamentari dovranno comunicare a quale gruppo voler appartenere. Entro il 27 marzo ci sarà l’elezione dei presidenti dei gruppi parlamentari stessi e dei rappresentanti nelle Commissioni permanenti. Poi ci sarà il weekend di Pasqua e si riprenderà con ogni probabilità subito dopo, a inizio aprile. Sarà in questo periodo che al Quirinale partiranno le consultazioni finalizzate alla formazione del nuovo Governo. Quindi la decisione finale di Mattarella. Governo traghettatore o nuovo Governo definitivo? Da qui la classica girandola istituzionale. L’accettazione da parte dell’incaricato, la lista dei ministri, il giuramento al Quirinale, il voto di fiducia.

Elezioni politiche italiane 2018: l’ipotesi di un ritorno alle urne

C’è anche un’altra ipotesi che allungherebbe ulteriormente i tempi. E che attualmente risulta abbastanza papabile visto che il gioco delle coalizioni risulta attualmente di difficile realizzazione. Starà alla diplomazia politica italiana creare le squadre, ma c’è attesa di vedere cosa faranno i protagonisti in campo. L’ipotesi di cui sopra, quindi, riguarda una nuova convocazione alle urne. Gli italiani sarebbero chiamati per due volte in un anno a votare. Con una nuova legge elettorale che impedisca quanto accaduto stavolta. Ma c’è l’incognita tempo. Un richiamo alle urne a ridosso dell’estate sembra una soluzione impraticabile. Possibile che si rimandi tutto a settembre. Ma per ora possiamo parlare solo di incognite e punti interrogativi. E non ci resta che seguire gli aggiornamenti e gli sviluppi della situazione.

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