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pubblicato: mercoledì, 7 marzo, 2018

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Consultazioni presidenziali 2018: quando iniziano e le date fondamentali

consultazioni presidenziali 2018

Consultazioni presidenziali 2018: quando iniziano e le date fondamentali

Le elezioni del 4 marzo si sono ormai svolte e ora, con i risultati alla mano, vediamo quali saranno le prossime “tappe” istituzionali. Innanzitutto, una volta insediato il nuovo Parlamento, le forze politiche dovranno accordarsi per eleggere i nuovi presidenti di Camera e Senato; a tale elezione, che è già prevista per il prossimo venerdì 23 marzo 2018, faranno poi seguito al Quirinale le consultazioni presidenziali.

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Consultazioni presidenziali 2018, come funzionano

L’articolo 92 della Costituzione recita: ” Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Sergio Mattarella sarà quindi presto chiamato in causa; poiché è proprio il capo dello Stato a dover incontrare, come di consueto, le forze politiche che sono riuscite ad ottenere rappresentanza all’interno del Parlamento. Ciò al fine di individuare e nominare la persona che potrà avere il sostegno di una maggioranza per la formazione del nuovo esecutivo.

Come anticipato però, è necessario che prima le Camere si insedino ed eleggano i propri presidenti; solo a quel punto, quando anche i gruppi parlamentari saranno formati, potranno iniziare le consultazioni con il Colle. Mattarella incontrerà infatti i capi dei gruppi parlamentari, i presidenti dei due rami del Parlamento e, eventualmente, anche altre personalità politiche.

Consultazioni presidenziali 2018, a cosa servono

Le consultazioni presidenziali hanno perciò un preciso scopo; servono al Presidente della Repubblica per rendersi conto della disponibilità o meno delle forze politiche nel costruire una maggioranza capace di tenere in piedi un esecutivo. Il Governo infatti, nel nostro ordinamento, è legato da un indissolubile rapporto di fiducia con il Parlamento; è quindi determinante l’individuazione di una figura che possa ricevere questa fiducia nel guidare la nuova squadra di palazzo Chigi.

Ci sono poi casi in cui il ruolo del Colle è più o meno semplificato; se le elezioni avessero indicato, come in passato, una forza politica – o una coalizione – predominante e con già una maggioranza stabile in Parlamento, allora le consultazioni diverrebbero più una formalità che altro. Se invece, come in questo caso, non esiste nessuna maggioranza, il Quirinale si assume un compito più impegnativo. E’ chiaro che a dargli un primo indizio su come agire sarà la formazione della maggioranza che eleggerà i presidenti delle Camere; questi, una volta saliti al Colle, saranno i primi ad essere ascoltati da Mattarella, che poi passerà a sentire i gruppi minoritari e, infine, i maggioritari. Al termine il Colle affiderà l’incarico alla personalità che verrà ritenuta in grado di ottenere la fiducia del Parlamento.

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