pubblicato: venerdì, 9 marzo, 2018

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Elezioni 2018: Governo Lega-Pd è possibile per tornare al voto

Elezioni 2018 Governo Lega-Pd è possibile per tornare al voto

Elezioni 2018: Governo Lega-Pd è possibile per tornare al voto

Siamo solo alle prime battute della fase post-voto ed è difficile pronosticare se e con quale soluzione sarà risolto il rebus per la formazione di un Governo. Il Movimento 5 Stelle ha fatto sapere di essere pronto al dialogo con tutti. Il centrodestra, con Salvini aspirante premier, ha spiegato di avere le idee chiare e di essere compatto. Più confusa la situazione e forse anche la linea in casa Partito Democratico.

Elezioni 2018, Giorgetti (Lega) ‘Governo per legge elettorale’

Il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti ha aperto ad un’ipotesi sinora non considerata. Una sorta di governo di scopo con il Partito Democratico per approvare una nuova legge elettorale. Cosi in una eventuale situazione di stallo, è il ragionamento di Giorgetti, si potrebbe ricercare un’intesa sull’asse centrodestra e PD.

Elezioni 2018, Mattarella e la “responsabilità”

Intanto oggi sono arrivate le prime parole del Presidente Mattarella. Nel discorso dedicato alle celebrazioni dell’otto marzo ha parlato della necessità di un “senso di responsabilità” da parte delle forze politiche. Starà dunque ai protagonisti politici individuare la formula più idonea. Il compito del Presidente della Repubblica è quello di facilitare il percorso per dare un Governo al Paese.

Elezioni 2018, il ruolo di Renzi

Nel PD e non solo molti si interrogano sul ruolo che intenderà giocare Renzi. Il primo passaggio è previsto in direzione lunedì prossimo. A relazionare sarà il vicesegretario Martina che molti vedono candidato naturale per la fase di reggenza. Di conseguenza si aprirà il confronto sull’elezione dei capigruppo. E l’avvio delle consultazioni. Renzi vorrà avere la certezza che il PD resti sulla linea da lui tracciata della ferma e fiera opposizione agli estremismi.

Elezioni 2018, chi detta la linea

La linea del Partito Democratico dovrà essere collegiale e quanto più condivisa possibile. In alternativa il rischio che si prospetta è la balcanizzazione del gruppo parlamentare. Una decisione non condivisa potrebbe non essere suffragata dai numeri, come è successo in passato tante volte. In conclusione dopo la chiusura netta di Orlando ad una intesa tra PD e Movimento 5 Stelle, la seconda strada passa per un accenno di intesa col centrodestra. C’è chi ipotizza che il PD potrebbe chiedere ad esempio di individuare un premier diverso da Salvini in modo da dare un profilo meno marcato all’eventuale governo. Ma si dovrà procedere per gradi. E aspettare che qualcuno faccia il primo passo.

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