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pubblicato: martedì, 3 aprile, 2018

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Interviste social: dialogo con i Radical Chic Boriosi

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Interviste social: dialogo con i Radical Chic Boriosi (speciale social network)

Continua lo speciale social network dedicato al meglio dei Social. Oggi, dialoghiamo con gli admin dei “Radical Chic Boriosi che si beffano dell’ignoranza altrui”. Pagina con un buon numero di followers e tra le più critiche in circolazione.

Qui, l’intervista con l’Imperatore di Feudaliesmo e Libertà

Interviste social: dialogo con i Radical Chic Boriosi che si beffano dell’ignoranza altrui

Come e quando nasce il progetto dei Radical Chic Boriosi che si beffano dell’Ignoranza altrui? (Per comodità, abbreviamo in RCB)

RCB. “Radical chic boriosi che si beffano dell’ignoranza altrui” nasce nei primi giorni del 2015, per iniziativa dell’admin soprannominato Denis. Ha tratto ispirazione dalla pagina “La via culturale”, ma inizialmente non aveva uno scopo preciso se non quello di sfruttare la viralità dei meme per trasmettere un messaggio politico, con lo scopo di dimostrare tutte le incongruenze della sinistra. A settembre di quell’anno si aggiunse l’altro admin, e all’inizio del 2016 un altro ancora.
Con il passare del tempo abbiamo cercato di virare sempre più verso la satira vera e propria, e sempre meno verso lo sfottò e la goliardia.

Chi e quanti siete a lavorare su RCB? Quando avete compreso che RCB avrebbe potuto avere un certo successo?

RCB. Siamo tre ragazzi dai 20 ai 24 anni, tutti studenti universitari di cui uno già laureato in filosofia. Gli altri due sono iscritti alle facoltà di giurisprudenza ed economia. Non posso poi non menzionare anche il moderatore “ufficiale” della pagina, che ci aiuta da sempre soprattutto nella gestione del gruppo privato affiliato ad essa. Nel corso del tempo altre persone hanno cercato di collaborare con noi, ma nessuno è poi rimasto in pianta stabile.

Durante il primo anno siamo riusciti a raggiungere circa uno o due migliaia di likes, e francamente mi sembrava già un gran bel risultato! Devo ammettere che non ho idea di come la pagina abbia fatto a crescere, districandosi tra altre molto simili che sono state create proprio durante quel 2015 segnato dagli attentati in Francia, dall’emergenza immigrazione e dall’emersione, un può ovunque nel mondo,  del cosiddetto fenomeno dell’alt right.

Tra le varie pagine di stampo satirico-politico, siete tra coloro che si espongono maggiormente. Siete tutti (voi admin) della stessa linea politica?

RCB. A dire il vero la linea della pagina è sempre stata apartitica; non abbiamo mai seguito questo o quel partito, e per questioni logistiche (ossia il ban del profilo dell’amministratore principale per un mese) non ci siamo esposti neanche durante le elezioni politiche 2018. Confermiamo di essere tutti e tre di schieramenti anche molto diversi fra di noi e di non avere, al momento, alcuna intenzione di intraprendere una carriera politica in senso stretto.
Per semplificare, uno degli admin si definisce socialista, un altro un disilluso nostalgico del fu Movimento Sociale, un altro ancora identitario.

Stando a molti sondaggi, la dicotomia sinistra-destra sembra essere superata, per la maggioranza degli italiani. Voi come la pensate?

RCB. Ci accodiamo a chi, molto più autorevole di noi, ha parlato di scontro tra “alto e basso”, pur riconoscendo un ruolo ancora ben marcato per lo meno nella società italiana ai tradizionali schieramenti politici, oggi messi in crisi anche dall’ascesa dell’apolitico (almeno a parole) Movimento 5 Stelle. Esiste in Italia, infatti, una buona fetta dell’elettorato che continua a votare questo o quel partito per “principio”, seppur in un tempo in cui le idee valgono sempre di meno in virtù della scarsa fiducia riservata nei confronti dei partiti tradizionali, ed in particolare di quelli del cosiddetto “centrosinistra”, che nei fatti hanno abbandonato le loro storiche istanze per accogliere quelle dell’establishment internazionale.

Cosa criticate maggiormente alla sinistra in Italia? Già il titolo della pagina sberleffa una categoria di persone che potrebbero rientrare nell’intellettualismo di sinistra, la celebre sinistra “da salotto”.

RCB. I “radical chic”, i “comunisti al caviale” (o col Rolex, per citare un famoso tormentone) et similia, sono espressioni che fotografano alla perfezione un fenomeno oramai noto a tutti. Come accennavo prima, la contrapposizione sociale che sta emergendo è quella tra “élite” e “popolo”, tra ciò che richiede l’organismo sovranazionale di turno e ciò che chiede invece il cittadino medio, tra chi predica bene (e razzola male) dall’alto della sua poltrona vellutata ed il lavoratore che tocca con mano i problemi ed il degrado quotidiano.
Credo che sia un problema che vada aldilà della politica, infatti per “radical chic” noi non intendiamo solo elettori di sinistra, ma cerchiamo di evidenziare il fenomeno trasversale sopra indicato di spaccatura netta tra il mondo della fantasia globalista e globalizzata, e quello del mondo reale, privo di prospettive, a cui sono lasciati gli effetti collaterali di suddetta fantasia. La sinistra italiana, poi, ha palesemente abbandonato la via della tutela dei diritti sociali per concentrarsi solo su quella dei diritti civili (specie se  “degli altri”, ossia tutti tranne gli italiani), consapevole del resto che i primi non appartengono quasi più all’imperio statale ma dipendono direttamente da sovrastrutture quali UE, FMI e WTO che sono quanto di più distante dal popolo si possa immaginare.

Allo stesso tempo, la destra italiana è sempre meno liberal-conservatrice è sempre più nazional-popolare, il che non fa altro che rosicchiare una buona fetta di elettorato ideologicamente “di sinistra”, fermo restando il ruolo incisivo in tal senso del movimento 5 stelle.

Vi hanno mai contattato o citato esponenti politici per via di un post particolarmente polemico?

RCB. A dire la verità in tre anni di attività nessun politico o personaggio famoso (anche solo sul web) ci ha mai contattato o citato direttamente in senso negativo. Di noi hanno parlato in alcuni articoli usciti anche su giornali di una certa importanza e molto del nostro materiale è stato condiviso anche da politici, giornalisti o opinionisti di un certo spessore, ma fortunatamente non abbiamo mai avuto problemi con nessuno. Forse perché una delle nostre regole principali (ce ne sono davvero poche, ma le rispettiamo fermamente) è “niente attacchi diretti a persone specifiche”. Non sono i singoli individui che ci interessano, ma le loro idee e le loro ipocrisie . Quando peschiamo qua e là commenti o post particolarmente deliranti, ad esempio, ci capita di pubblicarli sulla nostra pagina ma sempre previa censura di nomi e foto. I cosiddetti flame (polemiche “social” fatte con lo scopo di ottenere visibilità) non sono nel nostro stile, e non ci interessano.

Che progetti avete per il futuro?

RCB. Abbiamo tante idee, anche se poco entusiasmo a causa delle continue censure di Facebook: creare un blog o un sito, collaborare con giornali o siti importanti, organizzare eventi o raduni con i nostri “fan” e altro ancora che ci aiuti a crescere e ad affermarci. Abbiamo già aperto un account Twitter e uno Instagram il quale è già abbastanza seguito. Ma una cosa la sappiamo bene: la pagina, ed in particolare la community che si è formata, per quanto curata e amata resta un hobby, non un mestiere, né per ciò solo ci crediamo pronti a fare il salto di qualità personale.
La pagina esiste perché ci divertiamo nel divertire e al contempo nell’esprimere le nostre opinioni che sono condivise sempre da più persone, ma quando non avremo più idee chiuderemo i battenti piuttosto che prendere in giro i fan con contenuti scadenti.

Si ringraziano gli admin di RCB per l’intervista. Puoi seguire RCB su Facebook attraverso questo link.

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