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pubblicato: martedì, 22 maggio, 2018

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Paolo Savona chi è il Ministro dell’Economia indicato da M5S-Lega “una garanzia”

governo 2018

Paolo Savona chi è il Ministro dell’Economia indicato da M5S-Lega

22 maggio 2018 – Dopo la premiership indicata per Giuseppe Conte, il nome di Paolo Savona viene accostato al Ministero dell’Economia. A questo proposito pesa la sua opinione non proprio favorevole nei ocnfronti dell’Euro. Milano Finanza oggi fa notare che tuttavia la scelta non sarebbe così drammatica. “Se diventerà ministro dell’economia come è auspicabile, sarà sicuramente una figura non dipendente dalle forze politiche che si apprestano a formare il governo. Non prenderà certamente ordini, ma avendo scritto l’articolo 38 del piano collegato all’articolo 3 del trattato di Maastricht, sarà una garanzia per tutti.”

Inoltre secondo Savona occorre ridiscutere i parametri europei visto che in larga parte non sono stati rispettati. Non è corretto quindi far pesare sull’Italia e sui paesi deboli il peso di scelte non corrette. Su questo punto il pensiero politico è del tutto simile a quello di Salvini che da sempre è molto critico nei contronti dell’Europa.

Paolo Savona è “una garanzia” per tutti

21 maggio 2018 – Spunta un altro nome nel totopremier. Quello di Paolo Savona, che potrebbe essere stato scelto come “piano B” da Lega e Movimento 5 Stelle. Non per cattiveria, né tantomeno per spregio della figura. Il piano B diventa essenziale quando il piano A potrebbe corrispondere al nome di Giuseppe Conte, docente di diritto privato, avvocato; un tempo futuro neo-ministro della Pubblica Amministrazione e della deburocratizzazione; oggi possibile premier. Ma la sua inesperienza politica potrebbe essere determinante in senso contrario in un governo che si è chiamato da solo a sfide decisamente importanti, soprattutto sotto l’aspetto economico.

Allora ecco l’indiscrezione di Dagospia: Paolo Savona, ex funzionario della Banca d’Italia, già ministro nel governo Ciampi; un’importante esperienza politica e non solo. Forse anche un nome che potrebbe rassicurare Sergio Mattarella, ma solo sotto il profilo dell’esperienza. Pesa infatti il pensiero di Savona sulle politiche di austerità alla base dell’Ue. Nel frattempo, andiamo a conoscerlo più da vicino.

Paolo Savona: ecco chi è, formazione e carriera

Paolo Savona nasce a Cagliari il 6 ottobre del 1936. Sotto l’aspetto formativo frequenta la facoltà di Economia e Commercio all’Università di Cagliari, laureandosi con lode, per poi specializzarsi in Economia monetaria ed Econometria al MIT e Cambridge. Sotto il profilo professionale entra nella Banca d’Italia, diventando direttore del Servizio Studi. Svolge quindi l’attività di ricercatore presso la Sezione Studi Speciali del Board of Governors del Sistema della Federal Reserve a Washington. La sua carriera alla Banca d’Italia dura 13 anni: infatti, nel 1976 inizia la carriera di docente di Politica economica all’Università di Cagliari. Inoltre è tra i cofondatori della LUISS.

Accanto all’esperienza universitaria, Savona arricchisce il suo curriculum professionale, diventando Direttore Generale di Confindustria sotto la presidenza di Guido Carli e conservando questo ruolo fino al 1980. In quest’anno diventa Presidente del Credito Industriale Sardo, carica che ricoprirà fino al 1989. Poi diventa Direttore Generale e AD della Banca Nazionale del Lavoro per il biennio successivo. Per tutti gli anni Novanta, ricopre il ruolo di Presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

È stato anche membro dei CdA di TIM Italia e RCS Media Group. Oltre che membro del Comitato OCSE per la standardizzazione delle statistiche finanziarie; del BIS Standing Committee on Eurodollars; infine ha svolto il ruolo di Consigliere Scientifico per l’Associazione Guido Carli fino al suo scoglimento (2012), nonché presidente di Assonebb dal 2006 al 2014. Concludendo, presiede la Fondazione Ugo La Malfa, è vice presidente vicario di Aspen Institute Italia, ed è presidente del CdA di Euklid ltd.

Paolo Savona. La carriera politica e il pensiero economico

La sua esperienza politica si accende nel biennio 1993-1994, sotto il governo Ciampi, quando ricopre il ruolo di ministro dell’Industria, Commercio e Artigianato. Si rinnova quindi nel 2005-2006, sotto il terzo Governo Berlusconi, dove presiede il Dipartimento per le Politiche Comunitarie, nonché coordina il Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona; poi responsabile del Piano Italiano per la Crescita e l’Occupazione (2005). Coautore del primo modello econometrico dell’economia italiana M1BI, è autore di numerose pubblicazioni che hanno come oggetto di ricerca il sistema monetario internazionale, i tassi d’interesse relativamente alle scelte di investimento, i contratti derivati e le loro conseguenze.

In merito all’Unione europea, considera quella del mercato comune un’idea valida. Sul fronte monetario, però, critica “la mancanza di uno Stato”. Già ai tempi della firma del Trattato Europeo (1992) affermò la propria contrarietà sui parametri di Maastricht, da lui considerati privi di base scientifica; ma soprattutto caratterizzati da paletti troppo rigidi per un’economia “flessibile”. Di seguito il suo pensiero sulle conseguenze di una possibile uscita dall’Euro.

Ha all’attivo collaborazioni editoriali con Formiche.net, dove ha recentemente parlato di criptovalute, oltre che con Il Foglio e Scenari Economici.

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