pubblicato: venerdì, 26 Ott, 2018

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Carlo Cottarelli: partito politico, come la pensa su economia e lavoro

carlo cottarelli

Carlo Cottarelli: partito politico, come la pensa su economia e lavoro.

Partito politico Cottarelli e pensiero economico


Carlo Cottarelli, economista ha lavorato alla Banca d’Italia, all’Eni e al FMI prima di essere chiamato dal governo Letta e poi rispedito dal governo Renzi al FMI per poi arrivare a dirigere l’Osservatorio sui Conti pubblici italiani. Alle ultime elezioni ha affermato di non sapere per chi votare. E’ stato a un passo dall’essere lui il nuovo premier. Andiamo a scoprire il suo pensiero politico ed economico.

Carlo Cottarelli: come la pensa sull’economia

Nel suo ultimo libri intitolato “I sette peccati capitali dell’economia italiana” Cottarelli mette alla berlina sette chiavi di volta per comprendere meglio perché il Paese non cresce. La tregua stabilita dalla politica espansiva della Bce è solo temporanea e l’Italia non può permettersi di alzare il debito. E su questo ci mise un punto anche Cottarelli, quando dopo il voto e vista l’incertezza politica disse che avrebbe accettato una chiamata dal Colle ma non per aumentare il debito.

7 fattori chiave, si diceva. Innanzitutto, l’evasione fiscale (soprattutto sull’Iva) e la corruzione; su quest’ultimo punto le classifiche parlano chiaro, visto che guardiamo da dietro i Paesi più avanzati. Ovviamente la corruzione risulta essere un problema non solo dal punto di vista morale e “culturale”, là dove serpeggia un altro tipo di crisi; ma anche economico perché influenza lo stato di salute dei conti pubblici.

La macchina lenta della burocrazia e della giustizia sono altri due freni importanti per l’economia del Paese. Quando Cottarelli fu chiamato a occuparsi della spending review, alla fine rivelò che aveva trovato poca collaborazione dai partiti politici; ma anche una forte resistenza da parte della burocrazia, considerata un sistema chiuso. Il crollo demografico e il divario tra Nord e Sud restano due temi da approfondire dal punto di vista sociale e che ovviamente non fanno bene all’economia del Paese. Infine, il rapporto con l’euro e con l’Europa, capro espiatorio di tutti i mali.

Carlo Cottarelli: come la pensa su lavoro e pensioni

Visto lo scenario, non possono esserci spazio di manovra per flat tax, controriforma delle pensioni e reddito di cittadinanza. Troppe le risorse necessarie, troppo poche quelle a disposizione. A gennaio del 2018, Cottarelli alla trasmissione di La7 Omnibus commentò quanto stava accadendo in quel momento tra Berlusconi e Salvini, con le tensioni generate dalla possibilità di mantenere o abolire la Legge Fornero.

“Il problema fondamentale resta l’aumento dell’età pensionabile rispetto all’aspettativa di vita, ma c’era già prima della Legge Fornero”, disse in quell’occasione. “Con la Legge Fornero noi riusciamo al meglio a stabilizzare la spesa pensionistica rispetto al Pil nei prossimi decenni”. Quindi, in generale, “non c’è molto spazio di manovra” sul fronte pensioni.

In un’intervista del 2015 a Repubblica egli si definì ottimista per le riforme fatte da quella legislatura, e tra queste ci mise anche il Jobs Act. Sì, proprio quella misura che M5S e Lega volevano eliminare. Ma tra gli obiettivi c’è una politica fiscale che guardi alla crescita, con un “Def realistico” che includa tutte le informazioni necessarie e le previsioni di spesa.

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