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pubblicato: martedì, 29 maggio, 2018

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Poste Italiane: buoni fruttiferi prescritti, come sbloccare il pagamento

Poste Italiane: buoni fruttiferi prescritti, rimborso possibile?

Poste Italiane: buoni fruttiferi prescritti, come sbloccare il pagamento.

Chi è interessato ai buoni fruttiferi di Poste Italiane può trovare tutte le risposte sul sito del Gruppo e della Cassa Depositi e Prestiti. O anche richiederle negli uffici locali di Poste Italiane. Tuttavia è necessario fare chiarezza su alcuni aspetti legati ai buoni fruttiferi, che a una prima lettura potrebbero risultare controversi. Ad esempio, i buoni fruttiferi possono cadere in prescrizione? E in caso, è possibile richiederne il rimborso? Se no, come sbloccare il pagamento? Andiamo a fornire tutte le informazioni utili del caso.

Poste Italiane: i buoni fruttiferi possono cadere in prescrizione?

Rispondiamo prima alla domanda sulla possibile prescrizione dei buoni fruttiferi. Consultando la guida di Cassa Depositi e Prestiti si legge che i buoni fruttiferi postali rappresentati da documenti cartacei nominati si prescrivono a favore dell’Emittente trascorsi 10 anni dalla scadenza del titolo. La precisazione importante è che “la prescrizione del titolo fa venir meno il diritto al rimborso sia del capitale investito, sia degli interessi maturati”. Inoltre, seguendo la normativa sui depositi dormienti, “l’importo dovuto ai beneficiari dei BFP cartacei emessi dopo il 14 aprile 2001, trascorsi 10 anni dalla data di scadenza, è versato al Fondo istituito presso il MEF”. Dopo il suddetto versamento, il diritto al rimborso non è più possibile.

Differente il discorso relativo ai buoni fruttiferi dematerializzati; questi ultimi, infatti, non possono cadere in prescrizione perché vengono rimborsati alla scadenza. L’importo complessivo viene quindi accreditato in maniera automatica sul conto di regolamento dell’intestatario.

Buoni fruttiferi smarriti: come richiedere il rimborso.

Poste Italiane: buoni fruttiferi prescritti, rimborso possibile?

A chi chiede se sia possibile rimborsare un buono prescritto, la CDP risponde chiaramente che non è possibile. “Con la trasformazione della CDP in società per azioni i BFP emessi fino al 13/04/2001, inclusi i Buoni a termine emessi nel periodo 1986-88, sono stati trasferiti al Ministero dell’Economia e delle Finanze; equiparati a tutti gli effetti ai titoli del debito pubblico. E pertanto disciplinati dalle medesime norme”. Quindi c’è un riferimento al comunicato stampa n. 260 del 30 dicembre 2013 diffuso dal MEF. Qui si legge quanto segue.

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze sono pervenute nei giorni scorsi numerose segnalazioni di notizie diffuse a mezzo stampa e direttamente da soggetti associativi in merito a procedure di transazione o di mediazione per il rimborso di titoli di Stato e buoni postali fruttiferi di vecchia emissione e ormai prescritti. Tali notizie sono infondate e pertanto fuorvianti.

Quindi il MEF ha proseguito chiarendo che non è mai stata avviata procedura di transazione o mediazione con soggetti intermediari per il rimborso dei titoli di Stato o dei buoni fruttiferi prescritti. Poi la precisazione che “la prescrizione per tali titoli decorre dalla data di scadenza/rimborsabilità e non dal giorno del loro ritrovamento. E che in nessun caso essi possono maturare interessi o rivalutazioni monetarie dopo la data prevista per il loro rimborso”. Infine, “gli unici titoli che prevedono una rivalutazione del capitale sono quelli indicizzati all’inflazione, e comunque solo fino alla data di scadenza e non oltre”.

Poste Italiane: buoni fruttiferi prescritti, quando il rimborso è possibile

C’è però un caso in cui è possibile richiedere il rimborso dei buoni fruttiferi postali caduti in prescrizione. È un caso controverso e non riguarda tutti i consumatori. Come ha riportato a Due di Denari su Radio 24 Alessandro Pedone, responsabile del reparto di tutela per il risparmio di Aduc, ci sono alcuni cittadini che si sono visti rifiutare il rimborso dei buoni. In particolare si tratta dei buoni della serie da AA1 ad AA5 emessa dal 28 dicembre 2000 con una sola scadenza, anziché 2. Infatti, sul retro di questo tipo di buoni andava apposta una etichetta con timbro contenete l’aggiornamento delle condizioni; e quindi con il termine della prescrizione dei buoni stessi. Una etichetta che andava apposta al momento della sottoscrizione.

Pedone ha quindi informato che Poste Italiane dovrà pagare in base alle condizioni scritte sul retro. Se su questi buoni non è stato applicato nulla sul retro e se non sono stati consegnati al cliente dei fogli informativi, previo prove dimostrative, allora si può chiedere il rimborso. L’Aduc suggerisce infatti di rivolgersi all’Arbitro Bancario e Finanziario, in quanto si tratta di una procedura più economica e rapida. A questo punto, sollecitate dall’Arbitro, le Poste dovrebbero pagare al cliente la somma spettante.

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