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pubblicato: mercoledì, 6 giugno, 2018

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Pensioni ultime notizie | Quota 100 e Quota 41 | A chi convengono e perché

Pensioni ultime notizie: Quota 100 e 41, a chi convengono?

Pensioni ultime notizie | Quota 100 e Quota 41 | A chi convengono e perché.

Le ultime notizie sulle pensioni ci parlano di un governo Conte molto attivo su questo capitolo. Nel contratto di governo la voce dedicata al tema previdenziale è abbastanza breve, ma ribadisce 4 temi ripetuti fino all’infinito e su quella strada proseguirà. Introduzione di Quota 100 e Quota 41, proroga Opzione Donna, separazione tra assistenza e previdenza. In una parola, guardando soprattutto alle prime due soluzioni, stop alla Legge Fornero, bersagliata soprattutto dalla Lega negli ultimi anni. Ma andando a guardare da vicino Quota 100 e Quota 41, a chi conviene davvero e per quale motivo?

Pensioni ultime notizie: occhi puntati su Alberto Brambilla

Il commento di Giuliano Cazzola sul nuovo governo Conte non è dei più ottimisti. In un articolo sul Sussidiario, il politico e scrittore bolognese punta l’attenzione sull’uomo dell’economia e delle risorse del nuovo esecutivo; colui che “si è attribuito il merito delle proposte” formulate in via prioritaria dagli esponenti del nuovo governo. Infatti, secondo Cazzola, “diversamente da tanti apprendisti stregoni che pontificano soluzioni strampalate (questa maggioranza ne ha in esubero), Brambilla è un esperto che dà la linea. E può vantare di aver seguito per conto del governo provvedimenti importanti; di aver presieduto il Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, fino al suo scioglimento; e di pubblicare un rapporto molto ricco di dati e informazioni sul complesso delle istituzioni di protezione sociale”.

Nonostante questo, commenta Cazzola, ovviamente non si potrà essere sempre d’accordo con lui. Ma all’interno dell’esecutivo che oggi mercoledì giugno 2018 otterrà la fiducia alla Camera dopo quella avuta al Senato, lo rendono una figura da rispettare. Non è, insomma, un ciarlatano che si limita a elogiare il contratto di governo e il nuovo esecutivo.

Pensioni ultime notizie: Quota 100 e Quota 41, a chi conviene

A proposito di coperture finanziarie, che è un nodo assolutamente da scogliere, le cifre che effettivamente risultano necessario per attuare le soluzioni promesse vanno sopra ai 5 miliardi indicati. Quei 5 miliardi, sostanzialmente, rappresentano solo una stima. Su Repubblica, Brambilla ribadisce l’idea di “mandare in pensione chi ha almeno 64 anni con 36 di contributi. Oppure 41 anni e mezzo di contributi indipendentemente, dall’età e non più di 2-3 anni di contributi figurativi”. Consentire l’uscita a 64 anni permetterebbe così di eliminare lo scaglione dei 67 anni che partirebbe dal 2019 come imposto dalla Legge del 2011. Tuttavia, “guai a pensare che con Quota 100 risolviamo ogni problema”.

Già da queste affermazioni si vengono a sapere alcuni dettagli in più. Innanzitutto Quota 100 non sarà la somma di due meri numeri scelti a caso; ma ci sarà una soglia minima prima della quale non si potrà uscire. Questa soglia (anagrafica) è 64 anni. Vien da sé che di conseguenza c’è anche una soglia contributiva (36 anni). Il secondo aspetto è che Quota 41 dovremmo cominciare a chiamarla in realtà Quota 41 ½.

Il commento di Cazzola a riguardo risulta piuttosto chiaro. “I criteri sono molto rigidi”. Ricordando che con le quote istituite nel 2007 erano possibili due combinazioni per arrivare a quota 100. E in generale, “sembra essere più conveniente l’utilizzo dell’Ape sociale o volontaria, sia per quanto riguarda l’età, sia per il requisito contributivo”. Un altro aspetto da considerare: dal 2019 non è ancora previsto nessun finanziamento per l’Ape. E quindi non potrà esserci un trasferimento di fondi già pronti per finanziare le Quote.

“È chiaro che i nuovi requisiti sarebbero difficilmente raggiungibili dalle lavoratrici e, in futuro, dai giovani”, conclude Cazzola. Il rischio grosso è che si vada a tutelare la classe dei baby boomers, penalizzando le nuove generazioni. Tuttavia, la chiosa è di buon auspicio “Brambilla non è un demagogo. Se approderà al Lavoro sarà quanto di meglio questa nuova classe dirigente è in grado di esprimere in questo settore”.

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