pubblicato: venerdì, 15 giugno, 2018

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Assemblea generale Onu, Israele condannato per Gaza: “Popolazione va protetta”

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Assemblea generale Onu, Israele condannato per Gaza: “Popolazione va protetta”

L’Assemblea Generale Onu ha condannato Israele, riconoscendo di fatto le responsabilità dello stato mediorientale nell’uccisione di centinaia di civili palestinesi in protesta lungo la striscia di Gaza negli ultimi due mesi. 120 i paesi membri che hanno votato sì alla risoluzione a favore dell’accusa nei confronti delle autorità di Gerusalemme. Tra gli 8 contrari, oltre ad Israele e Stati Uniti (che hanno commentato molto duramente la decisione); Australia; Isole Marshall; Micronesia; Nauru; Isole Salomone e Togo. 45 gli astenuti. Passa dunque la linea alla base del provvedimento sollecitato da Turchia ed Algeria, secondo cui Israele ha fatto un “uso eccessivo della forza” nella gestione delle proteste scoppiate in occasione della Marcia del Ritorno a metà marzo.

Assemblea generale Onu: i precedenti

Non è la prima volta che Israele viene condannata dall’Onu; si contano infatti oltre 600 risoluzioni a sfavore dello stato mediorientale dal ’48 ad oggi. Tra queste, decine riguardano proprio la condotta nei confronti dei palestinesi. L’ultima in questione parla esplicitamente di “uso eccessivo della forza” di Israele riguardo alle proteste lungo la striscia di Gaza, a cui si è risposto con cecchini e lanci di gas tossico. Bilancio catastrofico: 200 morti e migliaia di feriti (ma le cifre divergono a seconda delle fonti). Le manifestazioni della Marcia del Ritorno, iniziate il 30 marzo e conclusesi a metà maggio, sono servite a chiedere appunto il ritorno dei profughi palestinesi tutt’oggi ‘bloccati’ all’interno dei confini dello stato di Israele, inglobando inoltre, il 14 maggio scorso, quelle contro la decisione degli Usa di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele.

Assemblea generale Onu: il percorso verso la condanna di Israele

Già il 18 maggio, in realtà, il Consiglio dei diritti Umani delle Nazioni Unite aveva lanciato chiari segnali, dando l’ok all’istituzione di una commissione internazionale di inchiesta sulle violenze di Gaza. A inizio giugno poi la questione era stata portata all’interno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu da parte del Kuwait. Il veto Usa aveva però fatto cadere la risoluzione. Non così invece nell’ambito dell’Assemblea generale Onu di tre giorni fa, che ha di fatto riconosciuto la condotta violenta di Israele. A riguardo, gli Stati Uniti hanno presentato, senza successo, un emendamento in cui si chiedeva la condanna in parallelo di Hamas per il lancio di missili ad Israele. La proposta infatti non ha raggiunto la maggioranza dei due terzi dei votanti: 62 sì, tra cui quello dell’Italia, a 58 no.

Un voto che però probabilmente non avrà nessun effetto. Questo perché le risoluzioni dell’Assemblea Onu, a differenza di quelle del Consiglio di Sicurezza, non sono vincolanti. Israele quindi ha tutto il diritto di ignorare la decisione delle Nazioni Unite.

Assemblea generale Onu: i punti cruciali della risoluzione

Un’eccessiva, inopportuna e indiscriminata forza” è stato utilizzata nei confronti degli abitanti di Gaza. Questo il punto cruciale della risoluzione, intitolata da Algeria e Turchia (i due membri Onu proponenti) Protezione della popolazione civile palestinese. Al suo interno, oltre alla condanna esplicita della condotta di Israele durante le proteste lungo la striscia di Gaza, è stata chiesta anche l’organizzazione di un meccanismo internazionale di protezione degli stessi cittadini palestinesi.

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