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Tfr e Tfs: liquidazione pubblici e privati in caso di morte. L’importo

Tfr e Tfs: liquidazione agli eredi dei dipendenti decedeuti

Tfr e Tfs: liquidazione pubblici e privati in caso di morte. L’importo.

Il Tfr e il Tfs devono essere liquidati ai superstiti dei dipendenti pubblici e privati in caso di decesso di questi ultimi. Infatti, agli eredi spetta il patrimonio dei beni mobili e immobili ma anche i crediti ancora in corso nei confronti di terzi. E in caso di Tfr e Tfs, non importa se ormai sia passato del tempo e il datore di lavoro non abbia ancora corrisposto quanto dovuto. Il trattamento di fine rapporto e di fine servizio, infatti, cade in prescrizione solo 5 anni dopo il termine del rapporto di lavoro.

Tfs e IPS ai superstiti del dipendente: cosa dice l’Inps

Come scrive l’Inps sul suo portale, i superstiti dei dipendenti pubblici ricevono il Tfs, vale a dire la Buonuscita, oltre all’Indennità Premio Servizio (IPS). Quest’ultima deve essere versata al coniuge superstite del dipendente; l’ordine degli aventi diritto segue poi la seguente scaletta. Organi, genitori, fratelli e sorelli a carico del dipendente; eredi testamentari ed eredi legittimi. L’ordine è così rispettato anche per la buonuscita, per cui il coniuge superstite e i figli orfani hanno tuttavia pari diritti.

Inoltre, “nel caso di decesso dopo il collocamento a riposo, la somma maturata a titolo di indennità di Tfs entra a far parte dell’asse ereditario come ogni altro bene. E deve essere corrisposta agli eredi legittimi e/o testamentari secondo le norme che regolano la successione”. L’Istituto ricorda infine che il Trattamento di fine servizio non è richiedibile. E viene liquidato d’ufficio senza bisogno di domanda. Quest’ultima potrà essere inoltrata al datore di lavoro solo se quest’ultimo non corrisponda quanto dovuto. Il legittimo erede a cui dovrà essere versato il Tfs dovrà quindi inviare un sollecito per mezzo posta raccomandata A/R.

Trattamento di fine rapporto su NoiPa: calcolo e importo online, come controllare sul portale.

Tfr e ISP ai superstiti del dipendente: come funziona

Al decesso del dipendente, il datore di lavoro sarà chiamato a corrispondere agli eredi quanto dovuto. Vale a dire: la retribuzione dell’ultimo periodo, l’indennità sostitutiva del preavviso; nonché il Trattamento di fine rapporto.

Come ricorda La Legge per Tutti, il Tfr e l’ISP “spettano agli eredi anche se hanno rifiutato l’eredità o se l’hanno accettata con beneficio di inventario”. Per ciò che concerne gli altri compensi, come ad esempio la retribuzione dell’ultimo periodo o i permessi e le ferie non godute, questi vengono assegnati in base alla successione.

Qualora l’obbligo del datore di lavoro non venga rispettato, i superstiti del dipendente dovranno sollecitare il pagamento di quanto dovuto tramite domanda da presentare per mezzo posta raccomandata con ricevuta di ritorno. I legittimi eredi a cui spetta il Tfr dovranno comunque presentare apposita documentazione per dimostrare di avere diritto al trattamento. I documenti da presentare al datore di lavoro sono i seguenti.

  • Certificato di morte del dipendente.
  • Stato di famiglia.
  • Atto notorio attestante lo stato di convivenza di parenti e affini.
  • Copia del testamento, con eventuale atto notorio per la successione legittima.

Si ricorda che ai superstiti del lavoratore spettano anche la retribuzione relativa all’ultimo periodo, le varie indennità non corrisposte, e il compenso relativo alle ferie e ai permessi non goduti.

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ultima modifica: giovedì, 5 Luglio 2018