pubblicato: martedì, 25 Set, 2018

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Carlo Cottarelli contro il Governo: cosa si rischia per l’economista

Carlo Cottarelli e la manovra 2018

Carlo Cottarelli contro il Governo: cosa si rischia per l’economista

L’ex papabile premier tecnico, Carlo Cottarelli, torna sulla scena dopo le ultime dichiarazioni riguardante il tema del momento: il documento di economia e finanza. Più in generale, la manovra economica del 2018 marca un punto d’inflessione, nel quale gli stessi partiti di governo – Lega e M5S – presentano visioni non proprio conciliatrici.

Ecco la manovra 2018: quali sono i punti principali

Come si arriva alla manovra

La necessità di introdurre sia flat tax che reddito di cittadinanza – seppur in una forma ancora embrionale – ha allarmato vari economisti e lo stesso Ministro dell’Economia, Giovanni Tria. È storia conosciuta che Tria si sia opposto a uno sforamento del vincolo del 3% e che pertanto le misure espansive proposte dall’esecutivo non possano eccedere oltre quel limite. La risposta di Di Maio è stata tagliente, dicendo che un buon Ministro trova i soldi per le riforme. Poi, l’ormai celebre nota audio di Rocco Casalino e la volontà di far fuori i tecnici del MEF in caso di mancata quadratura del cerchio.

Cosa si rischia secondo Carlo Cottarelli

Non solo Tria ha sollevato dei dubbi su efficacia ed efficienza della manovra – che potrebbe far schizzare lo spread e pertanto gli interessi sui titoli di Stato -. Anche Cottarelli salito alla ribalta per essere il nome di Mattarella per portare avanti un governo tecnico (prima dell’accordo in extremis tra Lega e M5S) – ha detto la sua sulla manovra economica. Per il noto economista, per far crescere l’economia servono sì riforme, ma anche tagli alla spesa pubblica.

Per Cottarelli, ci vogliono riforme strutturali, ma “la scappatoia più facile è aumentare la spesa o tagliare le tasse: convince di più la gente e si vende meglio. Le riforme strutturali sono molto più difficili e ci vuole tempo”. Come già sostenuto da altri economisti, anche Carlo Cottarelli non vede di buon occhio questo aumento del deficit. Nonostante non sia contrario a priori al sostenimento dell’economia da parte dello Stato attraverso un incremento della spesa pubblica,  “in Italia sarebbe controproducente: un deficit alto preoccuperebbe i mercati”.

La ricetta Cottarelli: meno burocrazia e più investimenti privati

Secondo Carlo Cottarelli, oltre a incentivare l’investimento dei privati, c’è bisogno di snellire la burocrazia;

“c’è bisogno di un taglio netto alla burocrazia che ha costi enormi per le imprese: le nostre Pmi spendono 30 miliardi di euro l’anno solo per compilare moduli. E poi rendere la giustizia civile più veloce. Abbassare le tasse, però finanziandole in modo permanente con risparmi sul lato della spesa. Tutto questo cose renderebbe l’Italia più competitiva e non costa niente allo Stato.” 

Cottarelli ha sottolineato che i tagli non dovrebbero mai incidere sulla già esigua spesa per l’istruzione e la ricerca.

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