09/01/2019

Brexit, ultime notizie: May perde nuovo voto in Parlamento

Brexit, ultime notizie: May perde nuovo voto in Parlamento
Brexit, ultime notizie: May perde nuovo voto in Parlamento

A pochi giorni dal voto alla Camera dei Comuni relativo alla bozza di accordo sulla Brexit negoziata con la Ue, nuovo passo falso per la premier inglese Theresa May. L’inquilina del 10 di Downing Street ha infatti perso un voto parlamentare su un emendamento relativo alla legge di bilancio. Il testo approvato impedisce all’esecutivo aumenti di tasse, così come altre manovre finanziarie d’emergenza, in caso di un no deal non espressamente sancito dal Parlamento.

L’esito del voto sancisce dunque l’opposizione della Camera dei Comuni ad un’uscita senza accordo dall’Unione Europea. Il governo May aveva ribadito ripetutamente nelle scorse settimane la minaccia del caos che sarebbe seguito ad un eventuale no deal. Ciò al fine di scongiurare un esito negativo della votazione sul piano Barnier. Ma l’ultimo voto parlamentare ha dimostrato come anche in caso di mancato accordo, i margini di manovra per May potrebbero essere molto limitati.

Brexit, ultime notizie: verso il voto del 15 gennaio

La sconfitta del governo non mette in difficoltà May per il tema in sè. Piuttosto, poiché descrive in maniera chiara i rapporti di forza interni al Parlamento in vista della conta più importante. Ovvero quella sul piano per la Brexit, che sembra non avere i voti necessari per la sua approvazione. Il piano approderà in Parlamento il prossimo martedì 15 gennaio, dopo il rinvio di un mese rispetto alla data fissata precedentemente. Lo slittamento era finalizzato a costruire una maggioranza favorevole al piano. Questa al momento è però ancora assente.

È improbabile che la May trovi i voti necessari all’interno dei “ribelli” presenti nel suo partito. A risultare decisivi per la sconfitta nella votazione, sono stati infatti i 20 parlamentari ribattezzati “hard-brexiteers“, fronda interna ai Tories. Questi sono contrari ad ogni accordo con la UE all’insegna della mediazione, e disposti a procedere anche verso una uscita senza intesa con Bruxelles.

Uno scenario che la maggioranza dei Tories non vede però assolutamente di buon occhio. Negli scorsi giorni più di 200 parlamentari hanno scritto a May una lettera. Nel testo si chiede alla premier di evitare ogni possibilità di un mancato accordo con Bruxelles. Appartenenti sia al campo del Leave che a quello del Remain, i firmatari hanno però ricevuto subito la risposta piccata dell’ex ministro degli esteri britannico Boris Johnson. Questi ha ribadito la sua posizione apertamente favorevole all’opzione del no deal, descrivendola la più vicina al voto popolare sulla Brexit del giugno 2016.

Inoltre, preoccupante per la May è aver constatato che se i conservatori “ribelli” rimarranno sulle loro posizioni, anche la precedente maggioranza sarebbe insufficiente per approvare il piano. Un eventuale, tuttora difficile, accordo con il partito del DUP potrebbe dunque non bastare per ottenere la maggioranza. I dieci parlamentari nordirlandesi rimangono attualmente fortemente negativi sull’accordo Brexit, in particolare rispetto alle regolazioni sulla frontiera tra Eire e Nord Irlanda.

Brexit, ultime notizie: i possibili scenari

Il viceministro per la Brexit Martin Callanan ha smentito le indiscrezioni per le quali il voto potesse essere ulteriormente rinviato. Callanan ha inoltre affermato che non ci sarà alcuna richiesta di rinviare la data dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Questa è prevista il prossimo 29 marzo. Stando così le cose, la possibilità di una bocciatura del piano sembra sempre più probabile.

Ne potrebbe derivare tutta una serie di conseguenze di politica interna ed esterna. Queste potrebbero a loro volta anche tradursi nell’indizione di nuove elezioni. Le mosse interne al campo conservatore potrebbero infatti  fare presagire il tentativo di effettuare un ribaltone nella guida del partito.

Ad approfittare dello scontro interno ai Tories sarebbero molto probabilmente a quel punto i Laburisti di Jeremy Corbyn. Forti del sentimento dell’opinione pubblica britannica sulla Brexit, che pare oggi orientata in maggioranza verso il Remain dopo due anni e mezzo di discussione inefficace sull’uscita del Regno Unito dall’Unione.

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