Tragedia di Superga: superstiti, ricostruzione e cosa successe

Pubblicato il 3 Maggio 2019 alle 19:04 Autore: Giuseppe Spadaro

Tragedia di Superga: il 4 maggio 1949 si schiantò l’aereo con a bordo il Grande Toro, una delle più grandi squadre italiane di tutti i tempi.

Tragedia di Superga superstiti, ricostruzione e cosa successe
Tragedia di Superga: superstiti, ricostruzione e cosa successe

70 anni dopo possiamo certamente affermare che siamo davanti ad un’altra Italia e ad un calcio che è molto cambiato, sebbene certi incidenti ancora oggi continuino a mietere vittime, come è successo recentemente a Emiliano Sala. Ma la tragedia di Superga ed il ricordo per molti tramandato del grande Toro resta una delle più grandi ferite per il nostro Paese.

Tragedia di Superga il 4 maggio 1949 di ritorno dalla partita contro il Benfica

Il 4 maggio 1949 in un tragico incidente aereo causato da nebbia e maltempo si schiantò contro la collina di Superga un aereo con a bordo la squadra del Torino di ritorno dall’amichevole che l’aveva visto il giorno affrontare il Benfica. E fu una tragedia immane, perché morirono 31 persone, perché non si salvò nessuno, perché a bordo c’erano i migliori calciatori di quell’era calcistica del dopoguerra. Infatti la maggior parte dei calciatori del cosiddetto Grande Toro erano i calciatori della nazionale italiana dell’epoca. Era infatti già diventata la squadra dei record. E non solo per i cinque scudetti consecutivi vinti dal 1942 in poi ma per una serie di primati raggiunti dai calciatori del club.

Tragedia di Superga, i superstiti

Nell’incidente aereo persero dunque la vita 31 persone. Tutta la squadra ma non solo. Con loro morirono allenatori, massaggiatori e dirigenti. Ovviamente anche tutti i componenti dell’equipaggio e i tre giornalisti sportivi Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero che viaggiavano con la squadra.

Mentre si salvarono i calciatori che erano rimasti a casa. Vediamo chi sono: il secondo portiere Renato Gandolfi che cedette il posto a Dino Ballarin, Sauro Tomà rimasto a casa per un infortunio al ginocchio e Luigi Gandolfi, giovane del vivaio granata. E non furono gli unici a salvarsi. A causa di una broncopolmonite era rimasto a Torino il presidente dei Granata Ferruccio Novo, e il telecronista Nicolò Carosio non partito per la concomitante cresima del figlio. Il 10 aprile del 2018 è morto Sauro Tomà, l’ultimo superstite del Grande Torino, all’età di 92 anni

Tragedia di Superga, le parole di Indro Montanelli

Tra i tantissimi ricordi commossi di un fatto che sconvolse l’intera opinione pubblica citiamo le parole di Indro Montanelli che a distanza di pochi giorni, il 7 maggio del 1949, sul Corriere della Sera annotò: “Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta”.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
Tutti gli articoli di Giuseppe Spadaro →