Chi è Antonio Piccirillo: padre, camorra e cos’ha detto in tv

Pubblicato il 8 Maggio 2019 alle 12:50 Autore: Alessandro Faggiano

“La camorra non paga mai. Questa è una cosa ignobile e indegna”. Queste le prime parole di Antonio Piccirillo ai microfoni di La7

Chi è Antonio Piccirillo, padre, camorra e cos'ha detto in tv
Chi è Antonio Piccirillo: padre, camorra e cos’ha detto in tv

“La camorra non paga mai. Questa è una cosa ignobile e indegna”. Le prime parole che ha rivolto Antonio Piccirillo ai microfoni di La7. Il ragazzo napoletano è entrato sulla scena pubblica dopo aver manifestato pubblicamente contro la camorra, dopo la sparatoria in pieno centro che ha ferito gravemente una bambina di 4 anni. La particolarità del gesto deriva dal suo legame di sangue. Il figlio del boss che mette in guardia dai pericoli e dall’insulsaggine della vita criminale. Come ha affermato al Corriere della Sera, “sono figlio di camorrista, ma mi fa schifo quella subcultura”.

Antonio Piccirillo, 23 anni, ha ripreso a studiare dopo aver abbandonato il liceo e sogna di entrare all’università, dimostrando un forte interesse per la sociologia.

L’appello di Antonio Piccirillo: “abbiamo il dovere di raccontare che la camorra fa schifo”

“Noi figli di persone che hanno sbagliato, che hanno commesso dei reati e che continuano a pagare con la loro libertà, abbiamo il dovere morale di raccontare che la camorra fa schifo. Mio padre si chiama Rosario Piccirillo, persona che per giornali e magistratura è un boss, pur non definendosi come tale.” Alla domanda sul come sia cresciuto, Antonio Piccirillo sembra tutto sommato confortato. “Io sono cresciuto con dei valori sani. Mio padre ha saputo sempre scindere la sua vita da quella dei propri figli, anche dalla distanza. Tuttora è detenuto presso il carcere di Tolmezzo. Lui si definisce un fallito di successo. Perché tutti i camorristi, anche il più grande al mondo, seppur di successo, rimane sempre un fallito.”

Per Antonio, “la vita dei camorristi non ha senso, è una vita da cani”

“È una vita che raccontano male, per esempio in Gomorra che è il primo che mi viene in mente, perché raccontano solo degli spezzoni di vita. La vita dei camorristi non ha senso, è una vita da cani, insensata.”

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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