Pubblicato il 14/05/2019

Partita Iva 2019: pagelle e sistema a premi, come funzionano i livelli

autore: Daniele Sforza
Partita Iva 2019 pagelle e sistema a premi
Partita Iva 2019: pagelle e sistema a premi, come funzionano i livelli

Ecco le pagelle per la partita Iva 2019 in base ai cosiddetti, ovvero gli Indici Sintetici di Affidabilità. Chi prenderà un voto dall’8 in su avrà diritto perfino ad alcuni premi, i più interessanti per chi prenderà almeno 9. Chi invece non arriverà ai livelli minimi di sufficienza, potrebbe finire in cima alle liste dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Con apposito provvedimento pubblicato lo scorso 10 maggio, l’Agenzia ha infatti spiegato come funziona il nuovo sistema di voti e quali saranno i premi previsti per chi persegue voti dall’8 in su.

Partita Iva 2019: modelli ISA, cosa sono e a cosa servono

Come spiega l’Agenzia delle Entrate, il modello ISA è parte integrante del modello Redditi 2019 e viene usato per la dichiarazione dei dati riguardanti l’applicazione e l’aggiornamento degli indici sintetici di affidabilità fiscale. Si tratta di uno strumento di compliance finalizzato “a favorire l’emersione spontanea di basi imponibili, a stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e a rafforzare la collaborazione tra i contribuenti e la Pubblica Amministrazione”. Gli indicatori servono per verificare la normalità e la coerenza della gestione dell’azienda, anche riferendosi a diverse basi imponibili. Infatti, attraverso l’applicazione di questi indici, i contribuenti hanno la possibilità di verificare al momento della dichiarazione il proprio livello di affidabilità fiscale in base al posizionamento su una scala di valori da 1 a 10, laddove 10 è il miglior punteggio equivalente alla massima affidabilità.

Partita Iva 2019: ISA e premi, ecco quali sono

Sono previsti dei benefici per chi totalizza un punteggio di affidabilità fiscale elevato (superiore all’8), che si può arricchire anche con ulteriori componenti positivi. Questi i premi a disposizione:

  • Esonero dalla apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50 mila euro annui relativamente all’imposta sul valore aggiunto, e per un importo non superiore a 20 mila euro annui riguardo le imposte dirette e l’imposta regionale sulle attività produttive.
  • Esonero dalla apposizione del visto di conformità tramite la prestazione della garanzia per i rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto per un importo non superiore a 50 mila euro annui.
  • Esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative (Legge n. 724/1994, art. 30);
  • Esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici;
  • Anticipazione di almeno 1 anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per l’attività di accertamento;
  • Esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo (a patto che quest’ultimo accertabile non ecceda di due terzi il reddito dichiarato).

Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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