Pubblicato il 12/07/2019

Sondaggi politici Swg: Difesa, un italiano su due chiede una riduzione dei costi

autore: Andrea Turco
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Sondaggi politici Swg: Difesa, un italiano su due chiede una riduzione dei costi

Sondaggi politici SWG – Secondo un sondaggio Swg, metà dei cittadini chiede al governo una riduzione dei costi per quanto riguarda le spese militari. Il 36% vorrebbe che fossero diminuite mentre il 14% le vuole eliminare del tutto. Il 29% non farebbe alcun intervento, il 9% non disdegnerebbe un aumento. Ma come stanno realmente le cose?

Sondaggi politici Swg: il M5S e i tagli alla Difesa

Il ministero della Difesa è guidato da Elisabetta Trenta, espressione del Movimento 5 Stelle che nel suo Dna ha un orientamento pacifista. Chi non ricorda le aspre battaglie tra Grillo e Renzi sull’acquisto degli F35? Nel programma di governo M5S, i pentastellati promettevano lo stop all’acquisto degli F35, un ridimensionamento dei costi abbattendo le spese in armamenti offensivi e un dirottamento delle risorse verso la cyber security e le reti di intelligence.

Sondaggi politici Swg: cosa dice la legge di bilancio

Nel disegno di legge di bilancio 2019-2021, per quanto riguarda la Difesa sono stati previsti 60 milioni di euro di taglio l’anno a cui si aggiunge un’ulteriore riduzione per 531 milioni di euro nel periodo 2019-2032. Ulteriori 158 milioni sono stati accantonati per contenere la crescita del deficit onorando quindi la clausola della spesa da 2 miliardi, inserita nel Documento Economia e Finanza (Def).

Sondaggi politici Swg: Difesa, la richiesta della Nato

Ci sono però anche gli obblighi atlantici da rispettare. Da anni la Nato, e in ultima misura il presidente americano Trump, chiede ai Paesi di spendere il 2% del Pil nella Difesa. Ad oggi l’Italia è lontana dall’obiettivo (spende per la Difesa l’1,15% sul Pil) ma prevede di aumentare la spesa all’1,17% per il 2019 e l’1,20% per il 2020.

Parlando al Financial Times, il ministro Trenta ha chiesto di includere nelle spese Nato anche altri investimenti non militari in modo da poter raggiungere più facilmente il 2% di spesa sul Pil: “Vi sono parti della nostra spesa che sono correlate alla difesa, ma che non sono incluse nel bilancio della difesa (…) Non sto dicendo che non dovremmo spendere più soldi, ma che dovremmo spendere soldi per cose che non erano precedentemente considerate come spese per la difesa”.

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Nota metodologica

Allegata all’immagine.

Autore: Andrea Turco

Classe 1986, dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano approda a Termometro Politico.. Dal gennaio 2014 collabora con il portale d'informazione Smartweek. Su Twitter è @andreaturcomi
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