Pubblicato il 10/09/2019

Pensioni ultima ora: Quota 100 resta per 1-2 anni. Decisione del governo

autore: Giuseppe Spadaro
Pensioni ultima ora: Quota 100 resta per 1-2 anni. Decisione del governo

Pensioni ultima ora – Man mano passano i giorni, aumentano le voci relative alla possibile revisione di Quota 100. Infatti il nuovo governo composto dalla maggioranza formata da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali potrebbe modificare alcuni degli attuali requisiti della misura pensione anticipata se non anticiparne il termine.

Pensioni ultima ora, il nuovo esecutivo ed il destino di Quota 100

Il decreto n. 4/2019 ha introdotto dallo scorso aprile l’opzione per i lavoratori con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati di andare in pensione in anticipo rispetto precedentemente previsti. La misura è temporanea e valida per il triennio 2019-2021. La nascita del nuovo esecutivo potrebbe però portare ad un cambio di rotta. Dovuto, almeno secondo le voci che circolano con insistenza, alla necessità del governo Conte bis di recuperare risorse per evitare l’aumento dell’Iva.

Pensioni ultima ora, Quota 102 anziché Quota 100?

Sebbene tutto sia ancora da confermare ci sono varie voci sulle possibili scelte della nuova maggioranza di governo. Un’opzione di cui si parla molto riguarda la riduzione da tre a due anni della validità di Quota 100. In pratica anziché per il triennio 2019-2021 la misura resterebbe valida solo per gli anni 2019-2020.

Non è detto però che, lasciando inalterata la durata, a cambiare non siano i requisiti. Secondo alcuni il governo Conte bis avrebbe intenzione di modificare i requisiti aumentando di due anni gli anni degli aspiranti pensionati. Per cui anziché Quota 100 diventerebbe Quota 102: ovvero si andrebbe in pensione con 64 anni di età e 38 anni di contributi versati.

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Altre ipotesi di modifiche

Pensioni ultima ora – Secondo quanto riporta il quotidiano economico Il Sole 24 Ore potrebbe invece essere reintrodotto l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita sui pensionamenti anticipati (oggi congelato a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne fino al 2026). E ancora: un’altra possibilità concreta riguarda il fatto che l’Ape sociale diventi strutturale. Tante possibilità che in ogni caso dovranno trasformarsi in azioni legislative che il nuovo governo dovrà approvare, dando così certezze ai lavoratori che al momento sperano di poter usufruire delle condizioni ancora vigenti.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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