Pubblicato il 11/09/2019

Come rifiutare una fattura elettronica e quando è possibile. A chi conviene

autore: Daniele Sforza
Come rifiutare una fattura elettronica e quando è possibile. A chi conviene

È possibile rifiutare una fattura elettronica? L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018, ha fornito alcuni chiarimenti a riguardo. Precisiamo subito che solo la Pubblica Amministrazione, nel caso in cui una fattura elettronica riporti errori di importo o “tecnici”, ha la facoltà di rifiutare il documento. Per lo scambio tra privati, invece, bisogna prima accettare la fattura elettronica inviata con l’errore e poi richiederne la correzione, sempre ovviamente se passa correttamente tramite il Sistema di Interscambio. Ricordiamo infatti che una fattura elettronica deve possedere i seguenti requisiti per essere definita corretta: deve risultare integra, autentica (ovvero emessa certamente dal soggetto che l’ha emessa) e leggibile.

La Pubblica Amministrazione può rifiutare una fattura elettronica

Come stabilito dal succitato provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, la Pubblica Amministrazione si riserva la facoltà di accettare o rifiutare la fattura elettronica trasmessa tramite Sistema di Interscambio entro un lasso di tempo che non superi i 15 giorni dalla ricezione del documento. Il rifiuto può essere legittimato se il documento digitale non rispecchia alcuni requisiti necessari per la sua validazione. Tra questi, oltre all’integrità, autenticità e leggibilità, spiccano anche alcuni elementi tecnici che rispondono al tipo di formato (.Xml), alla presenza della firma elettronica e del Codice Identificativo Univoco e all’invio tramite Posta Elettronica Certificata (che ha valore legale). Altro errore, ovviamente, può essere quello dell’importo, che potrebbe risultare errato rispetto a quanto inizialmente concordato.

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Fattura elettronica: può essere rifiutata da un privato

Differente il discorso per i privati, che non possono rifiutare la fattura elettronica inviata. L’unico modo per risolvere un eventuale problema, infatti, consiste nell’accettare il documento ricevuto e chiederne in un momento successivo la correzione. Come funzionava (e funziona tuttora) per le fatture cartacee, il soggetto può chiedere a chi ha inviato una fattura di emettere una nota di credito, finalizzata alla correzione della fattura stessa. La nota di credito può di fatto annullare la fattura inviata, cancellandola e permettendo così l’emissione di una nuova, oppure correggerla. La richiesta andrà inoltrata tramite PEC, mentre il documento (che sia la nota di credito o la fattura) passerà tramite il SdI.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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