Pubblicato il 19/09/2019

Conto corrente o deposito: quanto si perde coi soldi fermi in banca

autore: Guglielmo Sano
Conto corrente o deposito: quanto si perde coi soldi fermi in banca

Il conto corrente è lo strumento di risparmio meno conveniente di tutti. Infatti, spese e imposte fanno perdere valore al denaro depositato in banca, lentamente ma inesorabilmente, senza considerare l’inflazione.  

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Conto corrente o deposito: un investimento a perdere

Depositando, per esempio, 10mila euro in un conto corrente aperto presso un istituto bancario tradizionale, dopo 5 anni ci si accorgerà di aver perso circa il 18% del valore della somma iniziale: in pratica, i 10mila euro depositati dopo 5 anni saranno diventati 8.161. In media, dunque, è meglio tenere il denaro su un conto di una banca online: dopo 5 anni su 10mila euro si saranno persi soltanto 780 euro. Le stime sono di un recente studio della redazione economica del Corriere della Sera.

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Su tali perdite incide innanzitutto l’imposta di bollo pari a 34,20 euro che si paga sui conti correnti con giacenza superiore a 5mila euro, poi i costi standard di mantenimento e gestione del conto stesso che, per una famiglia media, sono pari a 145 euro se ci si rivolge a una banca tradizionale (25 euro all’anno il costo di un conto online per una famiglia media). Nel caso in cui si usi anche una carta di credito, evenienza non rarissima, bisogna aggiungere alle voci di spesa anche 47 euro all’anno circa. Infine, si dovrà sempre confrontarsi con la perdita di potere di acquisto, cioè con l’inflazione.

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Meglio scegliere un conto online

Posto che il conto corrente non è uno strumento di risparmio conveniente, di fatto, nella vita quotidiana è diventato ormai fondamentale. Dunque, trovandosi a doverne aprire uno, meglio scegliere una banca online. Una famiglia con operatività media spende soltanto 25 euro all’anno, un giovane non paga più di 17 euro.

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Detto ciò, nonostante l’evidente perdita a cui si va incontro, secondo le più recenti stime della Banca d’Italia, gli italiani tengono comunque “fermi” sui conti 1.371 miliardi di euro. A seconda dei tassi di inflazione, nei prossimi 5 anni, potrebbe andare in fumo una fetta di tesoretto compresa tra i 54 e i 129 miliardi.

Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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