Pubblicato il 07/10/2019

Pensioni ultima ora: Quota 100, Pd prova l’assalto alla misura

autore: Giuseppe Spadaro
Pensioni ultima ora: Quota 100, Pd prova l’assalto alla misura

Pensioni ultima ora: per evitare allarmismi è opportuno sottolineare con chiarezza che l’orientamento prevalente nella maggioranza di governo (M5S-Pd-Italia Viva-LeU) prevede la conferma di Quota sino alla sua scadenza naturale, cioè sino al 2021.

Pensioni ultima ora, Quota 100: c’è chi dice no

Non mancano però anche all’interno dei partiti di maggioranza, come Partito Democratico ed Italia Viva esponenti secondo cui confermare Quota 100 è un errore. Lo ha espressamente dichiarato, come riportato in questo nostro articolo, il senatore del Partito Democratico Tommaso Nannicini. L’esponente dem ha chiesto all’esecutivo maggiore coraggio: «L’idea di far esaurire Quota 100 è un altro esempio lampante della politica da struzzi e non da giraffe. Si dice: lasciamola, ormai è stata fatta e dura tre anni».

I motivi della contrarietà espressi da Nannicini sono da ricercare sia nei costi diretti di Quota 100 che negli effetti previdenziali che avrà nel medio periodo quando la misura temporanea avrà esaurito i suoi effetti. Ecco il perché: «costa tanto ed è una misura iniqua. Avvantaggia solo i lavoratori con carriere contributive solide, soprattutto uomini, e nel 2021 creerà uno scalone di ben 5 anni. Chi farà la legge di bilancio del 2021, dovrà gestire gli esodati di Quota 100: chi è nato a dicembre andrà in pensione a 62 anni, chi è nato a gennaio a 67 anni».

L’opinione di Marattin di Italia Viva

Pensioni ultima ora: Il deputato di Italia Viva Luigi Marattin, ex Pd, è altrettanto contrario alla misura di pensione anticipata: «Quota 100 è stato un errore e andrebbe cancellata. Lo strumento per il pensionamento delle persone in difficoltà c’è già, è l’Ape social, e, semmai, va prorogato e reso strutturale».

Anche secondo l’opinione del deputato che ha seguito Renzi nella sua nuova iniziativa politica, il costo della misura è eccessivo: «Premesso che si tratta di una nostra idea e che si deciderà nella maggioranza è o sarebbe del tutto lineare fermare un meccanismo che costa tanto, crea disparità enormi e penalizza i giovani. Si potrebbero recuperare circa 3-4 miliardi che, sommati alle risorse del bonus degli 80 euro, a quelle che si vogliono impiegare per il mini taglio del cuneo e a altri fondi, permetterebbero di avere una dote anche di 20 miliardi da destinare a una riforma fiscale complessiva dal 2021».

Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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